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Mercoledì 20 Maggio 2026 10:05

Manifesti della Seconda guerra mondiale riemergono a Prati durante i lavori in un negozio

Cinque manifesti risalenti alla Seconda guerra mondiale sono riemersi nel cuore di Roma durante alcuni...

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Cinque manifesti risalenti alla Seconda guerra mondiale sono riemersi nel cuore di Roma durante alcuni lavori di ristrutturazione in un negozio di scarpe di via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati, a pochi passi dal Vaticano. I documenti storici erano rimasti nascosti per decenni dietro le teche esterne del locale al civico 292.

La scoperta è avvenuta mentre gli operai stavano smontando le vecchie vetrine e uno specchio installato, secondo quanto riferito, molti anni fa sul marciapiede davanti all’attività commerciale. Una volta rimossa la struttura, sui muri sono comparsi manifesti di propaganda bellica e avvisi rivolti alla popolazione durante i bombardamenti del 1943 sulla Capitale.

A diffondere le immagini sui social è stata Maria Isabella Safarik, appassionata di storia dell’arte, che ha lanciato un appello per chiedere la tutela e la conservazione dei manifesti.

Tra i documenti riemersi compaiono avvisi della Prefettura e del Comitato provinciale per la protezione antiaerea, organismo del ministero della Guerra incaricato della sicurezza civile durante il conflitto. I manifesti invitavano i cittadini a praticare l’“oscuramento parziale delle luci” in abitazioni, negozi, uffici e luoghi pubblici per evitare di facilitare i bombardamenti anglo-americani.

Sono emersi anche manifesti di propaganda politica legati all’irredentismo maltese, il movimento che sosteneva l’annessione di Malta al Regno d’Italia. In quei testi si invitavano i “Maltesi d’Italia” e gli “Italiani di Malta” a ribellarsi contro il dominio britannico e a tornare alla “grande Madre” italiana.

Tra i ritrovamenti figura inoltre un manifesto anti-francese dai contenuti razzisti, riferito alla presenza di soldati africani nelle truppe coloniali francesi.

I manifesti, nonostante il tempo trascorso, risultano ancora in discrete condizioni. Ora potrebbe intervenire la Soprintendenza, come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, che tutela iscrizioni, graffiti e testimonianze storiche impedendone la rimozione senza autorizzazione.

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