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Domenica 10 Maggio 2026 10:05

Le pillole di Polly: recensione di “Il meraviglioso ufficio postale di Tōten” di Horikawa Asako

Per un giovane, trovare un buon lavoro significa raggiungere un grande traguardo. A volte, tuttavia,...

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Per un giovane, trovare un buon lavoro significa raggiungere un grande traguardo. A volte, tuttavia, la ricerca del giusto impiego può diventare difficile come raggiungere un’oasi nel deserto.

Lo sa bene Azusa, fresca di laurea, che ha già fatto vari colloqui, ma si è trovata davanti solo porte chiuse, venendo puntualmente rispedita al mittente.

La giovane è piuttosto delusa, certo. Dopo aver studiato tanto, sperava in un giusto riconoscimento nel mondo del lavoro; e poi, voleva rendere i suoi genitori orgogliosi di lei trovando un impiego non necessariamente prestigioso, ma almeno stabile e onesto.

Ma Azusa sa che perdersi d’animo non serve a niente. Così, si fa venire un’idea: andrà allo sportello orientamento dell’università, dove sicuramente sapranno darle una mano.

Lì, un’impiegata zelante le chiede se ha qualche abilità particolare da mettere nel curriculum. Inizialmente, la giovane non sa cosa rispondere, e il viso dell’impiegata si rabbuia. Poi, però, Azusa si ricorda di essere imbattibile a ritrovare oggetti perduti.
Con un’unica competenza nel curriculum, e per giunta così strampalata, Azusa si prepara a venire contattata dopo molto tempo.

E invece, le arriva una proposta di lavoro quasi subito. A fargliela è il tale signor Akai, che le dice di essere il direttore dell’ufficio postale di Tōten, dove hanno assolutamente bisogno di qualcuno bravo a ritrovare oggetti smarriti. L’ufficio è in un posto alquanto strampalato: sul cucuzzolo di una montagna. Ma Azusa non è tipo da scoraggiarsi, così si arma di bicicletta e inizia la salita che la porterà nel luogo dove si svolgerà il suo impiego nuovo di zecca. Peccato che, mentre è ancora in viaggio, Azusa venga fermata da una ragazza eterea come un’apparizione. E che già durante il suo primo giorno di lavoro diventi chiaro che, a Tōten, molti clienti sembrano tutto, tranne che vivi.
Starà ad Azusa scegliere se accettare la sfida o prendere la sua bicicletta e scappare a gambe levate.

Horikawa Asako, nata nella prefettura di Aomori nel 1964, si è aggiudicata il Japan Fantasy Novel Award con il suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 2006.

“Il meraviglioso ufficio postale di Tōten” è l’opera più famosa della scrittrice giapponese, e non stupisce che abbia ottenuto un grande successo. Il romanzo, infatti, è una sorta di fantasy estremamente delicato, dove gli elementi surreali sono sapientemente mischiati con le sofferenze molto realistiche dei personaggi.

Il risultato è un fantasy godibilissimo, che affronta temi come la difficoltà dei giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro e lo strazio dovuto ad un lutto con voluta leggerezza, in modo da rendere più facile parlare di argomenti così duri.

Azusa, la protagonista, è costretta ad imparare a muoversi in un mondo che non conosce, dove l’onirico ha in parte preso il posto della realtà. È una ragazza come tante, non particolarmente intelligente né particolarmente bella; eppure, ha una qualità che non sa nemmeno di possedere: la compassione per il prossimo, che la rende umana e la fa amare da chiunque entri in contatto con lei. Azusa, inoltre, ha un’altra, grande capacità: quella di fare rete e di tenere unite le persone, ed è grazie a questa abilità che riesce a dimostrare, seppure inconsapevolmente, che la vita potrà anche essere piena di ostacoli, ma affrontandoli insieme tutto diventa più facile.

“Il meraviglioso ufficio postale di Tōten”, dunque, tocca le corde più profonde del lettore senza che nemmeno se ne renda conto, regalandogli speranza; ed è anche per questo che è un romanzo assolutamente da non perdere.

Federica Focà

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