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Giovedì 21 Maggio 2026 11:05

Gli attivisti della Flotilla umiliati da Israele



Un video diffuso dal ministro Ben Gvir li ritrae bendati e inginocchiati, mani legate e faccia a terra. Il presidente Mattarella: «Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali». L'ira del governo italiano e le reazioni Ue

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Il video è stato diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir, leader dell’ultra destra israeliana. «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo», afferma il rappresentante del governo Netaanyahy mentre con la bandiera israeliana in pugno attraversa un hangar del porto di Ashdod dove sono stati radunati gli oltre 400 attivisti della Globlal Sumud Flotilla, tra cui una trentina di italiani, fermati la sera del 19 maggio in acque internazionali al largo di Cipro e della Striscia di Gaza, dove erano diretti nel tentativo di portare aiuti umanitari, rompendo il blocco israeliano.

Nelle immagini, decine di persone bendate e inginocchiate, mani legate e faccia a terra. Un «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele», lo ha definito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche per il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, «non c’è alcuna ragione che possa giustificare un trattamento come quello riservato agli attivisti», ha detto commentando le immagini diffuse. «Condanno fermamente le parole e i gesti rivolti loro, purtroppo anche da un ministro di Israele. Il contrasto delle idee non può trasformarsi in odio o in violazione del rispetto dovuto alle persone e alla loro dignità», sono ancora le parole di Fontana.

Immediata la presa di posizione della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, vicepremier, che hanno convocato l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled. «Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona – affermano in una dichiarazione congiunta -. Il governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti» assicurano, aggiungendo che «l’Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano». Di qui la decisione di convocare «immediatamente» l’ambasciatore israeliano per «chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto».

Ad aggravare la situazione, nella serata gli avvocati dell’ong Adalah che prestano assistenza legale agli attivisti hanno riferito che molti dei fermati hanno denunciato «violenze estreme, umiliazioni sessuali e gravi ferite da parte delle autorità israeliane», durante e dopo l’intercettazione in mare delle barche, con l’uso di «taser e proiettili di gomma». Almeno tre persone sarebbero state ricoverate in ospedale e poi dimesse.

Come l’Italia, anche Francia, Canada, Olanda, Belgio e Spagna hanno convocando gli ambasciatori d’Israele, definendo «inaccettabili» le immagini e l’umiliazione riservata agli attivisti. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che chiederà sanzione europee contro Ben Gvir. Il Regno Unito si è detto «inorridito» e ha chiesto spiegazioni. Schierata con gli arrestati anche l’Unione europea, attraverso la commissaria alla Gestione delle emergenze Hadja Lahbib, che su X invoca il rispetto del diritto internazionale umanitario e parlando delle persone fermate scrive: «Non sono criminali. Ma attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame. Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l’umanità». Lo stesso ambasciatore americano Mike Huckabee condanna gli «atti spregevoli» di Ben Gvir, accusandolo di aver «tradito la dignità della sua nazione».

In un clima di crescente isolamento, il primo ministro israeliano Benajmin Natanyahu ha dichiarato in una nota che «Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie di sostenitori di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti non è in linea con i valori e le norme di Israele», ha aggiunto, riferendo di aver «dato istruzioni di espellere i provocatori il prima possibile». Una risposta al ministro che, nel video, gli chiedeva di consegnarglieli «a lungo» per «metterli nelle carceri dei terroristi».

Decisamente più netta la presa di posizione del ministro degli Esteri di Tel Aviv Gideon Sa’ar. «Tu non sei il volto di Israele», scrive su X, definito la parata trionfante di Ben Gvir ad Ashdod, col sottofondo di inno nazionale, una «vergognosa performance» con cui il ministro ha «consapevolmente arrecato danno al Paese. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell’Idf ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora», aggiunge. ha aggiunto Sa’ar che lavora incessantemente alla reputazione dello Stato ebraico agli occhi del mondo. Secca la replica, sempre via social, del leader dell’ultradestra israeliana, che si riconosce nel partito Potere ebraico: «Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Non porgeremo l’altra guancia».

Intanto sono sbarcati questa mattina, 21 maggio, a Fiumicino il deputato del M5S Dario Carotenuto ed il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, che erano a bordo di una delle navi
della intercettate dagli israeliani. «Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture delle braccia e delle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato», racconta il giornalista in un audio pubblicato sul sito del quotidiano. Mantovani racconta che anche a lui e Carotenuto sono state messe manette e catene alle caviglie dopo essere stati in cella e prima di essere portati all’aeroporto di Ben Gurion.

Al momento, tutti i partecipanti alla Flottilla sono in corso di trasferimento da Ketziot a Eilat per l’imbarco sui charter Turkish, si legge in una nota diffusa dalla Farnesina, che conferma che i funzionari dell’ambasciata a Tel Aviv hanno seguito le procedure per l’assistenza del caso presso la struttura di Ketziot e sono presenti in aeroporto. Anche l’ong Adalah ha ricevuto conferma ufficiale dal servizio Carcerario Israeliano e dalle autorità statali in merito al rilascio di tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition, precedentemente reclusi nel centro di detenzione di Ktziot. I volontari si trovano attualmente in viaggio verso i punti d’imbarco per l’espulsione dal Paese.

21 maggio 2026

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