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Martedì 26 Maggio 2026 13:05

Turismo a Roma, boom e ombre



Aumentano le presenze ma preoccupano lavoro precario e crescita dei B&B. Le voci di Tagliavanti (Camera di Commercio), Pescatori (Confcooperative Lazio), De Gaetano (Federalberghi). Per Diociaiuti (Fisascat Cisl) manca «una regia industriale»

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A Roma è boom di visitatori. L’Ente bilaterale del Turismo del Lazio certifica che nel 2025 gli esercizi ricettivi hanno registrato 27,7 milioni di arrivi, con un aumento del 3,6% sul 2024. Le presenze sono state 62,9 milioni, +3,1%. Un trend che si conferma nel primo bimestre 2026 con un +3,8% di arrivi e +2,8% di presenze. La Capitale è inoltre la seconda città al mondo per nuove aperture di hotel extra lusso dopo Londra, con altri 14 entro l’anno. Sul litorale si viaggia a tre velocità. Cresce la costa nord: +32% di turisti cercano la meta online e il fatturato vola al +21,5%; il litorale perde il 7% nelle ricerche ma cresce del 6% sul fatturato; sulla Riviera d’Ulisse (golfo di Gaeta) l’occupazione cala ma i prezzi salgono dell’11,8%.

Il settore, insomma, tiene e per il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti «la radice sta nel fatto che il Giubileo è stato un successo. Roma si è fatta trovare pronta. Questo ha invogliato chi l’anno scorso non era interessato all’evento religioso». Inflazione e caro prezzi preoccupano, ma la tecnologia può facilitare. «Le imprese romane – aggiunge –  saranno costrette a ritoccare alcuni prezzi, ma sanno che non tutto l’aumento può essere scaricato sul consumatore finale. Questo accelera l’efficientamento da parte delle imprese. Il digitale, e in parte anche l’intelligenza artificiale, possono rendere le aziende più funzionali». Guardando al quadro geopolitico instabile, riflette che «il turismo vive di contesto e quello più preoccupante è all’estero. L’economia italiana se la cava bene. È chiaro che se le guerre perdurano, anche le nostre capacità otterranno minori risultati».

Più turisti non è però sinonimo di lavoro dignitoso. Un report di Eures rivela che il 38,3% dei lavoratori ha contratti precari. Per Barbara Pescatori, presidente della Federazione Cultura Turismo Sport di Confcooperative Lazio, siamo di fronte «a flussi turistici in crescita, ma a tratti un po’ folli. C’è un turismo di giornata, stratificato in diversi ambiti sociali ed economici, e questo genera un’offerta altrettanto confusa. I contratti sono spesso a tempo determinato, anche di soli due giorni». Per uscirne serve sinergia, «intesa tra amministrazioni, organizzazioni e chi fa impresa, perché bisogna tutelare il lavoratore e incentivare le assunzioni con modalità che non incidano sui bilanci. Bisogna puntare su piani formativi che migliorino la qualità del lavoratore». L’approccio seguito da Confcooperative, conclude, «non è basato sul carpe diem, sul mordi e fuggi di questo boom temporaneo. Al contrario, il nostro lavoro si fonda su una pianificazione strategica e sulla costruzione costante di un’offerta turistica di assoluta qualità».

Sulla crescita occupazionale Stefano Diociaiuti, segretario generale della Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti, evidenzia che questa nasconde una fragilità strutturale. A Roma, spiega, «non c’è una vera e propria regia industriale del turismo». Questo comporta che «chi gestisce la ricezione turistica lo fa a seconda del proprio interesse economico», stipulando contratti senza prospettive di stabilità. L’offerta di lavoro è tanta ma quella economica «è misera – rimarca il sindacalista -. I lavoratori con grandi competenze cercano finché non trovano il giusto compenso. Quando si parla di lavoro povero e si dice che non c’è occupazione, bisogna stare attenti perché non è proprio così. Dipende dai casi». Altra questione è quella legata agli alberghi, «quasi tutti multinazionali che non hanno una cultura della ricezione». In più i B&B «hanno creato un meccanismo di desolazione nei quartieri», dove sono anche scomparse le botteghe. «Tutto questo – conclude Diociaiuti – sta snaturando la Roma di qualche anno fa».

Per Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, «il vero tema» è che «c’è uno spartiacque tra i contratti sottoscritti da associazioni riconosciute e i contratti “pirata”, di organizzazioni minori, non rappresentative, che dilagano. Le aziende che rispettano le regole hanno uno svantaggio competitivo e più difficoltà a investire e a stabilizzare». In merito alla questione del personale, De Gaetano sostiene che c’è «enorme carenza di quello qualificato». Molto è cambiato con la pandemia, «i giovani hanno meno propensione anche alla flessibilità, rinunciano a percorsi di carriera pur di preservare un equilibrio di vita. Sono in Federalberghi da 25 anni e non avevo mai sentito queste cose». Infine, la piaga dell’abusivismo. «Le case vengono affittate su Airbnb per tre giorni come fossero alberghi – conclude -, ma lì non si rispettano le regole degli albergatori e ai dipendenti non si applica il nostro contratto. C’è un mondo di elusione che spesso sfugge».

26 maggio 2026

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