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Martedì 19 Maggio 2026 09:05

A Ostia stagione balneare nel segno della legalità



Apertura in tono ridotto, mentre tornano bombe e violenza. E il litorale è un cantiere aperto, tra ritardi e ricorsi di chi ancora non ha accettato di mettersi in regola. 15 i lidi che restano chiusi, una decina dei quali sotto sequestro dalla Procura

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Tornano le bombe a Ostia, torna la violenza mafiosa, con intimidazioni e scontri tra clan. Accade in queste ultime settimane proprio mentre sta per cominciare una stagione balneare che per la prima volta ha messo al primo posto legalità, lotta agli abusi e ai privilegi. Ostia è un cantiere aperto, tra ritardi e ricorsi di chi ancora non ha accettato di mettersi in regola. Ma le risposte delle forze dell’ordine non si fanno attendere.

L’ultima è l’arresto di sei esponenti di un gruppo criminale che per mesi ha seminato il terrore con sequestri di persona a scopo di estorsione, torture sui rapiti e bombe carta. I fatti, indagati dai carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Ostia coordinato dalla Dda di Roma, risalgono al periodo luglio-novembre 2025. Un importante segnale dopo preoccupanti episodi. Nella notte di sabato 2 maggio una bomba carta è stata fatta esplodere contro il “Lazio store 1900”, in via Carlo Bosio, zona centrale del lido di Roma, di proprietà di Gerardo Cossiga, uno dei capi dello spaccio sul litorale, finito in manette insieme al fratello Daniele con l’operazione Alta Marea nel febbraio del 2021. Appena 48 ore prima era stata fatto esplodere un altro ordigno in via Catena contro la villetta in cui abita un uomo legato a una piazza di spaccio. Il 17 marzo una bomba carta danneggia un palazzo in ristrutturazione al momento disabitato in viale dei Misenati; il 6 marzo ad Acilia una deflagrazione colpisce il bar Coffee Shop in piena notte.

«Purtroppo – ha spiegato il prefetto di Roma Lamberto Giannini, ascoltato alcuni mesi fa dalla Commissione parlamentare antimafia – le organizzazioni criminali a Ostia ancora ci sono, alcuni episodi di tipo estorsivo sono la reazione ai possibili cambi di equilibrio a seguito delle operazioni di polizia». Analoga la spiegazione del questore Roberto Massucci: «Stiamo scorgendo indizi certamente riconducibili a una ricerca di leadership da parte di qualcuno all’interno di questo territorio, che vanno dagli incendi dei ristoranti e delle macchine alle gambizzazioni ed episodi di questo tipo. C’è un’esigenza di chiarire chi possa prendersi questo territorio, e penso in maniera indubbia al traffico di sostanze stupefacenti».

Reazioni, dunque, ai colpi subiti ma anche al nuovo clima che si comincia a respirare a Ostia. A partire dagli stabilimenti balneari. Domenica 10 maggio, come da ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri, è iniziata la stagione balneare che durerà fino al 30 settembre. Con molte novità. «Per la prima volta dopo decenni spiega Gualtieri – tutti gli stabilimenti aperti avranno concessioni regolari e saranno senza abusi. Abbiamo introdotto regole chiare, ribadito la centralità delle spiagge libere e della tutela ambientale, introducendo anche misure più efficaci per migliorare l’accessibilità». A cominciare dall’abbattimento del lungo muro che impediva l’accesso e la vista del mare. Lavori ancora in corso, così come in molti stabilimenti.

Sui 16 chilometri di lungomare esistevano più di 60 fra chioschi e stabilimenti; 35 sono stati messi a bando dal Comune, 24 hanno firmato la concessione ma solo dopo la demolizione dei tanti abusi edilizi presenti, e a questi si aggiungono i 7 stabilimenti con le concessioni ancora valide per altri due anni. Rimarranno invece chiusi circa 15 lidi, di cui cinque distrutti dalle mareggiate e una decina messi sotto sequestro dalla Procura per abusi edilizi. Poi ci sono gli 8 lotti di spiagge libere attrezzate: anche in questo caso le società che hanno vinto le gare devono demolire chioschi e manufatti abusivi. Malgrado le concessioni non tutti gli stabilimenti riusciranno ad aprire. Per alcuni pendono ancora i ricorsi dei vecchi concessionari. Il Village, confiscato nel 2018 al clan Fasciani, era finito nel degrado e diventato rifugio dei senza dimora. La concessione ora è stata assegnata ma sono in corso le operazioni di abbattimento di gran parte della struttura che dovrà essere ricostruita in modo leggero ed ecocompatibile. Ma l’assessore al Patrimonio e alle politiche abitative Tobia Zevi è ottimista. «Tutti sono impegnati per fare le cose al meglio nell’interesse delle romane e dei romani – afferma -. Si tratta di una congiuntura nuova nella gestione del mare di Roma, all’insegna della trasparenza e della legalità».

19 maggio 2026

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