Giovedì 7 Maggio 2026 14:05
La super antenna al Celio ridimensionata dopo la mobilitazione dei cittadini
Quel pasticciaccio brutto di via dei Querceti di Paolo Gelsomini Il racconto del “pasticciaccio brutto
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via dei Querceti antenna prima e dopo Foto Paolo Gelsomini
di Paolo Gelsomini
Il racconto del “pasticciaccio brutto di via dei Querceti”, tranquilla stradina del Rione Celio tra l’antica chiesa dei Santi Quattro Coronati, la basilica di San Clemente e via San Giovanni in Laterano, è emblematico per capire come la politica, a tutti i livelli istituzionali, arranchi faticosamente per stare dietro alle velocissime innovazioni tecnologiche e alla marea di domanda che tali innovazioni produce.
Ecco i fatti: nella notte del 14 dicembre 2024 una gigantesca antenna stazione base per telecomunicazioni 5G è stata montata nel cortile di un condominio di via dei Querceti per un’altezza di circa 25 metri dal piano cortile e di 10 metri sopra la quota dei tetti circostanti con conseguente impattante visibilità da vari punti del rione ed in particolare dal Colle Oppio. Il tutto avvolto da un parallelepipedo bianco che bucava il cielo e che litigava con le mirabili architetture paleocristiane, le scalinate, i tetti a coppi e tegole delle vecchie case restaurate, gli alberi che disegnano lo skyline del Celio.
L’apparizione improvvisa di questo inquietante fantasma ha suscitato la reazione degli abitanti del Rione che si sono mobilitati per raccogliere centinaia di firme da apporre in calce ad un esposto nel quale è stato chiesto ai soggetti istituzionali coinvolti di essere tempestivamente informati sui percorsi normativi messi in essere e sulle autorizzazioni date per consentire l’installazione di questa antenna.
Da informazioni raccolte a mezzo stampa, visto che non è stato possibile ottenere riscontri ufficiali dalle istituzioni preposte alle autorizzazioni, si è appreso che, nel corso della prima conferenza dei servizi non era stato rilasciato il parere della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e che, decorso il termine di legge, l’Assessorato all’Urbanistica non aveva potuto che concedere l’autorizzazione di installazione dell’antenna.
Qui sono entrati in gioco i cittadini che, insieme all’associazione Progetto Celio, hanno scritto di nuovo al Comune per chiedere il ritiro in autotutela del permesso di installazione a suo tempo accordato per il silenzio-assenso della Soprintendenza Speciale. E finalmente è arrivato il parere negativo della Soprintendenza Speciale rispetto al procedimento autorizzativo e il Dipartimento Urbanistica ha quindi emesso provvedimento di revoca in autotutela del permesso di costruire precedentemente accordato.
Successivamente l’Amministrazione insieme alla Soprintendenza e agli operatori ha avviato un tavolo tecnico* per concordare una soluzione progettuale di adeguamento dell’antenna-stazione base per rendere compatibile l’antenna con la tutela dei beni monumentali e storici.
E’ stata così individuata una soluzione progettuale, presumibilmente ritenuta dalla Soprintendenza migliorativa rispetto all’originaria proposta che l’assessorato alle Attività Produttive ha annunciato*, dopo lo smontaggio dell’impianto che aveva generato le polemiche, con l’installazione di un “nuovo impianto, già approvato, con caratteristiche più compatibili con il contesto urbano e paesaggistico”. Pare che l’accordo comprenda anche la contestuale rimozione di un’altra antenna appartenente alla medesima Società e ubicata a breve distanza, in un condominio di via Marco Aurelio.
Ora l’antenna di via dei Querceti è più bassa e spoglia dell’involucro che la rendeva simile ad una torre bianca di altri contesti urbani psichedelici, ma non certo di quello austero e meditativo del Celio.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Sospendiamo il giudizio. Certamente la situazione è migliorata grazie all’azione dei cittadini che sono sempre poco o per niente coinvolti, e a consiglieri municipali e comunali sensibili al problema e, naturalmente, all’assessore all’Urbanistica.
Continuiamo a scontare un vuoto legislativo a livello nazionale dove, per facilitare la diffusione delle reti veloci, si sono introdotte semplificazioni delle procedure e un innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica.
In Italia, infatti, la normativa nazionale sul 5G, in particolare con la
Legge 214/2023
e il DLgs 48/2024,
ha innalzato i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici a 15 V/m (da 6 V/m) dal 29 aprile 2024, per favorire lo sviluppo delle reti.Il Comune, pur nelle restrizioni imposte dalla legislazione nazionale, ha margini di intervento che ha tardato ad attuare, pur varando un regolamento (142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023) **) che però è privo di una pianificazione delle localizzazioni delle antenne.
Molte sono le domande che rimangono senza risposta, perché non si vuole affrontare la contraddizione, che è alla base di situazioni come questa di via dei Querceti, tra il consumo sempre più diffuso delle reti veloci e in particolare di quelle per la telefonia mobile, e la conseguente diffusione indiscriminata delle antenne che le supportano.
Un approfondimento del problema con esperti, anche alla luce di esperienze europee, e una pianificazione dei processi, compatibile con il paesaggio e con la salute, andrebbe affrontata dai Comuni e sollecitata da questi al Governo.
Paolo Gelsomini
7 maggio 2026
Per osservazioni e precisazioni scrivere. a : laboratoriocarteinregola@gmail.com
(*)
da Roma Today 28 aprile 2026
Celio, rimossa l’antenna più contestata di Roma: un “obelisco” che svettava a pochi metri dal Colosseo La struttura, oggetto di contestazione, è stata rimossa nella notte. Residenti allarmati: “C’è ancora la gru, non sappiamo se ne monteranno un’altra” di Fabio Grilli ** 142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023)
Approvazione del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile e tecnologie assimilabili, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 e ss.mm.ii. e dell’art. 9, commi 7, 8 e 9 della Legge Regione Lazio n. 19 del 23 novembre 2022, nonché per l’adozione di un sistema di monitoraggio delle sorgenti di campo elettrico, magnetico ed
elettromagnetico.
Approvazione del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile e tecnologie assimilabili, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 e ss.mm.ii. e dell’art. 9, commi 7, 8 e 9 della Legge Regione Lazio n. 19 del 23 novembre 2022, nonché per l’adozione di un sistema di monitoraggio delle sorgenti di campo elettrico, magnetico ed
elettromagnetico.
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