Lunedì 25 Maggio 2026 19:05
Il direttore generale Francesco Amato richiama il valore della medicina territoriale e la sfida del DM 77 al congresso del Sindacato deo Medici Italiani
La conclusione del congresso del Sindacato Medici Italiani è stata l'occasione per analizzare la nuova riforma territoriale della Sanità. La presenza del direttore Generale della ASL Roma 2, ha rappresentato un momento di forte rilievo istituzionale, nel quadro di un confronto dedicato al futuro della medicina di prossimità nel Lazio.
Nel suo intervento, il direttore generale ha richiamato con chiarezza la sfida aperta dal DM 77/2022, provvedimento che ridisegna l’organizzazione dell’assistenza territoriale e impone a tutte le aziende sanitarie una visione nuova, più integrata e vicina ai cittadini. Ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il rapporto tra servizi aziendali, medicina generale e specialistica, valorizzando una collaborazione già consolidata nel territorio della ASL Roma 2.
Ai lavori di chiusura ha preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha confermato la disponibilità al confronto istituzionale, sia in ambito regionale sia nazionale, ribadendo la centralità della medicina territoriale, mentre il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, ha sottolineato l’importanza di equipe territoriali realmente operative, composte da medici e specialisti.
Il congresso dello SMI Lazio ha segnato anche il rinnovo degli organismi regionali del sindacato, con l’elezione della dott.ssa Cristina Patrizi a presidente regionale, di Marina Pace a nuovo segretario regionale e di Claudia Felici a vice segretario regionale vicario. Un passaggio nel segno della continuità, ma anche dell’apertura alle componenti più giovani della professione medica.
Nel dibattito sono intervenuti anche l’assessore regionale Massimiliano Maselli e Pina Onotri, segretario generale dello SMI, che ha richiamato la necessità di tutelare i professionisti per salvaguardare il Servizio sanitario nazionale e il diritto alla cura. Oltre cento delegati provenienti da tutto il Lazio hanno partecipato alla giornata congressuale, confermando il ruolo dello SMI come interlocutore rappresentativo nel confronto con le istituzioni.
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