Venerdì 29 Maggio 2026 12:05
Trincia: «Firma dell’8xmille, un valore straordinario»


Il direttore della Caritas diocesana indica i progetti sostenuti e le cifre dell’impegno dell’organismo diocesano nei vari ambiti di intervento. La priorità a Roma? «L’emergenza abitativa»
L'articolo
Trincia: «Firma dell’8xmille, un valore straordinario»
proviene da RomaSette
.
#in diocesi #solidarietà #8xmille #caritas roma #giustino trincia #vetrina
leggi la notizia su RomaSette


Aumento del numero delle imprese nel primo trimestre 2026, un boom del turismo anche dopo il Giubileo, una crescita dell’occupazione. Dati positivi per l’economia romana ma in città permangono le disuguaglianze, soprattutto in alcuni territori, che richiedono interventi strutturali. E in prima fila nella rete di protezione sociale a favore dei più fragili resta la Caritas diocesana. Del suo impegno parliamo con il direttore Giustino Trincia, diacono permanente della diocesi di Roma.
Qual è l’analisi della Caritas sull’attuale contesto sociale di Roma e sulle povertà esistenti?
Se guardiamo all’andamento degli ultimi 5 anni, il trend si conferma: gli indicatori economici sono in crescita ma aumentano le disuguaglianze, ed emerge una profonda polarizzazione in città. Si è accorciata la distanza tra le persone che vivono in evidente condizione di povertà e coloro che vivono del proprio lavoro. A Roma c’è tanto lavoro nero ma c’è anche tanto lavoro regolare e povero. Ormai è una realtà strutturale che va affrontata in maniera altrettanto strutturale intervenendo sulle cause delle disuguaglianze, con politiche pubbliche adeguate e con una mobilitazione della società civile, dell’imprenditoria. La Chiesa, dal canto suo, è chiamata a rilanciare l’azione su due piani: l’accompagnamento, la fraternità e l’intervento su alcune grandi povertà come quella educativa. E qui colgo l’occasione per anticipare una prossima iniziativa di educazione finanziaria che faremo negli Empori della solidarietà, dove vediamo molte famiglie che non riescono a gestire con padronanza le risorse di cui dispongono.
Se guardiamo all’andamento degli ultimi 5 anni, il trend si conferma: gli indicatori economici sono in crescita ma aumentano le disuguaglianze, ed emerge una profonda polarizzazione in città. Si è accorciata la distanza tra le persone che vivono in evidente condizione di povertà e coloro che vivono del proprio lavoro. A Roma c’è tanto lavoro nero ma c’è anche tanto lavoro regolare e povero. Ormai è una realtà strutturale che va affrontata in maniera altrettanto strutturale intervenendo sulle cause delle disuguaglianze, con politiche pubbliche adeguate e con una mobilitazione della società civile, dell’imprenditoria. La Chiesa, dal canto suo, è chiamata a rilanciare l’azione su due piani: l’accompagnamento, la fraternità e l’intervento su alcune grandi povertà come quella educativa. E qui colgo l’occasione per anticipare una prossima iniziativa di educazione finanziaria che faremo negli Empori della solidarietà, dove vediamo molte famiglie che non riescono a gestire con padronanza le risorse di cui dispongono.
La Caritas è impegnata su diversi fronti, non solo dal punto di vista dell’assistenza ma anche da quello dell’animazione pastorale. E qui si innesta l’apporto dei fondi 8xmille. Su quali progetti avete concentrato l’attenzione per il 2025?

Premesso che l’assistenza avrà sempre un ruolo irrinunciabile, vorrei sottolineare che intendiamo rafforzare l’impegno per la promozione umana e la tutela dei diritti. In entrambi i casi il collante è l’animazione pastorale, cioè la sensibilizzazione alla testimonianza della carità perché la carità non è delegabile a pochi volontari generosi. Serve una carità sempre più creativa, che si può esprimere anche in una “pastorale telefonica” per chi non può agire di persona o in un impegno sui luoghi di lavoro. L’animazione pastorale, la via della carità deve essere rivolta a tutti. Per questo, nei prossimi tre anni vogliamo proporre la “carità di comunità”. Passando in particolare ai progetti, si tratta di tre progetti-contenitore: uno riguarda la povertà alimentare ed economica, basandosi sull’accompagnamento sociale delle persone; un altro punta sulla povertà abitativa, con un aiuto socio-economico; un terzo riguarda il superamento delle povertà educative e delle solitudini attraverso sostegni economici diretti.

