Giovedì 14 Maggio 2026 08:05
La comunicazione tra informazione, tecnologia e umanità


Alla Lumsa il seminario sul messaggio di Leone per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Premio Paoline Comunicazione e cultura 2026 assegnato a Lorena Bianchetti
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Custodire libertà interiore e pensiero critico, difendere il giornalismo dai ricatti economici e legali, evitare che algoritmi e logiche di mercato sostituiscano relazione e discernimento. Il legame fra informazione, tecnologia e umanità è stato al centro del convegno “Custodire voci e volti umani” ieri, 13 maggio, all’Università Lumsa, per riflettere sul messaggio di Papa Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra il 17 maggio.
L’auspicio che il giornalismo, anche nell’era dell’intelligenza artificiale, sappia restare profondamente e irriducibilmente umano, è stato espresso anzitutto dal direttore di “Famiglia Cristiana” don Stefano Stimamiglio, per il quale c’è il rischio di perdere il pensiero personale e diventare semplici ripetitori di idee altrui. Ecco allora, richiamando sant’Agostino, l’importanza della «libertà interiore del cuore, che nessun potere può togliere. Serve però una cura del cuore e della mente, per non diventare schiavi della paura, dell’egoismo e della ricerca dei like».
Secondo Calogero Caltagirone, docente di Filosofia morale alla Lumsa, «l’infinito tecnologico rischia di far dimenticare fragilità, corpo, limiti e relazioni umane». Evidenziando come tanti siano i nodi critici dell’intelligenza artificiale, compresi quelli dell’impatto ambientale, citando Papa Leone ha proposto una “tecnologia contemplativa” che rispetti ciò che è umano: «Le macchine possono elaborare dati, ma non comprendere veramente l’esistenza».
A distinguere informazione e comunicazione è stata Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, che ha descritto l’IA come uno strumento utile se posto «al servizio del giornalista» ma pericoloso quando viene usato per sostituire il lavoro umano. La segretaria della Fnsi ha denunciato tre grandi rischi: l’uso distorto dell’IA, il ricatto economico cui sono sottoposti i giornalisti precari, il ricatto legale insito nelle querele bavaglio e nelle liti temerarie. Prassi che hanno contribuito a far scendere l’Italia fino al 56° posto nella classifica della libertà di informazione di Reporter senza frontiere. La sua conclusione è netta: senza tutele economiche e giuridiche, “custodire voci e volti umani” rischia per i giornalisti di rimanere soltanto uno slogan.
E se Ivano Maiorella, giornalista componente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, ha posto in evidenza come i tre pilastri del messaggio papale – responsabilità, cooperazione, educazione – trovino ampia corrispondenza nel Codice deontologico dei giornalisti italiani, è stato il direttore centrale “Tecnologia, informatica e innovazione” di Inps a descrivere l’IA come un’onda da cavalcare per migliorare i servizi e ridurre le disuguaglianze: «Noi – ha detto Massimiliano D’Angelo – non gestiamo solo dati, ma le storie di vita delle persone, ed ecco perché quei dati vanno custoditi e messi al loro servizio».
Nel corso dell’appuntamento, promosso dalle Paoline, dall’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) del Lazio, dall’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale laziale, da Greenaccord Ets e da WebCattolici Italiani (WeCa), e introdotto dai saluti del rettore della Lumsa Francesco Bonini, è stato consegnato il premio “Comunicazione e cultura Paoline 2026” alla conduttrice e autrice tv Lorena Bianchetti. Le motivazioni fanno riferimento al «rigore professionale, chiarezza, equilibrio, misura e sensibilità con i quali affronta temi di fede, spiritualità e rilevanza sociale rendendoli accessibili ad un pubblico ampio». Nel ricevere il premio, Bianchetti ha rivendicato un modo di fare comunicazione capace di portare umanità senza uniformarsi ai meccanismi della morbosità e dello spettacolo fine a sé stesso, e ricordando l’insegnamento ricevuto dai genitori pasticceri – «oltre ai giusti ingredienti, ci vuole l’amore» – ha concluso: «Anche nella comunicazione la tecnica e gli strumenti non bastano se non c’è attenzione autentica alle persone».
14 maggio 2026
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