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Venerdì 22 Maggio 2026 11:05

Montespaccato, confisca definitiva dei beni al clan Gambacurta



Il presidente dell’azienda pubblica che gestisce il centro trasformato in luogo di sport per il quartiere: «L’impianto sportivo non è più "cosa nostra” ma “casa nostra”». Oltre 500 bambini iscritti alla scuola calcio

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Ora è definitivo. I beni del clan Gambacurta di Montespaccato, e in particolare l’impianto sportivo, «non sono più “cosa nostra” ma “casa nostra”, casa di tutti i cittadini, di tutti i ragazzi e le ragazze del quartiere». Sono le parole commosse di Massimiliano Monnanni, presidente dell’azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia” che da otto anni gestisce l’impianto strappato al clan e trasformato in luogo di sport vero e pulito, di crescita culturale, sociale e lavorativa, con più di 500 bambini iscritti alla scuola calcio e dieci squadre iscritte a vari campionati.

Giovedì, a quasi 8 anni di distanza dai 58 arresti dell’operazione “Hampa” e dal sequestro di prevenzione del Montespaccato Calcio e del suo impianto sportivo, la V Sezione Penale della Corte di Cassazione ha deciso la confisca definitiva dei beni riconducibili a Franco Gambacurta, già condannato a 30 anni di reclusione con sentenza passata in giudicato. Una gran bella notizia che è arrivata proprio a poche ore dallo svolgimento dell’evento “Dieci anni di Talento & Tenacia: per continuare a crescere nella legalità”, promosso venerdì 21 maggio al Teatro Rossini, in piazza Santa Chiara, alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali.

Proprio l’Asilo Savoia, unitamente a una rappresentanza di ragazze e ragazzi del progetto “Talento & Tenacia” e del “Gruppo Sportivo Montespaccato”, avevano tenuto un flash mob il 30 aprile davanti al Palazzo di Giustizia per testimoniare e condividere con l’opinione pubblica il proprio impegno diretto per la legalità e la giustizia sociale e confidare nella parola fine, che per un intero quartiere avrebbe significato un vero e proprio nuovo inizio.

Una risposta attesa dopo ben 6 sentenze, dopo la revoca parziale della confisca del giugno 2024 e le
numerose intimidazioni
subite, ultima la
vandalizzazione di alcuni ambienti
nella notte tra il 21 e il 22 gennaio, subito dopo la sentenza con cui la Corte di Appello aveva respinto la richiesta di revoca parziale della confisca. «Dal 30 aprile – ha ricordato Monnanni – contavamo i giorni per avere notizie della decisione della Cassazione. La confisca definitiva crea le condizioni per chiudere la gestione transitoria assunta dall’ASP nel luglio 2018. Ora – ha aggiunto il presidente Monnanni – possiamo finalmente riprendere il percorso di azionariato popolare avviato nel 2023 e dare vita, in coerenza con il “Patto di Quartiere” sottoscritto il 27 novembre 2024 da Governo, Regione Lazio e Roma Capitale, alla configurazione giuridica definitiva di “Talento & Tenacia””.

Già nell’evento ideato per celebrare i dieci anni sarà illustrato il percorso istituzionale e giuridico che si intende proporre alle istituzioni per evitare che la conclusione della fase straordinaria di gestione diretta dell’Asilo Savoia impatti negativamente sulla continuità delle attività sportive a valenza sociale che stanno cambiando il volto di quartieri come Montespaccato e Nuova Ostia, dove si trova la “
Palestra della legalità
” realizzata in un bene confiscato al clan Spada.

Ricordiamo che il “Gruppo Sportivo Montespaccato” nasce nel luglio 2023 dal percorso di azionariato popolare lanciato il 21 aprile 2023 per la restituzione alla collettività della ex “Polisportiva Dilettantistica Montespaccato”. L’inserimento delle attività del Montespaccato Calcio e del Centro sportivo “Don Pino Puglisi” all’interno del Programma “Talento & Tenacia – crescere nella legalità” è avvenuto il 17 luglio 2018 a seguito di una specifica richiesta che la Regione Lazio rivolse all’Asp “Asilo Savoia”, unitamente al Tribunale di Roma, nell’ambito dell’accordo approvato il 22 febbraio e volto alla realizzazione del progetto sperimentale di inclusione sociale.

La gestione transitoria delle attività avrebbe dovuto concludersi, coerentemente con le tempistiche dei relativi procedimenti giudiziari, entro il 2022. In realtà tali termini sono stati ampiamente superati: con decisione assunta dalla Cassazione nel settembre 2022 è stato infatti disposto il rinvio, per una nuova trattazione della causa, alla Corte di Appello, la quale ha poi impiegato altri 18 mesi per giungere alla sentenza di revoca parziale del 24 giugno 2024.

A tale sentenza, per la quale la Procura generale ha richiesto e ottenuto la sospensione dell’esecuzione, ha fatto poi seguito il secondo esame da parte della Cassazione (il 9 dicembre 2024) che ha rinviato la decisione alla IV sezione della Corte di Appello, la quale, con una terza sentenza, il 21 gennaio 2026, ha confermato la confisca integrale dei beni, compreso il 100% delle quote della società proprietaria dell’impianto sportivo. Ora la conferma definitiva dalla nuova sentenza della Cassazione.

22 maggio 2024

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