Servizi > Feed-O-Matic > 721313 🔗

Lunedì 11 Maggio 2026 13:05

“Antartica”, l’opera prima di Calamaro



In una location insolita, forse difficile da immaginare, suggestioni reali - come alcuni viaggi in Siberia - diventano "Quasi una fiaba", come recita il sottotitolo. Con tre grandi protagonisti

L'articolo
“Antartica”, l’opera prima di Calamaro
proviene da
RomaSette
.

#cinema #antartica #lucia calamaro
leggi la notizia su RomaSette





Fulvio, scienziato esperto, vive in Antartide, sulla stazione Sidera otto mesi l’anno. Un giorno arriva Maria, che porta scompiglio nei progetti del capo missione. Stavolta bisogna dimenticarsi delle location abituali. Stavolta ci troviamo in un luogo insolito, imprevedibile, forse difficile da immaginare. Sidera è la base Concordia, divisa a metà tra Italia e Francia, e da qui prende le mosse il film Antartica, opera prima di Lucia Calamaro.

Nata a Roma nel 1969, Calamaro ha un curriculum certamente insolito fatto di tanti momenti “differenti” di non immediata comprensione. Il film è infatti ambientato tutto in un bunker ricostruito in località Sant’Oreste, vicino a Roma. In un momento imprecisato di quegli otto mesi di permanenza nella missione, Fulvio accoglie e presenta agli altri Maria, criptogenetista e glaciologa. Sarà lei ad entrare con forza nel progetto che Fulvio coltiva da anni di allestire una città del ghiaccio.

Maria pensa che l’iter possa essere accelerato e lo condivide con Rita, collega che porta il proprio stile fatto di vivacità e provocazione. Maria dimostra di avere con Fulvio un legame più antico e questo crea qualche difficoltà quando arriva il momento per tutto l’equipaggio di confrontarsi sul lavoro svolto e decidere se proseguire o rinunciare. Da sempre convinto che le istituzioni nazionali non diano loro il supporto necessario per progredire nella ricerca, Fulvio finirà per accettare l’idea di mettere ai voti la proposta sulla prosecuzione o meno. E sarà un momento di forte contrasto.

La regista racconta che il film è nato da più suggestioni: alcuni viaggi in Siberia e la notizia sul rinvenimento di alcune creature microcellulari databili 24mila anni indietro. Nonostante una serie di indizi che possano offrire elementi per una base scientifica seria e credibile, il film traduce i fatti reali nella finzione ed entra a pieno diritto in quel sottotitolo che recita “Quasi una fiaba”. Per la quale la location della base spaziale diventa una cornice ideale di fantasia e immaginazione.

Fiaba che per essere resa con verità aveva bisogno di interpreti seri e rigorosi: Silvio Orlando è Fulvio, capo delle spedizione tra incertezze e dimenticanze, e accanto a lui ci sono Barbara Ronchi, romana del 1982, e Valentina Bellè, nata a Verona nel 1992: due tra le migliori attrici dell’ultima generazione. Tre nomi che offrono grande spessore alla vicenda e consentono di far prevalere quel tono di crepuscolare incertezza che aleggia sui fatti. Al di là infatti di certi passaggi non sempre ben precisati e di momenti nei quali la verità va un po’ per conto proprio, a restare e a convincere è il tono di smarrimento che pervade i protagonisti. Fulvio e le due ragazze, Maria e Rita, come personaggi calati in un mondo lontano dove afferrare una parvenza di serenità crea sgomento e indecisione. Forse è il caso di tornare sulla terra.

11 maggio 2026

L'articolo
“Antartica”, l’opera prima di Calamaro
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI