Giovedì 28 Maggio 2026 10:05
Follia al Pronto Soccorso di Colleferro: personale aggredito e Triage bloccato
Un mercoledì sera di ordinaria follia e violenza quello vissuto il 29 aprile all’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro. Il […]
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Un mercoledì sera di ordinaria follia e violenza quello vissuto il 29 aprile all’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro. Il bilancio è pesante: un infermiere ferito, il Pronto Soccorso rimasto completamente paralizzato per venti minuti e un intero gruppo di persone denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica.
I fatti si sono consumati nella tarda serata, quando il drappello di parenti e conoscenti di una donna, ricoverata in forte stato di alterazione psicofisica, ha fatto irruzione oltre le barriere protettive del Triage. In pochi istanti l’area è stata presa d’assalto: urla, minacce e violenze verbali hanno travolto medici e infermieri in servizio.
La situazione è precipitata quando un infermiere, nel tentativo di riportare la calma, è stato aggredito fisicamente dalla stessa paziente con spintoni e schiaffi al volto. Il sanitario ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.
Il clima di pesante intimidazione ha costretto il personale medico a mettersi in sicurezza all’interno dei locali per evitare il peggio. Questa reazione difensiva ha provocato una paralisi delle attività di emergenza per circa venti minuti, impedendo di fatto l’accesso e l’assistenza ai nuovi pazienti rimasti in attesa.
A riportare l’ordine è stato l’intervento congiunto degli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Colleferro e delle Guardie Giurate in servizio presso il nosocomio. Una volta sedati gli animi, gli investigatori hanno fatto scattare le indagini, rivelatesi rapide e precise grazie all’analisi dei filmati della videosorveglianza interna.
Le telecamere hanno immortalato l’esatta dinamica e i singoli ruoli dei partecipanti. Tra i denunciati spicca la figura di un uomo, già ben noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti: l’uomo ha svolto il ruolo di “palo”, bloccando fisicamente la porta d’accesso del Triage per permettere ai familiari della donna di muoversi indisturbati nelle aree riservate.
L’attività d’indagine lampo del Commissariato locale si è conclusa con il deferimento di tutto il gruppo, circa quattro persone, alla Procura della Repubblica. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di interruzione di pubblico servizio e concorso in reato. La posizione più grave resta tuttavia quella della paziente, per la quale è scattata anche l’accusa di lesioni aggravate ai danni di personale sanitario.
La posizione della paziente e dei suoi familiari è ora al vaglio della magistratura in un contesto normativo che, negli ultimi anni, ha drasticamente inasprito le sanzioni per tutelare chi lavora in prima linea negli ospedali:
- Pene severe per le lesioni: L’aggressione si inserisce nella cornice della Legge n. 113/2020 (“Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie”), che ha modificato l’articolo 61 del Codice Penale inserendo una specifica circostanza aggravante per i reati commessi con violenza o minaccia ai danni del personale sanitario. Per le lesioni gravi o gravissime, le pene possono arrivare fino a 16 anni di reclusione.
- Procedibilità d’ufficio: Grazie alla riforma “Cartabia” e ai successivi decreti d’urgenza, il reato di lesioni personali ai danni di un professionista sanitario è diventato procedibile d’ufficio. Questo significa che la Procura attiverà il processo penale autonomamente, a prescindere dal fatto che l’infermiere ferito decida o meno di sporgere una querela formale.
