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Giovedì 21 Maggio 2026 15:05

Bufera sulla Coop La Flacca: scontro aperto tra ex Cda e Collegio dei Sindaci. Attesa per il rinnovo delle cariche

Dopo le dimissioni del consiglio di amministrazione dello scorso 29 aprile, i revisori assumono la guida ordinaria e diffidano gli ex vertici. Al centro dello...

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Dopo le dimissioni del consiglio di amministrazione dello scorso 29 aprile, i revisori assumono la guida ordinaria e diffidano gli ex vertici. Al centro dello scontro un esposto in Procura e un’ispezione ministeriale. Il 25 maggio l’assemblea decisiva.

FONDI-SPERLONGA — Si fa sempre più tesa l’aria attorno alla Cooperativa Agricola “La Flacca”, una delle realtà economiche più rilevanti del comprensorio tra Fondi e Sperlonga. A pochi giorni dalla delicata assemblea dei soci fissata per il prossimo 25 maggio, chiamata a eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione, si consuma uno strappo istituzionale interno tra il Collegio dei Sindaci e gli ex amministratori.

L’intervento del Collegio dei Sindaci
A seguito delle dimissioni in blocco del Cda, avvenute lo scorso 29 aprile, l’ordinaria amministrazione è passata nelle mani del Collegio dei Sindaci in forma collegiale (Claudio Galli, Fernando Faiola e Pasquale Di Perna). Nelle ultime ore, i revisori sono intervenuti con una nota molto severa per prendere le distanze dalle recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dagli ex membri del Cda in merito a vicende giudiziarie della coop.
«Gli ex amministratori non hanno alcun titolo per rappresentare l’ente in questa fase o per fare dichiarazioni per suo conto», affermano i sindaci, sottolineando come la cooperativa non possa farsi carico di posizioni «strettamente personali» di chi è ormai decaduto dall’incarico.

L’esposto in Procura e l’ispezione ministeriale
Ad agitare le acque, a inizio maggio, è stato il deposito di un esposto presso la Procura della Repubblica (ex artt. 2409 e 2545 quaterdecies del Codice Civile). La denuncia ipotizza “presunte distorsioni patrimoniali”, chiedendo di accertare responsabilità, ripristinare la legalità e la corretta governance a tutela della sopravvivenza della cooperativa. A questo quadro si aggiunge un’ispezione già in corso da parte del Ministero delle Attività Produttive.

La difesa dell’ex Cda
Dal canto loro, i componenti del consiglio dimissionario avevano tentato di difendere il proprio operato con una comunicazione ufficiale. L’ex Cda sostiene che le denunce siano «semplici e non qualificate», in quanto provenienti da una minoranza che non rappresenterebbe un ventesimo del capitale sociale, e presentate ad arte in prossimità delle elezioni al solo scopo di indebolire la dirigenza.

Gli ex amministratori precisano inoltre di aver già fornito al Ministero e allo stesso Collegio Sindacale «copiosa documentazione» idonea a dimostrare la regolarità delle operazioni e a smentire le irregolarità. Infine, chiariscono il motivo del loro passo indietro: le dimissioni non sarebbero affatto legate all’ispezione ministeriale, ma a una insanabile «conflittualità all’interno del Cda tra un membro e gli altri». Questo avrebbe spinto la maggioranza a dimettersi per non danneggiare l’ente, considerando peraltro che il mandato era ormai in scadenza.

La parola passa ora all’assemblea del 25 maggio, che dovrà tentare di sciogliere i nodi di una situazione estremamente complessa e delineare il futuro della governance aziendale.

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