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Mercoledì 20 Maggio 2026 17:05

Dormire troppo o troppo poco accelera l’invecchiamento

Dormire troppo o troppo poco accelera l’invecchiamento. L’eccesso o la mancanza di sonno sarebbe infatti collegato...

#scienza
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Dormire troppo o troppo poco accelera l’invecchiamento. L’eccesso o la mancanza di sonno sarebbe infatti collegato non solo ad un deterioramento più rapido degli organi, cervello, cuore, polmoni e sistema immunitario, ma anche ad un aumento del rischio di malattie croniche. E’ il risultato di uno studio condotto da ricercatori guidati da Junhao Wen della Columbia University appena pubblicato su Nature.

Gli scienziati, pur affermando l’importanza dell’interazione tra sonno e invecchiamento, tengono a precisare che, dormire dalle sei alle  otto ore,  potrebbe non essere la quantità ottimale per ogni persona, oppure,  che raggiungere questo intervallo ideale di sonno, ogni giorno, migliori direttamente la salute o rallenti l’invecchiamento.

Junhao Wen e colleghi hanno studiato gli “orologi biologici” degli organi del corpo umano, veri e propri strumenti di analisi, che permettono di stimare la velocità con cui il corpo invecchia rispetto all’età anagrafica. In ambito scientifico sono sempre più utilizzati gli orologi biologici sviluppati attraverso l’Intelligenza Artificiale per monitorare quanto una persona invecchia più velocemente o più lentamente rispetto alla sua età anagrafica sulla base di specifici dati biologici.

I ricercatori si sono rivolti alla UK Biobank ed hanno acquisito i dati contenuti in uno studio a lungo termine fatto su oltre 500.000 persone; lo studio includeva anche informazioni sanitarie come questionari sullo stile di vita, immagini cerebrali e campioni di sangue. Wen e colleghi hanno cercato collegamenti genetici associati con anomalie nei ritmi del sonno e sorprendentemente ne hanno trovati pochi.

“Il sonno – ha commentato Wen – potrebbe dipendere soprattutto da fattori ambientali. Questo è un messaggio importante per molte persone perché si tratta di un fattore modificabile”.

Attraverso tecniche di machine learning, il team ha, quindi,  identificato le “firme biologiche” dell’invecchiamento in 17 diversi sistemi d’organo, creando 23 differenti orologi biologici basati su immagini mediche, proteine specifiche, molecole e marcatori metabolici presenti nel sangue. Nel caso del fegato, ad esempio sono stati messi a punto diversi orologi biologici: uno basato sulle proteine, uno sul metabolismo epatico e uno sulle immagini mediche. Facendo poi una correlazione tra l’età biologica determinata dagli “orologi” e le ore di sonno di ciascun individuo, è emerso che chi dorme meno di 6 ore o dorme più di otto ore invecchia più rapidamente; mentre invecchia più lentamente chi dorme tra le 6,4 ore e le 7,8 ore.

E’ chiaro, dicono i ricercatori, che un riposo equilibrato è importante per il mantenimento della salute dell’organismo, del metabolismo e del sistema immunitario. Mentre le alterazioni della fisiologia del sonno e della sua durata, possono collegarsi a disturbi d’ansia, obesità, diabete di tipo due, ipertensione, cardiopatia ischemica  ed anche a diversi disturbi gastrointestinali.

Secondo i ricercatori, il sonno insufficiente potrebbe anche  aumentare il rischio di depressione negli anziani, mentre un sonno troppo prolungato agirebbe negativamente sui meccanismi dell’invecchiamento.  Tuttavia, precisano gli scienziati,  la ricerca  non vuole dimostrare un rapporto diretto causa-effetto, ma piuttosto rappresentare quanto alterazioni del ritmo del sonno e della sua durata siano indicative di condizioni di salute non ottimali di  tutto l’organismo. (Rita Lena)

 

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