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Giovedì 7 Maggio 2026 09:05

Parolin: «Il Papa fa quello che deve fare: fa il Papa»



All'Augustinianum per il libro "Liberi sotto la grazia", il segretario di Stato vaticano ha risposto ai giornalisti sugli attacchi del presidente Trump. «I conflitti non si risolvono con la forza ma con il negoziato». Gli Usa, «interlocutori per la Santa Sede»

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«Io credo che il Papa fa quello che deve fare: il Papa fa il Papa». Nel suo linguaggio da raffinato diplomatico, il segretario di Stato vaticano Parolin è stato estremamente chiaro e fermo nel ribadire la posizione del pontefice e della Santa Sede nei confronti degli attacchi sguaiati provenienti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Parole che il porporato ha pronunciato ieri pomeriggio, 6 maggio, fermandosi a dialogare con i giornalisti al Pontificio Istituto Patristico Augustinianum prima della presentazione del libro “Liberi sotto la grazia”, raccolta di scritti, omelie e interventi di Robert F. Prevost quando era priore generale degli Agostiniani.

L’intervento del cardinale giunge alla vigilia dell’incontro che oggi il segretario di Stato americano Marco Rubio, cattolico, avrà prima con il pontefice e poi con lo stesso Parolin. Che alla domanda se contasse più su Rubio o su Trump ha risposto di contare «solo sul nostro Signore Gesù Cristo». Poi ha ripreso le parole pronunciate il giorno prima da Leone XIV a Castel Gandolfo: «Bisogna parlare nella verità» e l’uscita di Trump «non è un’affermazione corretta, perché la Santa Sede ha sempre lavorato e continua a lavorare proprio sul disarmo nucleare; ha parlato e ha promosso l’accordo che tocca la liceità del possesso delle armi nucleari».

Con Rubio «si parlerà di tutto quello che è successo in questi giorni. Non potremmo non toccare questi argomenti», ha aggiunto il porporato. Sul tavolo «tutti i temi più caldi» di geopolitica internazionale. Quanto all’Iran, non sono previste ulteriori proposte da parte della Santa Sede, se non quelle già avanzate, ovvero perseguire la strada del dialogo: «Conflitti come questi non si possono risolvere con la forza ma solo attraverso un negoziato di buona volontà, sincero, in modo che tutte le parti possano esprimere il loro punto di vista e trovare punti di convergenza», ha spiegato. Parolin ha quindi ribadito la necessità di buoni rapporti con gli Stati Uniti: «Come si fa a prescindere dagli Stati Uniti? Non si può. Nonostante qualche difficoltà, loro rimangono un interlocutore per la Santa Sede, anche perché hanno un ruolo in quasi tutte le situazioni che stiamo vivendo». Quanto a un possibile colloquio diretto tra Trump e Papa Leone, il cardinale ha concluso con una cauta apertura: per ora «è prematuro» ma «il Santo Padre è aperto a tutte le opzioni, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno. Quindi se ci fosse l’offerta o la richiesta di un dialogo diretto con il presidente Trump, immagino che non avrebbe nessuna difficoltà ad accettarlo».

7 maggio 2026

 

 

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