Mercoledì 20 Maggio 2026 12:05
Sole e bambini: «La prevenzione parte dall’infanzia»


Gli specialisti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù mettono in guardia su 10 falsi miti legati al melanoma pediatrico. Negli ultimi 5 anni seguiti circa 40 casi con percorsi multidisciplinari dedicati
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«Il melanoma riguarda solo gli adulti». È il primo dei 10 falsi miti sul melanoma pediatrico che gli specialisti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù sfatano, richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione dei tumori cutanei fin dall’infanzia. Sebbene infatti si tratti di una forma tumorale rara – circa l’1% di tutti i tumori maligni pediatrici -, «le corrette abitudini di esposizione al sole sin dai primi anni di vita sono fondamentali per ridurre il rischio futuro», spiegano dal Bambino Gesù, dove negli ultimi 5 anni sono stati seguiti circa 40 casi di melanoma pediatrico, soprattutto in adolescenti e bambini con particolari fattori di rischio, attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi plastici, chirurghi generali e neuroradiologi.
«Nel tempo abbiamo visto crescere la preoccupazione dei genitori riguardo ai nei dei bambini, ma spesso il rischio percepito è sproporzionato rispetto alla realtà – dichiara la responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù May El Hachem -. Il melanoma pediatrico esiste, ma resta raro. Tanti bambini vengono sottoposti a controlli dermatologici troppo precoci e non necessari, mentre si presta ancora poca attenzione alla vera prevenzione: la protezione dal sole».
Smentita dagli esperti anche la convinzione che se un bambino prende qualche scottatura non succede nulla. «Le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, aumentano significativamente il rischio di sviluppare melanoma in età adulta – sottolineano gli esperti -. La pelle dei bambini è più vulnerabile ai danni provocati dai raggi UV». Proprio per questo «la protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi», e non solo al mare. Non solo: i medici ricordano che i raggi ultravioletti attraversano le nuvole e possono danneggiare la pelle anche nelle giornate coperte, smentendo la convinzione che “Con le nuvole non ci si scotta”.
Riguardo ai nuovi nei, poi, non è vero che sono sempre pericolosi. «Durante infanzia e adolescenza la comparsa di nuovi nei è spesso fisiologica. A richiedere attenzione sono soprattutto cambiamenti rapidi, crescita anomala o sanguinamento». In assenza di segnali sospetti, «la prima visita dermatologica può essere programmata intorno ai 10-12 anni, salvo indicazioni diverse del pediatra curante o in presenza di un nevo congenito medio o gigante. Controlli troppo precoci e ripetuti rischiano di creare ansia senza reali benefici clinici».
“Solo i bambini con pelle chiarissima rischiano il melanoma”: è il settimo falso mito smentito dai medici. «Anche i bambini con pelle più scura possono sviluppare melanoma, pur avendo una protezione naturale maggiore». E in termini di protezione, non è vero che “Basta mettere la crema una volta al giorno”. «Anche se con alto fattore di protezione – il cosiddetto “schermo totale” – la crema solare va applicata almeno 20 minuti prima dell’esposizione e riapplicata frequentemente, ogni 2 ore circa, soprattutto dopo il bagno o una sudorazione intensa», è il consiglio degli specialisti. Nonostante tutto però «il sole non va demonizzato – chiariscono -: bisogna imparare a esporsi correttamente, evitando le ore in cui la radiazione solare è più intensa e utilizzando adeguate protezioni».
L’ultima indicazione riguarda l’importanza di osservare l’evoluzione delle lesioni cutanee, soprattutto nei bambini: «Crescita rapida, modifiche improvvise o sanguinamento possono essere segnali da approfondire». Nelle parole della dottoressa El Hachem, «dobbiamo uscire dalla logica della paura. Il sole non è un nemico da evitare, piuttosto è l’esposizione che va gestita adeguatamente. La vera prevenzione si fa con comportamenti corretti e informazioni affidabili, non con l’allarmismo».
20 maggio 2026
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