Giovedì 28 Maggio 2026 22:05
Il Jazz è tornato cool, e Roma lo ha capito
Tutti quanti, tutti quanti, tutti quanti voglion fare il jazz – era il ritornello della colonna sonora de “Gli Aristogatti”, uno dei più bei cartoni animati nella storia Disney che, nella sua versione italiana, aveva per protagonista un gatto di borgata, lo stesso che nella versione originale si chiamava Thomas ed era irlandese, nell’adattamento italiano […]
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Tutti quanti, tutti quanti, tutti quanti voglion fare il jazz – era il ritornello della colonna sonora de “Gli Aristogatti”, uno dei più bei cartoni animati nella storia Disney che, nella sua versione italiana, aveva per protagonista un gatto di borgata, lo stesso che nella versione originale si chiamava Thomas ed era irlandese, nell’adattamento italiano diventò Romeo, er mejo der Colosseo. Dal celebre cartone animato del 1971, più di mezzo secolo dopo, il legame tra Roma e il Jazz è diventato una relazione molto stabile, da convivenza, parenti coinvolti e anello al dito.
E dopotutto se Roma non amasse così tanto il Jazz probabilmente non ospiterebbe la fantastica rassegna che si prepara a deliziare la capitale con oltre 40 concerti in due mesi. La Fondazione Musica per Roma ha presentato “Summertime 2026”, la storica rassegna musicale che si terrà dal 13 giugno al 7 agosto alla Casa del Jazz e, per alcuni appuntamenti speciali, anche all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, l’AD della Fondazione Musica per Roma, Raffaele Ranucci e Teresa Azzaro per “I Concerti nel Parco”.
All’interno della manifestazione si alterneranno leggende del jazz internazionale, grandi nomi italiani e nuove stelle della scena contemporanea. Tra gli artisti più attesi figurano Pat Metheny, Diana Krall, Gregory Porter, Jacob Collier, Marcus Miller, Dee Dee Bridgewater, Bill Frisell, Hiromi, Kurt Rosenwinkel, Samara Joy e Fantastic Negrito. Grande spazio anche alla scena italiana con Paolo Fresu, Antonello Salis, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Peppe Barra, Chiara Civello, Enzo Avitabile, Matteo Mancuso, Raphael Gualazzi e Stefano Bollani.
Temi centrale della manifestazione saranno il centenario della nascita di Miles Davis e l’omaggio a Ettore Scola. La Fondazione Musica per Roma dedicherà infatti al grande trombettista americano diversi concerti e produzioni originali: dal tributo “Miles” di Stefano Di Battista al progetto “Sketches of Spain” con Fabrizio Bosso, fino al ritorno di Marcus Miller con “We Want Miles!”, spettacolo pensato per celebrare il lungo legame artistico con Davis. Tra gli appuntamenti più attesi anche “Due romani particolari”, il concerto del 14 giugno con i Doctor 3 — Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra — dedicato a Ettore Scola e Armando Trovajoli. Un omaggio musicale alle colonne sonore dei film che hanno raccontato Roma e l’Italia con ironia, malinconia e profondità.
Ma Summertime 2026 non sarà solo musica: nel cartellone torna infatti “I Concerti nel Parco”, festival ospitato da dieci anni alla Casa del Jazz, che unirà musica, teatro e letteratura con artisti come Ambra Angiolini, Stefano Massini, Monica Guerritore, Isabella Ragonese e Jacopo Fo.
Per quasi due mesi, dunque, Roma tornerà a parlare il genere musicale che forse più le assomiglia. Roma e il jazz condividono la capacità di improvvisare, il caos, l’eleganza, l’imprevedibilità, quella rarissima capacità di essere insieme malinconia e vitalità. E allora sì, lo avevano capito oltre mezzo secolo fa gli Aristogatti: tutti quanti voglion fare jazz e, se potessero scegliere, siamo sicuri che Roma sarebbe la meta preferita.
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