Lunedì 18 Maggio 2026 09:05
A Santa Maria del soccorso l’arte che unisce


Su uno dei muri perimetrali un'opera di rigenerazione urbana dedicata ai Comandamenti, al culmine di 5 anni di collaborazione fra la comunità del Tiburtino III e il liceo artistico Enzo Rossi
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Era una parete anonima, si sta trasformando in un racconto visivo a colori sui Dieci Comandamenti, che rende più bello il quartiere lasciando un’evidente traccia di impegno e creatività. Succede alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso, al Tiburtino III, dove una cinquantina di studenti e studentesse del vicinissimo
liceo artistico statale “Enzo Rossi”
stanno portando a compimento in questi giorni un grande murale su una delle pareti esterne del complesso parrocchiale. Un’opera di rigenerazione urbana che giunge al culmine di 5 anni di collaborazione fra la parrocchia e la scuola, iniziata grazie a un cero pasquale.«Cinque anni fa ero appena diventato parroco – spiega don José Maria Tortosa Alarcòn – e proposi alla scuola che i ragazzi si occupassero della decorazione del cero pasquale. Accettarono con entusiasmo, e ancora oggi è così». «C’è stata subito un’ottima intesa fra noi», ricorda la professoressa Luisa Sturiano, la docente di pittura che allora fu coinvolta per prima. Quella prima collaborazione negli anni è diventata una tradizione, formalizzata con una convenzione e un progetto Cpto (la ex alternanza scuola-lavoro): «Ogni anno – dice don José – i ragazzi presentano alla comunità parrocchiale il lavoro di decorazione del cero, spiegano i segni scelti e il loro significato. È un momento di ricchezza per tutti».
Quest’anno, oltre al cero, ecco l’idea di dare vita al muro perimetrale di via del Badile, che costeggia il campo sportivo della parrocchia: nuovo Cpto e il coinvolgimento del liceo si allarga a più classi e più docenti. «Una volta scelto il tema – dice la professoressa di discipline pittoriche Rita Lattanzi – ogni ragazzo ha elaborato un bozzetto, immaginando come rappresentare pittoricamente i comandamenti: dagli schizzi si è passati in seguito al lavoro di gruppo e poi alla definizione finale dell’opera». L’hanno chiamata “Il murale della rinascita”. «Al giorno d’oggi – spiega – il bidimensionale non si fa solo sul foglio e sulle tele, ma anche sul muro: la street art è ormai diventata un bene culturale che caratterizza lo spazio urbano». L’arte, aggiunge Sturiano, «nei secoli ha sempre cercato committenze religiose: questo per i ragazzi è stato un incarico a tutti gli effetti».
A fare da ponte in questa iniziativa è stata la
Caritas diocesana di Roma
con i progetti Quartieri solidali e Giovani periferici: «È nato tutto – afferma Alessia Celentano, responsabile di Quartieri solidali – dalla volontà di aprire la parrocchia al territorio circostante e favorire anche lo scambio intergenerazionale con gli anziani che i giovani hanno incontrato in parrocchia». Grafite e colori acrilici in mano, ragazzi e ragazze sono ora a un passo dal completare l’opera: «In parrocchia – dice Sturiano – ormai si sentono a casa, molti di loro abitano in zona e passeranno davanti a quel muro per anni. Credo sia per loro un motivo di grande orgoglio». Sono giovani, riflette Lattanzi, che «hanno grandissima energia: oltre la parola e la scrittura, hanno dalla loro parte la creatività e la possibilità di comunicare attraverso le immagini. Nei loro occhi c’è qualcosa di molto bello». «Sono contento – sintetizza don José – perché ogni anno si fa un passo in più e i ragazzi ora chiedono e propongono: è davvero bello». Idee per l’anno prossimo? «Niente spoiler, ma sì, ce ne sono già molte».18 maggio 2026
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