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Mercoledì 20 Maggio 2026 09:05

Quando l’educazione alimentare passa dalla scuola



Presentati i risultati dei primi 5 anni del progetto "imMENSAmente", rivolto agli istituti del municipio II. Coinvolti ogni anno più di 5.500 bambini , dal nido alle secondarie di II grado

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Oltre 22mila alunni romani non solo hanno messo “le mani in pasta” e imparato a fare pane, biscotti, crostatine e focacce, ma hanno anche iniziato ad apprezzare alimenti tipici, tra cui soprattutto i legumi, come la cicerchia, chiedendoli anche a casa. Sono i bambini e i ragazzi coinvolti negli ultimi quattro anni in “imMENSAmente”, progetto di educazione alimentare promosso da Roma Capitale e da Compass Group Italia con il patrocinio della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), rivolto alle scuole del municipio II. Dal 2022 il percorso, che terminerà a dicembre, ha interessato ogni anno più di 5.500 bambini fino ai 13 anni in 270 classi di undici asili nido, 20 scuole dell’infanzia, 15 primarie e due secondarie di II grado. Gli obiettivi raggiunti e le prospettive future dell’iniziativa sono state presentate ieri mattina, martedì 19 maggio, nella sala consiliare Matteo Bonetti del municipio II.

Una novità riguarda il Diet Tracking, sistema sperimentale digitale dedicato ai bambini con diete speciali, la cui richiesta è aumentata del 20%. Introdotto in fase sperimentale nel plesso “Villa Paganini”, entro l’anno sarà progressivamente esteso ad altri 15 istituti del territorio rafforzando ulteriormente il dialogo tra scuola, famiglie e servizio di refezione. Si tratta di un’app appositamente sviluppata che informerà i genitori sul menu somministrato in classe in modo tale da poter variare per la cena e calibrare la dieta. Un progetto «molto utile», lo ha definito Paola Rossi, assessore municipale a Scuola e lavori pubblici, perché «non riguarda solo il mangiare ma educa. Bisogna molto riflettere sui pasti che vengono somministrati ai bambini». In tal senso il servizio di refezione di Roma «è tra i migliori e rappresenta un punto di riferimento per l’Italia. In passato il pasto in famiglia era importante. Oggi si ha meno tempo, entrambi i genitori lavorano, si presta meno attenzione e questo crea problemi per la salute dei bambini».

Il progetto ha messo in campo varie attività in base alle età degli alunni coinvolti. Nei nidi la testimonial è stata Minnie, che ha coinvolto i più piccoli sul tema dell’alimentazione attraverso giochi, canzoni e animazione educativa. Proposti anche laboratori per riscoprire il valore del cibo fatto in casa e comprendere l’origine degli alimenti e incontri con sportivi e professionisti come l’ex calciatore della Nazionale italiana Gigi Di Biagio, per parlare del rapporto tra alimentazione e sport, oppure lo chef stellato Tommaso Arrigoni, che ha realizzato ricette semplici e replicabili in famiglia per promuovere il consumo del pesce tra i più giovani. E l’iniziativa ha incuriosito anche oltreoceano. Domani, 21 maggio, infatti, 20 studenti dell’università del Wisconsin visiteranno la mensa di un istituto per studiarne l’organizzazione, dalle materie prime al piatto in tavola.

Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale, ha richiamato sull’importanza di un corretto stile nutrizionale che «è prevenzione primaria multipla. È un investimento sulla salute degli uomini e delle donne di domani. Dobbiamo mettere i bambini nelle condizioni di diventare adulti sani». Rosa Falcone, responsabile del progetto “imMENSAmente” di Compass Group Italia, ha sottolineato come ogni attività del percorso «è riuscita a entusiasmare i bambini e a coinvolgere tanti docenti e famiglie». L’importanza del progetto risiede anche nel fatto che «in alcuni casi quello offerto dalla mensa è l’unico pasto completo a cui accedono i bambini».

20 maggio 2026

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