Giovedì 7 Maggio 2026 12:05
Primo anno di pontificato di Leone: i messaggi delle associazioni


Alla vigilia dell'anniversario, Acli Roma, Medicina solidale, Fonte d'Ismaele e Movimento cristiano lavoratori Roma esprimono vicinanza e gratitudine al Papa, «messaggero di pace e del Vangelo»
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Erano le 18.06 dell’8 maggio 2025 quando la fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina e il suono delle campane annunciavano l’avvenuta elezione del nuovo pontefice, l’americano Robert Francis Prevost, 69 anni, che avrebbe scelto il nome di Leone XIV. Alla vigilia di quell’anniversario, diverse associazioni romane hanno voluto esprimere gratitudine e vicinanza al pontefice. A cominciare dalle Acli provinciali di Roma, che danno voce alla «riconoscenza e filiale devozione» delle donne e degli uomini dell’associazione, «per essere ogni giorno messaggero di pace e fraternità nella nostra città e nel mondo. Una voce chiara che chiede al mondo di cessare le guerre rimettendo al centro l’uomo e i suoi inalienabili diritti, che tutti dobbiamo sostenere e difendere senza esitazione», si legge in una nota. La pace – è la riflessione di Acli Roma – deve essere costruita «non solo a livello mondiale, ma anche nelle nostre comunità, come ci ha indicato Papa Prevost, e proprio per questo le Acli di Roma, ogni giorno, lavorano per favorire equità sociale, sostegno ai giovani e ai più fragili e tutele nel lavoro. Queste sono le basi per costruire un mondo diverso, per una pace “disarmata e disarmante”».
Assicura «l’affetto dei piccoli che seguiamo nelle periferie della Capitale» Lucia Ercoli, coordinatrice delle associazioni Medicina Solidale e Fonte d’Ismaele. «Loro vedono nel pontefice un punto di riferimento vero e solido per chiedere la pace in un mondo assetato di guerra che miete migliaia di vittime – riferisce -. I primi sono i bambini». Nelle parole di Ercoli, «l’assenza di pace per un bambino non è solo vivere in scenari tragici di guerra , ma è anche sopravvivere a una famiglia, in comunità disunite, dilaniate da problemi sociali e da conflitti. Papa Prevost chiede a tutti di essere portatori di pace anche nel nostro piccolo – aggiunge -. Questo è l’unico metodo per cambiare il mondo». Di qui il grazie al pontefice, «che ogni giorno non si stanca mai di essere messaggero di pace e del Vangelo».
«Filiale vicinanza» anche nella dichiarazione diffusa dal presidente del Movimento cristiano lavoratori di Roma Giancarlo Moretti. Dall’8 maggio dello scorso anno, ricorda, «da subito ha chiesto al mondo una sola cosa: la pace. Oggi è il bene più prezioso in tempo di dolore, violenza e disperazione. Il suo magistero – aggiunge – è un vero dono dello Spirito Santo che ha saputo mettere a capo della Chiesa un uomo che in ogni sua azione, in ogni suo gesto non fa altro che incarnare il Vangelo e il suo messaggio universale di pace e fraternità». In conclusione, «al nostro vescovo vogliamo testimoniare la nostra totale dedizione lavorando ogni giorno alla costruzione di comunità più eque e solidali – sono ancora le parole di Moretti -. Solo così potremo essere costruttori di pace».
7 maggio 2026
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