Giovedì 14 Maggio 2026 19:05
“Torniamo alla Costituzione”, l’ Appello di 140 costituzionalisti sulla legge elettorale
Pubblichiamo l’appello di 140 costituzionalisti che esprimono “una forte preoccupazione per la proposta di riforma
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Pubblichiamo l’appello di 140 costituzionalisti che esprimono “una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati”,
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Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali
Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Essa presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa. La legge elettorale non è una legge ordinaria come le altre: incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull’eguaglianza del voto e sull’equilibrio complessivo della forma di governo.
È grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e soprattutto, dopo il risultato della straordinaria partecipazione al referendum, si voglia costruire un sistema elettorale che, anziché combattere l’astensionismo, rischia di incrementarlo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica, trasformando le elezioni in un plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori.
Tre sono i punti più critici.
Il primo riguarda il premio di governabilità o di maggioranza. La giurisprudenza della Corte costituzionale non ha escluso in assoluto la possibilità di meccanismi premiali, ma li ha sottoposti a condizioni rigorose: il premio deve essere proporzionato, deve operare in presenza di una soglia ragionevole di consenso e deve essere effettivamente idoneo a perseguire l’obiettivo della governabilità. Il pericolo maggiore sta nel fatto che il premio possa risultare eccessivo, fino a portare la lista o coalizione vincente verso il 60% dei seggi, incidendo così anche sulle “maggioranze di garanzia” previste dall’ordinamento costituzionale. Altro aspetto fortemente critico è quello dell’incompatibilità del premio con il bicameralismo disciplinato dalla Costituzione.
Il secondo profilo riguarda l’aver pensato un sistema basato unicamente su liste bloccate, e che consente pluricandidature (fino a cinque collegi!). La proposta accentua i difetti principali dell’attuale sistema, affidando l’intera selezione dei parlamentari a liste bloccate e introducendo un premio potenzialmente abnorme e rigido con l’attribuzione di 70 e 35 seggi assegnati rispettivamente nelle due Camere prescindendo dall’esito del voto per le diverse liste.
Un sistema fondato integralmente su liste bloccate, aggravato da pluricandidature e da liste premiali di dimensione sostanzialmente nazionale, consegna ancora una volta la selezione dei parlamentari alle leadership di partito e svuota il rapporto tra elettori ed eletti.
Il terzo profilo riguarda l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del Governo, che dipende dagli equilibri parlamentari risultanti dalla composizione delle Camere, oltre che dall’esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 92 Cost. e dal successivo rapporto fiduciario con il Parlamento.
È proprio dalla combinazione di questi fattori che scaturisce un Premierato di fatto, prospettiva che dopo il risultato referendario sembrava ormai abbandonata.
Per queste ragioni, riteniamo che la proposta di legge elettorale all’esame della Camera dei deputati sia gravemente lesiva dei valori costituzionali, aggravi il distacco tra cittadino ed istituzioni e rafforzi le preoccupazioni per la crisi del Parlamento.
