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Mercoledì 6 Maggio 2026 12:05

Il vescovo Giuliodori assistente ecclesiastico generale dell’Ac fino al 2029



Il Papa lo ha confermato per il prossimo triennio. La gratitudine dell'associazione: «Ha accompagnato l’Azione cattolica con sapienza pastorale, profondità spirituale e autentica vicinanza umana»

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«Grande gioia e profonda gratitudine a Papa Leone XIV». L’Azione cattolica italiana commenta con queste parole la notizia della conferma del vescovo Claudio Giuliodori come assistente ecclesiastico generale dell’Ac per il triennio 2026-2029. «La decisione del Santo Padre – scrivono in una nota – rinnova e conferma quel legame speciale che da sempre unisce l’Azione cattolica alla Chiesa e al ministero del successore di Pietro. Un vincolo di comunione ecclesiale che costituisce il cuore stesso dell’esperienza associativa dell’Ac e che trova nella figura dell’assistente ecclesiastico generale un riferimento prezioso di unità, discernimento e accompagnamento spirituale».

Ancora, per l’associazione la conferma di Giuliodori rappresenta «un significativo riconoscimento della natura eminentemente ecclesiale dell’associazione, chiamata ogni giorno a vivere con responsabilità e passione il proprio servizio educativo e missionario dentro la vita delle comunità cristiane e del Paese». Un cammino che il presule – dal 2013 anche assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ha accompagnato in questi anni «con sapienza pastorale, profondità spirituale e autentica vicinanza umana, offrendo all’intera associazione una guida illuminata e paterna – si legge ancora nel comunicato dell’Azione cattolica -. La sua attenzione alle persone, il costante richiamo alla centralità del Vangelo, la cura per la formazione delle coscienze e la capacità di leggere i segni dei tempi rappresentano un dono prezioso per tutta l’Ac».

Del presule dall’Azione cattolica sottolineano la testimonianza «semplice e autorevole» che «incoraggia l’associazione a continuare il proprio cammino nella fedeltà alla Chiesa, nella passione educativa e nella scelta di una corresponsabilità laicale sempre più consapevole e generativa». La presidenza nazionale assicura quindi la preghiera dell’intera associazione e la «piena disponibilità a continuare a camminare insieme, nel servizio alla missione della Chiesa e nell’annuncio del Vangelo, perché possa crescere un laicato maturo, corresponsabile e profondamente radicato nella vita delle comunità, capace di contribuire con spirito evangelico alla costruzione del bene comune e di un futuro di pace, fraternità e speranza per il nostro Paese e per il mondo intero».

Da parte del vescovo, parole di gratitudine al Papa, nel messaggio in occasione del rinnovo per un secondo triennio, accolto come «un dono e una responsabilità a servizio di un’associazione laicale che in questi tre anni ho imparato ad apprezzare ancora di più per la ricchezza della storia e del patrimonio spirituale, per il dinamismo relazionale e lo stile profondamente sinodale, per il generoso servizio nel campo educativo e nella formazione di laici impegnati a testimoniare la bellezza della vita cristiana in tutte le realtà ecclesiali e sociali». E gratitudine anche a tutti i soci «per la preghiera e l’affetto con cui mi hanno accompagnato e che tante volte mi hanno testimoniato con parole e gesti nei numerosi incontri a livello nazionale e su tutto il territorio italiano». Ancora, «ringrazio il Consiglio nazionale e i membri della presidenza» e il Collegio assistenti, «con i quali, in modo particolare, si è instaurato un rapporto di reciproca stima e di feconda collaborazione».

Guardando al presente «complesso e di grande incertezza», Giuliodori ha sottolineato l’urgenza di «una visione lungimirante e profetica, soprattutto per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, come l’anelito alla pace, la custodia della casa comune, la fratellanza tra i popoli e uno sviluppo equo e solidale. In questi tre anni – prosegue –  ho visto un’associazione viva e partecipe, capace di prestare cura e di imprimere slancio alla vita interna, oltre le fatiche e le difficoltà che non mancano come in ogni realtà associativa. Ma soprattutto ho visto un laicato competente e generoso che non ha fatto mancare il suo qualificato e peculiare contributo in alcuni passaggi fondamentali della vita delle Chiese in Italia, come la Settimana sociale di Trieste e il Cammino sinodale, senza trascurare la presenza costante e operosa nelle parrocchie e nelle diocesi».

Ora, «proseguiamo il cammino che ci vede già proiettati verso le celebrazioni per i 160 anni di fondazione e la XIX Assemblea, eventi in programma per la primavera del prossimo anno. Confidando nell’aiuto del Signore e nella guida dello Spirito Santo rinnovo il mio impegno, unitamente a quello che svolgo in Università Cattolica del Sacro Cuore, avendo anche sperimentato quanto sia ricca di potenzialità la collaborazione tra queste due realtà, unite dalle vicende storiche ma soprattutto chiamate a sviluppare nuove e preziose sinergie. Uniti nella preghiera e sempre più radicati in Cristo, continuiamo con gioia e dedizione il cammino associativo – l’augurio – per crescere come “edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”».

6 maggio 2026

 

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