Giovedì 21 Maggio 2026 09:05
La città al centro della riflessione dell’Ecclesia Mater


Analisi accademiche e interdisciplinari sulla dimensione urbana come luogo di relazione e di evangelizzazione, nel convegno con il cardinale Reina. L'ex sindaco Rutelli: necessaria «un'enorme azione di alfabetizzazione per la non violenza»
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Roma sta perdendo la sua anima? È il quesito che ieri sera, mercoledì 20 maggio, si è posto il cardinale vicario Baldo Reina, senza nascondere la sua preoccupazione. Una riflessione maturata nel convegno “La città e le sue rappresentazioni”, promosso dall’Istituto superiore di Scienze religiose
Ecclesia Mater
, nell’Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense, durante il quale è stata annunciata la pubblicazione del libro “Riflessioni sulla città: relazioni sottili e vita dello spirito”, edito da Mimesis, con analisi accademiche e interdisciplinari sulla dimensione urbana come luogo di relazione e di evangelizzazione nell’era contemporanea. Un volume frutto dell’omonimo progetto di ricerca co-finanziato dalla Conferenza episcopale italiana.Aprendo i lavori il cardinale, gran cancelliere dell’ateneo, ha osservato che al titolo andrebbe forse aggiunto un punto interrogativo. «Guardando Roma – ha detto – sembra che le relazioni si stiano sfilacciando non poco, che non ci sia molto spazio per una vita dello spirito. È come se la città stesse perdendo l’anima ed è una grande preoccupazione». Dal centro, dove brulicano B&B e locali, alla periferia, Roma, con le sue «radici antichissime e solidissime», deve accogliere la sfida di «recuperare un’anima in un tempo in cui sembra non esserci più spazio e tempo per essa». Per il porporato è dunque fondamentale che l’Ecclesia Mater solleciti le istituzioni e la comunità affinché queste tematiche «siano osservate con lucidità, abbracciate con coraggio e sviluppate con lungimiranza». L’Istituto, ha ricordato, non è del resto solo il luogo della formazione teologica ma si pone come «una sorta di pensatoio, un laboratorio dove si può pensare e dove anche la città viene abbracciata».
La preside dell’Istituto Claudia Caneva si è soffermata sul valore antropologico e politico della ricerca, spiegando che riflettere sulla città significa mostrare che «c’è un profondo legame tra bellezza, architettura, democrazia e libertà, che trasformano la città da anonimo spazio edificato a spazio della vita». Il volume nasce proprio con l’intento di unire riflessione teologica con le scienze umane per comprendere le criticità urbane. La teologia «non è ai margini – ha spiegato Caneva – ma dà spessore alla conoscenza perché ne recupera i fondamenti», offrendo strumenti per una lettura approfondita dei «deserti metropolitani, delle disuguaglianze e delle nuove povertà».
L’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, dopo aver tracciato un percorso storico urbanistico della città, ha lanciato un monito sul cambiamento e sulla sicurezza sociale considerando «molto seria la crescita di una piccola violenza diffusa» alimentata da «piccole bande, gang che puntano un’arma senza scrupoli». Per contrastarla, ritiene necessaria «un’enorme azione di alfabetizzazione per la non violenza». Guardando al futuro, Rutelli ha sottolineato che la Capitale potrà rigenerarsi solo se si avrà il coraggio «di consentirle nuove trasformazioni, cambiamenti condivisi, discussi, preparati, progettati da grandi architetti, da bravi amministratori, con l’ascolto dei cittadini, con il ridisegno di pezzi di città popolare, vissuta, reale, in carne ed ossa, fatta dalle persone e per le persone, dove il ruolo di chi oggi ci guida nel rispetto di una ispirazione cristiana è molto prezioso».
Per don Paolo Asolan, «una città è umana» nella misura in cui si alimenta «qualcosa di diverso e gratuito: l’amicizia sociale». Secondo il teologo, il contributo specifico della comunità cristiana all’edificazione della civitas consiste proprio nel compito di «sviluppare ed educare a relazioni fondate su fede, carità e speranza», ricordando che «le relazioni familiari sono l’alfabeto dell’evangelizzazione». A fine serata, il vicepreside dell’Ecclesia Mater don Davide Lees ha presentato il volume, che si avvale dell’introduzione del decano della facoltà di Teologia don Angelo Lameri, e al quale hanno collaborato tredici docenti dell’Istituto. Ha definito l’opera una «sinfonia» di sguardi interdisciplinari in cui Roma diventa «un laboratorio a cielo aperto». Un testo «radicato profondamente nelle Scritture e attento al magistero, in cui la riflessione accademica si misura con problemi concreti». Un volume, ha concluso don Lees, che «non scoraggia, ma si muove sempre nell’orizzonte della speranza».
21 maggio 2026
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