Mercoledì 6 Maggio 2026 09:05
1° maggio a San Paolo: accoglienza nel degrado. La città mostra il suo volto peggiore
Ecco cosa vede il turista che si reca alla basilica: scritte su ogni muro, manifesti abusivi e bancarelle con furgoni in doppia fila. Le stazioni delle metro restano senza piani di manutenzione
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1° maggio a San Paolo: accoglienza nel degrado. La città mostra il suo volto peggiore
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#decoro #graffiti #in primo piano #temi #manifesti #marconi #scritte
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Qualche giorno fa commentavamo il video creato dal sindaco Gualtieri in occasione dei Natali di Roma. Un video emozionale in stile cinematografico in cui si celebra “passato e presente della Città Eterna”, una carrellata sui luoghi più iconici di Roma dal Colosseo ai Fori, dal Parco degli Acquedotti alle Vele di Calatrava (l’eterna incompiuta che grida vendetta). Un viaggio tra meraviglie naturali, siti archeologici e attrazioni urbane. Così recitava il messaggio del sindaco: “Da 2779 anni Roma illumina il mondo e ci rende orgogliosi”. E’ da qui siamo partiti per smontare la retorica della Grande Bellezza tracciando un parallelo tra l’immagine romantica di Roma con quella truce, rozza e desolante della vera Roma dei quartieri popolari.
Quel degrado dovuto a una combinazione di fattori, tra cui il lassismo politico e l’inciviltà dei comportamenti, che restituisce l’immagine di una città abbandonata. Il degrado diffuso percepito come normalità genuina a Roma in cui bruttezza e disfunzionalità (sporcizia, traffico, incuria) vengono assorbite nella routine quotidiana e nell’identità stessa della città, quasi come un tratto “pittoresco” o inevitabile. Il nuovo genius loci di una Roma vera che “ha da puzzà“.
Pochi giorni fa, la presentazione della tappa finale del Giro d’Italia 2026 presso la sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza del sindaco e dell’assessore al turismo, quell’Alessandro Onorato che, giustamente, punta sul ruolo di Sport e Grandi Eventi come “veicolo ideale di promozione ed esportazione dell’immagine di una città”.
E’ tutto giusto ma bisognerebbe ripartire dai fondamentali del decoro: gli spazi ordinati, le strade vivibili e accoglienti ogni giorno. Il risultato di presenza, cura e costanza del Comune. Ed anche frutto di un modo responsabile di vivere la città da parte dei cittadini (che andrebbe invogliato e incoraggiato dai politici che invece lucrano sul lassismo).
E’ tutto giusto ma bisognerebbe ripartire dai fondamentali del decoro: gli spazi ordinati, le strade vivibili e accoglienti ogni giorno. Il risultato di presenza, cura e costanza del Comune. Ed anche frutto di un modo responsabile di vivere la città da parte dei cittadini (che andrebbe invogliato e incoraggiato dai politici che invece lucrano sul lassismo).
E arriviamo noi che ci teniamo a mostrarvi alcuni momenti del 1° maggio, sulle orme dei turisti che si recano a San Paolo.
Quello che segue è il resoconto fedele di ciò che ho visto, e che hanno visto i turisti, scendendo dal bus della linea 766 che da Trastevere porta alla Basilica di San Paolo e alla metro B.

Non appena scesi dal bus, vi trovate davanti a un muro ricoperto da graffiti. E’ la parete, rivestita in lastre di travertino, del palazzo delle Poste.


Un insulto all’architettura che ben sintetizza il degrado circostante. Siamo nell’ultimo tratto di via Ferdinando Baldelli (prosecuzione dello “stradone” di via Temistocle Calzecchi Onesti, l’arteria che si snoda e collega direttamente viale Marconi a San Paolo). Guardando sul lato opposto della strada, il muro di cinta dell’abbazia di San Paolo con pietre posizionate a incastro e – grande classico dello “sciatto made in Rome“, rifiuti abbandonati incastrati negli interstizi/fessure del muro, a sua volta imbrattato con scritte e tag (mai cancellate da 10 anni a questa parte! – a dispetto delle nostre denunce).



Che squallore! Dietro una bellissima abbazia del IV secolo, davanti, all’esterno sulla strada, graffiti e monnezza! Un cartello turistico abbandonato, accartocciato e illeggibile, sullo sfondo di maxi graffiti che accompagnano i turisti verso la Basilica.




Sull’altro lato della strada la situazione non migliora, anzi. Il famigerato incrocio tra Via Ostiense e Viale Giustiniano Imperatore, con il passaggio pedonale verso la stazione metro S. Paolo invaso da bancarelle autorizzate con i furgoni/magazzino in curva violando il CdS.





Il tutto ingentilito, si fa per dire, dalla “cordonata” ininterrotta di manifesti abusivi dei centri sociali (non vi fate ingannare dalla dicitura “1° maggio” e “25 aprile”, le affissioni sfruttano la Resistenza per chiedere la liberazione degli anarchici a processo per le violenze di piazza). Sempre presenti, mai rimossi o multati.




