Giovedì 28 Maggio 2026 11:05
Ucraina, Shevchuk: «Non possiamo abituarci alla guerra»


L'arcivescovo maggiore di Kiev scrive ai vescovi italiani riuniti nell'82ª Assemblea generale Cei e ricorda l'invito del Papa a «perseverare con coraggio nella ricerca di una pace giusta e duratura»
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Si rivolge direttamente ai vescovi italiani riuniti a Roma per l’82ª Assemblea generale Cei, l’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina. E li esorta a «continuare a favorire la solidarietà con la popolazione ucraina, facendo nostre le parole del Santo Padre Leone XIV, il quale richiama con forza l’urgenza di non abituarci alla guerra e di perseverare con coraggio nella ricerca di una pace giusta e duratura».
Nelle parole del primate, la gratitudine al cardinale Matteo Zuppi, presidente dei vescovi italiani, a Caritas Italiana, alle diocesi, alle parrocchie e alle comunità religiose per il sostegno umanitario all’Ucraina e ai rifugiati ucraini in Italia. Una solidarietà concreta, che si è espressa, tra le altre cose, nella possibilità offerta ai figli dei militari caduti di trascorrere un periodo estivo in Italia e nella fornitura di generatori alle città ucraine colpite durante l’ultimo inverno, ricorda il presule.
Nelle sue parole, «tale aiuto, dopo oltre quattro anni di guerra su larga scala, rappresenta una luminosa testimonianza di fede che si esprime nella carità fraterna e nella concreta prossimità evangelica». Ricorda anche il sostegno all’Esarcato Apostolico in Italia e l’assistenza ai sacerdoti ucraini che svolgono il loro ministero a favore dei fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina sul territorio italiano, oltre alla «significativa» missione umanitaria del cardinale Zuppi per la liberazione dei bambini ucraini deportati in Russia. E ribadisce che la guerra continua e che il peso maggiore ricade ancora sulla popolazione civile. Facendo riferimento alle statistiche delle Nazioni Unite, evidenzia che nel 2025 il numero di vittime civili in Ucraina è aumentato del 35 % rispetto all’anno precedente e del 70 % rispetto al 2023.
«Spesso mi chiedono se il popolo ucraino abbia ancora speranza. Sì, abbiamo la speranza – risponde -. Direi che siamo un popolo della Speranza».
28 maggio 2026
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