Venerdì 15 Maggio 2026 17:05
Policlinico Gemelli: la famiglia al centro della cura


Nella Giornata internazionale, al Policlinico un dialogo sul valor dell'alleanza ospedale - famiglia. Il ministro Roccella: investiti in 4 anni oltre 35 miliardi in misure per sottolineare «il valore sociale della genitorialità»
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La cura in sanità non è solo competenza tecnica e scientifica, ma alleanza umana, sociale e spirituale che accoglie il paziente insieme alla sua famiglia: essa non va vista solo come bisognosa di aiuto, ma come una risorsa fondamentale dello stesso percorso di cura. Il ruolo della famiglia nell’esperienza della malattia, dell’assistenza e della cura, è stato affrontato nell’incontro “Famiglia e fragilità”, promosso questa mattina, 15 maggio, al Policlinico Gemelli in occasione della Giornata internazionale della famiglia.
Fra gli ospiti anche Eugenia Roccella, titolare del ministero per la Famiglia, natalità e pari opportunità, che ha rimarcato come p decenni la famiglia sia stata “data per scontata” in assenza di vere politiche familiari e come occorra invece porla al centro delle scelte. Il che nell’azione di governo si traduce nel dare peso alla famiglia nell’azione di tutti i ministeri, dall’Economia al Lavoro, dalle Imprese alla Salute. «Abbiamo investito in quattro anni oltre 35 miliardi» in misure come assegno unico, conciliazione lavoro-famiglia, decontribuzioni per madri lavoratrici, servizi e asili nido, per sottolineare «il valore sociale della genitorialità». E in sanità, l’alleanza fra la famiglia e l’ospedale è cruciale perché «il percorso di cura è estremamente facilitato se ci si allea nell’interesse del paziente».
Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ha ricordato come la famiglia «pensata dai padri costituenti» sia un elemento insostituibile dell’esperienza quotidiana: nelle difficoltà, ma anche nel garantire sostegno e opportunità, essa contribuisce in maniera determinante anche a coprire le carenze dello Stato: «Senza la famiglia tutto è più complicato e più difficile da portare avanti».
Daniele Piacentini, direttore generale della Fondazione Gemelli, ha evidenziato come la fragilità attraversi la vita di tutti e come prendersi cura di un paziente «implica il prendersi cura anche della sua famiglia». Il preside della facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica Alessandro Sgambato ha sottolineato come medici, infermieri e operatori sanitari formino una «grande famiglia» impegnata nella cura: «I nostri studenti vanno formati come professionisti ma soprattutto come persone capaci di ascoltare, comprendere e rispettare la dignità di ogni vita umana».
Importanti aspetti sono stati inquadrati da quattro professioniste del Gemelli. Daniela Chieffo (responsabile dell’Unità di Psicologia clinica) ha sottolineato la forza delle famiglie incontrate in tanti anni: «Spesso la sofferenza si traduce in una straordinaria manifestazione di luce». Roberta Galluzzi (direttrice Risorse umane e organizzazione) ha descritto il sistema di welfare aziendale che sostiene i dipendenti e le loro famiglie. Francesca Giansante (coordinatrice del Servizio sociale) ha sottolineato le risorse del Gemelli per le famiglie fragili, compreso il fondo Carità, e la consigliera di amministrazione Maria Rosa Russo ha rimarcato la ricchezza dei servizi di supporto ospedalieri, e la prossima nascita della “Casa dei bambini”, appartamenti per famiglie con figli in cura lunga.
Il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, ha offerto una lettura spirituale richiamando più passi del Vangelo di Marco: riferendosi all’episodio del paralitico calato dal tetto, ha affermato che la sanità si declina sempre in «salute» e «salvezza», invitando ad impegnarsi per eliminare quegli impedimenti – scientifici e umani – che non consentono la cura integrale della persona, anche nelle situazioni più difficili.
15 maggio 2026
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