Questo il primo impatto di un qualsiasi cittadino o turista che mette piede a San Paolo dalla stazione metro o dalla fermata del bus. Sulla sosta disordinata al centro dello spartitraffico ed impianti pubblicitari che “impallano” la visuale della basilica, stendiamo un velo pietoso.

Ed eccoci al piatto forte: l’area di ingresso della metropolitana affidata ai volontari di Retake Roma che giocano al gatto col topo con vandali, writers e attivisti dei centri sociali anarco antagonisti che puntualmente imbrattano gli esterni e il sottopassaggio della stazione. Peraltro, non si capisce come sia possibile che le stazioni della metro e delle ferrovie urbane della capitale d’Italia siano “impresenziate” cioè privi di un piano di manutenzione inclusi interventi su impianti tecnologici, mura perimetrali e finiture.





RIPETIAMO IL CONCETTO, NEL 2026 LA RESPONSABILITA’ DEL DECORO E DELLA PULIZIA DELLA STAZIONI METRO NON E’ IN CAPO AL COMUNE MA DIPENDE DA ACCORDI CON UN’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO. TROVATECI UN’ALTRA CAPITALE D’EUROPA DOVE LE STAZIONI SONO CURATE – IN VIA ESCLUSIVA! – DAI VOLONTARI: uno scandalo fatto passare per normalità.
SI CONCLUDE QUI IL RACCONTO DI CIO’ CHE HA VISTO IL TURISTA-TIPO CHE SI RECA A SAN PAOLO. Una zona semicentrale di vitale importanza turistica, con una delle quattro basiliche papali di Roma e sito UNESCO. Si tratta della zona che circonda l’Abbazia e la Basilica di San Paolo, a due passi dall’Ospedale Bambin Gesù e dal Pontificio Collegio Beda luogo di formazione per seminaristi di tutto il mondo e poco distante dal centro sportivo San Paolo. Basta fare un semplice giro a piedi partendo da via Calzecchi Onesti e via Baldelli per osservare il degrado di sporcizia e graffiti, l’abusivismo (di manifesti e bandiere della CISL appese agli alberi e ai lampioni) e l’invasività delle bancarelle fondersi col panorama circostante, soffocando una delle viste più belle della città.
Affidiamo questo messaggio all’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, persona competente che ha a cuore il bene della città (il discorso coinvolge anche l’opposizione di centrodestra): è IMPOSSIBILE promuovere la bellezza e dignità del territorio senza occuparsi del degrado causato da incuria e maleducazione e una certa assuefazione a tali fenomeni, accettandoli come parte integrante del quotidiano. E’ la perdita del senso del bello: si assiste a uno smarrimento del senso della bellezza e a una mancanza di attenzione per la cura del dettaglio. Questo è il primo ostacolo alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico e urbano: l’incuria dell’amministrazione unita all’inciviltà dei cittadini. Serve un piano decoro e la regolamentazione di affissioni e murales, distinguendo l’arte dal vandalismo con un albo dei murales autorizzati che tolga ogni scusa ai vandali impuniti siano essi writers o attacchini imbrattamuri, contrastando l’alibi giustificazionista dei reati culturalmente orientati e accettati.
Oltre al tanto agognato riordino delle postazioni ambulanti (con “banchi tipo” e la delocalizzazione/rimozione di postazioni incompatibili e la messa a bando di nuove concessioni).
Parafrasando un vecchio titolo del nostro blog: Non basta ricordare la bellezza del passato se non si rispettano i luoghi del presente
ULTIM’ORA. L’articolo è stato “chiuso” il 3 maggio. Si rende noto che in data odierna, 5 maggio, il muri prospicienti l’ingresso di via Gaspare Gozzi si presenta ripulito dai manifesti abusivi grazie a un intervento di riqualificazione effettuato molto probabilmente dai volontari di Retake S. Paolo che ” quando interviene lo dimostra a fatti, non a parole” (come ci tengono a far sapere).



Un sincero ringraziamento per l’impegno e la dedizione. All’ufficio decoro del Comune di Roma strettamente collegato ai gruppi locali di Retake che si occupano del decoro delle stazioni (un esempio di sussidiarietà che rischia però di esautorare il Comune dalle proprie responsabilità) facciamo notare che per almeno 10 giorni l’ingresso
come documenta Roma fa schifo è rimasto imbrattato
senza che nessuno intervenisse.E fuori dal perimetro definito dal patto di collaborazione con Retake (l’ingresso di via Gaspare Gozzi) è tutto rimasto immutato. Manifesti e scritte dei centri sociali ai quali vanno aggiunte le solite tags, il sottopasso che conduce su via Ostiense (al pari di tanti altri che si trovano sulla linea B e B1, con l’aggravante di essere un punto di interesse turistico), è ridotto in questo stato: scritte, insulti e frasi di odio.




Il degrado è causato dall’assenza di manutenzione. E, forse, da complicità politica? Gli amici di Retake storcono il naso, ma è giunto il momento di aprire gli occhi: pezzi di politica remano contro di noi (volontari attivi e “leoni da tastiera”, quelli che fanno le foto e le denunce, come qualcuno si è imprudentemente lasciato sfuggire). E intanto San Paolo è nel degrado: questo è il biglietto da visita che mostriamo ai turisti.
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