È nostro dovere di costituzionalisti segnalare all’opinione pubblica che questo progetto di riforma elettorale costituisce una forzatura inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali
- Cheli Enzo
- De Siervo Ugo
- De Fiores Claudio
- Volpi Mauro
- Cabiddu Maria Agostina
- Grosso Enrico
- Tarli Barbieri Giovanni
- Zaccaria Roberto
- Romboli Roberto
- Angiolini Vittorio
- Calvano Roberta
- Spadacini Lorenzo
- Mastromarino Anna
- Pallante Francesco
- Pinelli Cesare
- Caretti Paolo
- Biondi Francesca
- Ruggeri Antonio
- Rossi Emanuele
- De Minico Giovanna
- Pertici Andrea
- Adamo Ugo
- Allegretti Umberto
- Algostino Alessandra
- Amirante Carlo
- Armanno Marco
- Azzariti Gaetano
- Balboni Enzo
- Baroncelli Stefania
- Bartole Sergio
- Benedetti Auretta
- Bergonzini Chiara
- Bianchi Paolo
- Bianco Giovanni
- Bin Roberto
- Bonini Monica
- Brunelli Giuditta
- Buffoni Laura
- Buzzacchi Camilla
- Caldirola Debora
- Califano Licia
- Cantaro Antonio
- Campanelli Giuseppe
- Cardone Andrea
- Cariola Agatino
- Carli Massimo
- Carloni Enrico
- Casamassima Vincenzo
- Casanova Daniele
- Cavasino Elisa
- Cervati Angelo Antonio
- Cherchi Roberto
- Chieffi Lorenzo
- Ciolli Ines
- Cosulich Matteo
- Cuccodoro Enrico
- D’Alessandro Giovanni
- D’Amico Giacomo
- D’Amico Marilisa
- D’Andrea Antonio
- De Martin Gian Candido
- Decaro Carmela
- Dal Canto Francesco
- Della Morte Michele
- Di Cosimo Giovanni
- Di Gaspare Giuseppe
- Di Salvatore Enzo
- Famiglietti Gianluca
- Ferraiuolo Gennaro
- Gambino Silvio
- Ganino Mario
- Giangaspero Paolo
- Mario Gorlani
- Grasso Nicola
- Grisolia Cristina
- Groppi Tania
- Guarini Cosimo Pietro
- Gulotta Carla
- Gusmai Antonio
- Iacovelli Danila
- Imarisio Luca
- Ladu Marco
- Lamberti Armando
- Lollo Andrea
- Longo Fabio
- Loprieno Donatella
- Lorello Laura
- Losana Matteo
- Losurdo Federico
- Lucarelli Alberto
- Maci Paolo
- Malfatti Elena
- Malo Maurizio
- Manetti Michela
- Marcenò Valeria
- Marone Francesco
- Massa Pinto Ilenia
- Mastropaolo Antonio
- Matucci Giuditta
- Moschella Giovanni
- Napoli Cristina
- Parisi Stefania
- Pezzini Barbara
- Pinna Pietro
- Pioggia Alessandra
- Pizzolato Filippo
- Podetta Marco
- Politi Fabrizio
- Pugiotto Andrea
- Quirino Camerlengo
- Raveraira Margherita
- Regasto Saverio
- Rinaldi Eleonora
- Rochetti Laura
- Sabbioni Paolo
- Saitta Antonio
- Schillaci Angelo
- Serges Giovanni
- Serges Giuliano
- Siclari Massimo
- Sobrino Giorgio
- Tarchi Rolando
- Torre Alessandro
- Tripodina Chiara
- Verde Giuseppe
- Veronesi Paolo
- Vigevani Giulio Enea
- Villone Massimo
- Woelk Jens
- Ziller Jacques
- Di Gregorio Angela
- Filippini Caterina
- Paolo Scarlatti
- Tira Elisa
- Ferro Giancarlo
- Arconzo Giuseppe
- Palici di Suni Elisabetta
- Apostoli Adriana
Aderiscono all’appello altri appartenenti al gruppo
“Costituzione e Democrazia”
- Giovagnoli Agostino Professore di storia contemporanea
- Passarelli Gianluca Professore di Scienza Politica
- Belli Paci Luciano Avvocato
- Condorelli Luigi Professore di diritto internazionale
- Corasaniti Giuseppe Professore di filosofia del diritto
- Colombo Gherardo Magistrato
- Falcone Anna Avvocato
- Filippi Paola Magistrata
- Gallo Domenico Magistrato
- Giannini Massimo Giornalista
- Grisolia Filippo Magistrato
- Lerner Gad Giornalista
- Parrini Dario Senatore della Repubblica
- Tria Lucia Magistrata
- Scalabrino Michelangela Professoressa di Diritto internazionale
- Scaramucci Barbara Giornalista
- Spataro Armando Magistrato
- Stasio Donatella Giornalista
- Varano Enzo Professore di Diritto comparato
- Marco Filippeschi, ex sindaco di Pisa, parlamentare in due legislature
14 maggio 2026
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