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Martedì 12 Maggio 2026 13:05

Unicef – Innocenti: l’Italia al 12° posto nella classifica sul benessere dei bambini



Pubblicata la Report Card 20, secondo cui la disuguaglianza economica nei Paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori
 

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Si intitola “Opportunità disuguali. Bambini e disuguaglianza economica” la
Report Card 20
pubblicata oggi, 12 maggio, dall’Unicef Office of strategy and evidence – Innocenti, che esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 Paesi dell’Ocse e ad alto reddito. Il risultato: nella maggior parte di questi Paesi i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono ostinatamente elevati. In media, in tutti i Paesi, le famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero, mentre, in media, quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti.

L’Italia occupa il 12° posto nella classifica sul benessere dei bambini, su 37 Paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10° posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17° posto) e le competenze (25° posto). Tra i Paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto,  si colloca al 22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero; al 30° posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%.  Ancora, tra i Paesi per cui il rapporto fornisce dati comparabili, l’Italia è 15ª su 41 per quanto riguarda l’entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l’84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero.

Nelle parole di Bo Viktor Nylund, direttore dell’Unicef Innocenti, «la disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita. Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili». Il rapporto conferma infatti che esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. I piccoli che crescono nei Paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un’alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti. Mettendo in evidenza i dati relativi ai Paesi Ue, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute, rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco.

Il rapporto evidenzia anche una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico: i Paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. In quelli con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza. Queste disparità si riscontrano anche all’interno dei singoli Paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere. In media, l’83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.

L’indagine esorta quindi i governi e le parti interessate ad adottare misure in diversi ambiti politici per ridurre al minimo l’impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile. Tra queste, «migliorare le misure di protezione sociale, tra cui gli assegni familiari e i sussidi per l’infanzia e il salario minimo, per garantire che nessun bambino cresca in condizioni di povertà; sostenere le comunità più vulnerabili attraverso alloggi a canone agevolato, il potenziamento delle infrastrutture nei quartieri più poveri e gli investimenti in strutture pubbliche quali spazi verdi e strutture ricreative; affrontare le disuguaglianze nel settore dell’istruzione riducendo al minimo la segregazione socioeconomica nelle scuole, garantendo che le scuole dispongano di personale e attrezzature adeguati, indipendentemente dal contesto economico degli studenti, e fornendo ai bambini pasti scolastici sani e nutrienti». Ancora, si esorta a «interagire con i bambini per comprendere meglio il loro punto di vista su come la disuguaglianza influisca su di loro e sulle loro famiglie e per elaborare soluzioni che ne promuovano il benessere».

12 maggio 2026
Link alla report Card 20 (in inglese); FOTO: https://weshare.unicef.org/Package/2AM40865R5R5

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