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Giovedì 28 Maggio 2026 11:05

Sulle strade (sporche) del Giro d’Italia a Roma. L’arrivo tra le bellezze e il degrado della città eterna

Domenica 31 maggio, la tappa finale tra il Circo Massimo, Ostia e Fori Imperiali. Una vetrina che, oltre alle meraviglie, mostrerà cartelloni, scritte e dissesto

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Chi ci segue da un po’ sa già che siamo appassionati di ciclismo. E non possiamo che essere entusiasti dell’arrivo del Giro d’Italia a Roma. Per l’ottava volta nella storia, la quarta consecutiva, sarà Roma ad ospitare il Grande Arrivo.

La Corsa Rosa è da sempre molto più di una competizione sportiva: è un grande evento popolare che unisce il Paese. Attraversando ogni anno borghi, città e vette spettacolari, il Giro d’Italia celebra l’identità, le bellezze paesaggistiche e la storia dei territori italiani. E parafrasando il patron del Giro, Urbano Cairo, Presidente di RCS Media Group, “Il Giro è un racconto dell’Italia, non esiste finale migliore di Roma“.



 

Intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dell’aprile scorso, il sindaco Gualtieri si è soffermato sullo stretto legame tra la Capitale e il Giro d’Italia, definendolo un “connubio vincente” e celebrando la storica passerella conclusiva della Corsa Rosa. Ha inoltre espresso forte orgoglio nel mostrare al mondo le bellezze paesaggistiche e monumentali di Roma attraverso le dirette televisive.

 



 



 



 



 

Lo stesso dicasi per Alessandro Onorato,  Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. vero deus ex machina dell’operazione, che più di ogni altro ha contribuito a riportare il Giro a Roma. Onorato è stato il principale promotore politico per il ritorno e la conferma del traguardo finale della corsa Rosa nella Capitale. Queste le sue parole: “Vogliamo che il Grande Arrivo qui sia una tradizione. (…) Il Giro d’Italia veicola un’immagine positiva di Roma, dando una grande visibilità con milioni di telespettatori in tutto il mondo, e soprattutto genera ingenti ricadute turistiche ed economiche”

 



 



Sempre Onorato, dalle pagine della Gazzetta, sottolineava che “i romani ora apprezzano la legacy, l’eredità che eventi come il Giro lasciano, ad esempio strade perfette e monumenti più belli”

 



Quanto ci sarebbe piaciuto dare ragione ad Onorato su quest’ultimo punto ma, negli anni scorsi (prima e dopo l’avvento della giunta Gualtieri) ci siamo resi conto che non era così.

Sono passati 8 anni da quando ci siamo occupati per la prima volta di Giro d’Italia: era il 2018. Con l’arrivo del Movimento 5stelle la città non se la passava tanto bene: incuria e abbandono tra marciapiedi dissestati, muri scrostati, scritte ovunque. Le biciclette passarono in luoghi che cadevano a pezzi, strade sporche e pareti imbrattate. E non parliamo di periferia bensì del centro storico, invaso ieri come oggi, come sempre da rivendite di chincaglierie sui marciapiedi. Sembra passato un secolo ma sono trascorsi solo otto anni.

 

 



 

Nel 2023, tornammo ad occuparci delle strade del Giro. Siamo andati ancora una volta sul posto per verificare le condizioni del tratto stradale: tra buche, graffiti e rifiuti abbandonati, il quadro appariva ulteriormente peggiorato.



 



 



 



 

Crescita selvaggia del verde e marmi rotti al Parco del Celio e sul “belvedere Colosseo”, ovvero largo Gaetana Agnesi, graffiti e scritti sui muri. Erano i giorni immediatamente precedenti il Grande Arrivo del Giro. E di lì a poco si sarebbe svolta l’anteprima di Mission Impossible 7, girato in diverse strade del centro storico, tra cui via dei Fori imperiali, Via degli Annibaldi e Via delle Carine, praticamente davanti all’ingresso della fermata Colosseo: uno dei luoghi strategici più gettonati per assistere alla Corsa Rosa.



 

Due anni di Giunta Gualtieri e la città mostrava il suo lato peggiore: a dispetto dell’impegno profuso dall’assessore Onorato e della professionalità messa in campo dal suo staff, le carenze nella pulizia e manutenzione degli spazi pubblici (frutto dell’inefficienza del dipartimento decoro afferente all’Assessorato all’Ambiente) erano ancora più visibili.

Capitolo affissioni: la tappa del Giro d’Italia a Roma parte dall’Eur e si sviluppa lungo l’intera via Cristoforo Colombo fino al litorale di Ostia: quella che dovrebbe essere una strada panoramica è crivellata di cartelloni pubblicitari uno diverso dall’altro e di dubbia regolarità.

 



 



 

 



 





 

Domanda: rispettano gli indici di affollamento e le distanze minime dai segnali stradali, semafori, intersezioni attraversamenti pedonali e dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari (15 metri) previste dal codice della strada e dal regolamento affissioni?

Questo è quello che presenteremo ai turisti (e ai ciclisti) il prossimo Giro d’Italia? Che fine ha fatto la riforma dei cartelloni?

C’è un’immagine, delle edizioni precedenti, che più di altre mi è rimasta impressa: Pogacar che festeggia tra una coltre di cartelloni lungo via Cristoforo Colombo, uno diverso dall’altro e in alcuni casi irregolari…

 



 



Sono anni che diciamo: l’emergenza cartelloni va avanti dal 2010, riusciremo a eradicarla entro il 2027? E in questo modo riusciremo a restituire decoro a un punto simbolico per la nostra città?

Ecco perché il nostro fioretto per l’anno prossimo è quello di impegnarci a bonificare dai cartelloni ammassati a bordo strada le vie toccate dalla corsa  affinché, entro il 2027 grazie al PRIP – che la giunta Gualtieri sta boicottando – e ai bandi di gara, la riqualificazione sia completata.

E visto che siamo lì, ne approfittiamo per cancellare i graffiti?

Non pretendiamo tutto e subito, ma serve un segnale.

In questi giorni abbiamo assistito a diverse tappe del Giro, partendo dalla Bulgaria, e, dopo il trasferimento in Italia, la carovana è scesa nel profondo Sud per poi risalire tutta la penisola fino a Milano e spingersi oltre confine verso la Svizzera. Le immagini ci hanno mostrato centri urbani impeccabili, con grande attenzione all’ordine, al decoro e alla cura del verde. Da quel che sappiamo il Tour de France promuove la cura del territorio mobilitando amministrazioni locali e aziende di igiene urbana per garantire una cornice impeccabile agli occhi di milioni di spettatori. Nelle settimane precedenti al passaggio della carovana, le città mettono in campo “task force” per rimuovere scritte vandaliche, sistemare l’asfalto e riordinare l’arredo urbano.
Ci chiediamo, è accaduto anche da noi? Lo speriamo vivamente…

Cogliamo nel frattempo l’occasione per augurarci che il Giro d’Italia costituisca un volano per la mobilità sostenibile. Sfruttiamo l’entusiasmo della “Corsa Rosa” per incentivare la ciclabilità trasformandola in un’eredità concreta, fatta di infrastrutture urbane sicure, cicloturismo ed educazione per le nuove generazioni.

 

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