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Mercoledì 27 Maggio 2026 13:05

Ciclabile “transitoria” di viale Jonio: in strada compare segnaletica fai da te

Una padella provocatoria fa quello che avrebbe dovuto fare Atac: avvisare gli utenti. L'azienda di trasporto si conferma "distratta" e inadeguata

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#in primo piano #temi #trasporti #viabilità #atac #piste ciclabili
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Qualche giorno fa
vi abbiamo parlato della ciclabile “promiscua”
ai parcheggi sulla sede stradale di viale Jonio, molto discussa e criticata al pari di altre in città realizzate con lo stesso metodo, tra la sede ciclabile, i parcheggi a bordo strada e il marciapiede, generano forti pericoli di collisione tra automobilisti che aprono la portiera e ciclisti in movimento. In più metteteci il fatto – a nostro avviso assurdo – che l’area di salita/discesa del bus invade la ciclabile e viceversa. Con l’interferenza tra passeggeri in attesa o in discesa dal bus, il flusso di biciclette e i veicoli in sosta. Una vera e propria gimkana che obbliga i passeggeri ad attraversare la pista ciclabile e una striscia di parcheggi per salire o scendere dai mezzi pubblici.

La presenza di piste ciclabili e parcheggi in linea adiacenti alle banchine di salita/discesa del TPL crea, secondo noi “profani”, un grave conflitto di mobilità.




 

Ci eravamo ripromessi di segnalare il caos generato dallo spostamento di fermata di via Monte Fascia e, più in generale, i pericoli della ciclabile GIUSTA MA FATTA MALE.

 



Ed ecco che il “caso” si arricchisce di un ulteriore sviluppo, nel solco della tradizione…folkloristica della segnaletica fai da te. La pittoresca forma di protesta e reazione dei residenti contro i ritardi dell’amministrazione nella manutenzione stradale con cittadini che, nel migliore dei casi, ridisegnano le strisce pedonali sbiadite o segnalano buche e marciapiedi pericolosi con cartelli e vernici artigianali. Nei casi peggiori, maleducati e incivili che lasciano biglietti con la scritta “torno subito” sul parabrezza delle auto in sosta selvaggia o in doppia fila.

 



A proposito di segnaletica fai da te, ecco il cartello apparso davanti alla fermata Atac “Monte Fascia” sospesa e spostata per un cantiere (in fase di smontaggio) con gli autisti Atac indecisi sull’esatto punto di sosta: fermata vecchia o fermata nuova?



 

A correre in loro aiuto ci ha pensato un solerte – e creativo – sconosciuto che si è inventato un accrocco niente male: una padella legata con lo scotch alla paletta (di quelle verniciate con il nuovo colore grigio) con un biglietto stampato. Un lavoro arrangiato, rustico (ma neanche troppo) con su scritto “ATTENZIONE! LA FERMATA E’ 100 METRI PIU’ AVANTI” (in effetti più dei 20 che avevamo calcolato noi).

 



 

 

Ed insomma, l’anima circolare della padella, la superficie di frittura a mo’ di cartello provvisorio di avviso di pubblica utilità! Ne abbiamo viste tante..ma questa ci mancava.

 



 

La presenza di panchine e segnaletica provvisorie “fai da te” alle fermate dei mezzi pubblici è un chiaro indicatore di carenza di manutenzione.



 

Questi interventi, qualcuno direbbe pecionate o romanelle, evidenziano l’assenza dell’amministrazione e dell’azienda di trasporti nel presidiare il territorio. Per questo non ce la prendiamo con lo sconosciuto che ha attaccato la padella alla paletta Atac, piuttosto ribadiamo l’incapacità cronica sul monitoraggio e la programmazione delle fermate ATAC.

Ricordiamo che è solo grazie ai privati se l’Atac si sta dotando di pensiline intelligenti (fanno parte di un maxi-piano di partenariato pubblico-privato che vede i concessionari privati, l’IGPDecaux, farsi carico dell’investimento e della manutenzione in cambio degli spazi pubblicitari).

 



 

Per il resto, quando si tratta di gestire l’ordinario  –  soppressioni, spostamenti di fermate e deviazioni – l’Atac di rivela ancora azienda inadeguata. Basti pensare che, nel 2026, permette ai writers di accedere ai treni in deposito, imbrattandoli e creando danni estetico-economici incalcolabili (ultima capitale europea in cui i graffiti continuano a coprire frequentemente i vagoni delle metro). Siamo la barzelletta d’Europa, sotto questo e altri punti di vista.

 





 



 



Ci verrebbe da dire, parafrasando l’esperto di trasporti Andrea Giuricin: ” Ma è mai possibile che con 12 miliardi di euro pubblici dati in 15 anni all’azienda controllata dal Comune, la situazione sia questa?Ma il Comune perchè non fa una gara per l’assegnazione trasparente del servizio?”

 



 

O, più prosaicamente, dire a gran voce, come fa Mercurio Viaggiatore  noto blogger e collaboratore di diarioromano:

Mettere A Gara #ATAC (*) (*) tutto il trasporto pubblico di #Roma. Milano lo sta facendo #referendum
@antitrust_it

 



E intanto noi ci teniamo le panchine e cartelli (abusivi) fai da te..e i treni vandalizzati.

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