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Mercoledì 27 Maggio 2026 18:05

La cinematerapia, nuova frontiera dell’educazione

Pochi giorni fa, i professori Alessandro Bozzato e Cristiano De Sanctis hanno presentato il libro Cinematerapia a scuola, edito Etabeta, un saggio dove viene presentata questa nuova frontiera dell’educazione, praticamente sconosciuta. La cinematerapia è una nuova disciplina che si occupa di educare i ragazzi attraverso la realizzazione di film. Il professor De Sanctis, insegnante di […]

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Pochi giorni fa, i professori Alessandro Bozzato e Cristiano De Sanctis hanno presentato il libro Cinematerapia a scuola, edito Etabeta, un saggio dove viene presentata questa nuova frontiera dell’educazione, praticamente sconosciuta.

La cinematerapia è una nuova disciplina che si occupa di educare i ragazzi attraverso la realizzazione di film. Il professor De Sanctis, insegnante di sostegno, è tra i primi a mettere in pratica questo nuovo approccio educativo; da vent’anni infatti realizza cortometraggi e documentari con i suoi studenti delle scuole superiori. Ragazzi e ragazze con disabilità, difficoltà a integrarsi nell’ambiente o a rischio dispersione scolastica prima della conclusione del percorso, sono coinvolti direttamente nei progetti. Partendo da un’idea iniziale, i giovani vengono guidati nelle varie fasi del set: recitazione, trucco, organizzazione, diventando un vero e proprio gruppo di lavoro. La relazione che si viene a stabilire porta i ragazzi ad approcciarsi diversamente, con notevoli miglioramenti. De Sanctis ci racconta di una ragazza autistica non verbale con comportamenti violenti che grazie alla cinematerapia è riuscita a calmarsi e a diventare più gestibile nel contesto scolastico.

Il professor Bozzato, invece, ci illustra gli aspetti più tecnici della cinematerapia. Come pedagogista specializzato in pedagogia speciale, Bozzato parla degli effetti che questo tipo di approccio educativo ha sui ragazzi con bisogni educativi speciali (BES). L’educazione all’immagine che avviene attraverso la cinematerapia mette il soggetto in rapporto con lo spazio e con il tempo. Attraverso i film si rivivono episodi ed emozioni e ogni fase della realizzazione e della successiva visione aiuta a trovare un posto al frammento di vita vissuto. Mettere in ordine i pezzi della storia e inserire gli aspetti esterni ad essa, come la colonna sonora, porta ad un processo di riordinamento anche nello stato psicofisico della persona coinvolta, contribuendo così a diminuire lo stato di ansia associato allo stato di disagio iniziale, ritrovando l’equilibrio.

Fare cinematerapia nelle scuole significa trovare un nuovo linguaggio per comunicare con i giovani. Lavorare in gruppo e sentirsi coinvolti in prima persona in un progetto dona un senso di responsabilità in chi lo vive e di conseguenza porta ad un processo di integrazione dove nessuno viene lasciato indietro.

Ascolta l’intervista completa sul nostro canale: clicca
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