Vuole indicare qualche cifra dell’impegno della Caritas di Roma per far cogliere l’impegno concreto sul territorio?
Innanzitutto abbiamo incontrato quasi 5mila persone incontrate nei centri d’ascolto diocesani. Nei 5 empori territoriali abbiamo assistito oltre 6mila persone. Circa duemila persone sono state prese in carico dall’Officina delle Opportunità con percorsi di orientamento, corsi di formazioni, tirocini e inserimenti lavorativi; 45 sono state ospitate con il progetto di accoglienza diffusa – di fatto promosso da Papa Francesco – in parrocchie, istituti religiosi e famiglie; 40 sono state inserite nei percorsi di semiautonomia per migranti, neomaggiorenni e studenti universitari dei corridoi umanitari. Ancora, 327 vengono aiutate con il servizio di assistenza domiciliare. Un altro piccolo segno è in periferia, a Villaggio Breda, dove nello spazio Ohana, in collaborazione con la parrocchia San Bernardino da Siena, circa 15 bambini dai 6 mesi ai 3 anni (senza asilo) sono state accolti con le loro famiglie dal servizio ludico-educativo e le loro mamme hanno così la possibilità di lavorare.
Innanzitutto abbiamo incontrato quasi 5mila persone incontrate nei centri d’ascolto diocesani. Nei 5 empori territoriali abbiamo assistito oltre 6mila persone. Circa duemila persone sono state prese in carico dall’Officina delle Opportunità con percorsi di orientamento, corsi di formazioni, tirocini e inserimenti lavorativi; 45 sono state ospitate con il progetto di accoglienza diffusa – di fatto promosso da Papa Francesco – in parrocchie, istituti religiosi e famiglie; 40 sono state inserite nei percorsi di semiautonomia per migranti, neomaggiorenni e studenti universitari dei corridoi umanitari. Ancora, 327 vengono aiutate con il servizio di assistenza domiciliare. Un altro piccolo segno è in periferia, a Villaggio Breda, dove nello spazio Ohana, in collaborazione con la parrocchia San Bernardino da Siena, circa 15 bambini dai 6 mesi ai 3 anni (senza asilo) sono state accolti con le loro famiglie dal servizio ludico-educativo e le loro mamme hanno così la possibilità di lavorare.
Qual è l’apporto del volontariato?
È prezioso. Basti pensare che abbiamo formato in un anno 181 nuovi volontari e operano circa 600 volontari stabili, impegnati nelle opere-segno, mentre 265 volontari e 14 parrocchie sono attivi nel progetto Quartieri Solidali e attraverso assistenza domiciliare leggera, stanze di socializzazione, condomini solidali e portierato sociale.
È prezioso. Basti pensare che abbiamo formato in un anno 181 nuovi volontari e operano circa 600 volontari stabili, impegnati nelle opere-segno, mentre 265 volontari e 14 parrocchie sono attivi nel progetto Quartieri Solidali e attraverso assistenza domiciliare leggera, stanze di socializzazione, condomini solidali e portierato sociale.
Di fronte a tutti questi dati che ha indicato, la firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica assume quindi un valore speciale. Possiamo dire che chi firma compie una scelta privilegiata per i più fragili?
Senz’altro. L’8xmille ha un valore straordinario. Senza questi fondi, molte delle iniziative di cui ho parlato non potrebbero essere realizzate. Ci hanno consentito anche di attuare dei progetti pilota. La firma dell’8xmille consente di aiutare chi fa bene il bene.
Senz’altro. L’8xmille ha un valore straordinario. Senza questi fondi, molte delle iniziative di cui ho parlato non potrebbero essere realizzate. Ci hanno consentito anche di attuare dei progetti pilota. La firma dell’8xmille consente di aiutare chi fa bene il bene.
Ci sono però molti luoghi comuni su questo argomento. Proviamo a sfatarne almeno uno. C’è chi dice che la Caritas in fondo già riceve sovvenzioni pubbliche, quindi risorse dei cittadini. Come stanno le cose?
Le sovvenzioni pubbliche esistono, ma se non ci fossero buona parte dei nostri servizi dovrebbe chiudere. Faccio l’esempio delle mense: l’anno scorso abbiamo erogato 68mila pasti in più rispetto a quelli coperti dai contributi pubblici. Non chiudiamo le porte a nessuno. Chi vuole può venire a vedere i nostri centri, e rendersi conto di quanto viene garantito in più di quanto l’ente pubblico riesca a dare. Pensiamo anche alle parrocchie, ai centri di ascolto e al lavoro gratuito che vi si opera.
Le sovvenzioni pubbliche esistono, ma se non ci fossero buona parte dei nostri servizi dovrebbe chiudere. Faccio l’esempio delle mense: l’anno scorso abbiamo erogato 68mila pasti in più rispetto a quelli coperti dai contributi pubblici. Non chiudiamo le porte a nessuno. Chi vuole può venire a vedere i nostri centri, e rendersi conto di quanto viene garantito in più di quanto l’ente pubblico riesca a dare. Pensiamo anche alle parrocchie, ai centri di ascolto e al lavoro gratuito che vi si opera.
Per concludere, qual è la priorità per Roma in questo momento storico, rispetto agli squilibri che ha evidenziato?
La priorità resta certamente la povertà abitativa. Ma non posso dimenticare la situazione dei giovani, con gli 81 doposcuola che nelle parrocchie vanno incontro alla povertà educativa: a volte i ragazzi non hanno neppure una stanza dove poter studiare. E ancora, la grande emergenza dell’azzardo, con i 12 miliardi “raccolti” legalmente nel territorio della provincia di Roma, che provoca la distruzione del tessuto sociale, familiare, relazionale.
La priorità resta certamente la povertà abitativa. Ma non posso dimenticare la situazione dei giovani, con gli 81 doposcuola che nelle parrocchie vanno incontro alla povertà educativa: a volte i ragazzi non hanno neppure una stanza dove poter studiare. E ancora, la grande emergenza dell’azzardo, con i 12 miliardi “raccolti” legalmente nel territorio della provincia di Roma, che provoca la distruzione del tessuto sociale, familiare, relazionale.
E qual è l’appello della Caritas diocesana ai romani?
L’appello è quello a mettere a disposizione luoghi, spazi per le 114mila persone in grave emergenza abitativa a Roma. Un appello che riguarda gli enti pubblici, i privati – basti pensare che in città esistono 160mila appartamenti vuoti -, la stessa Chiesa. Servono luoghi da riempire di vita. E, collegato al primo, il secondo appello è a coltivare la speranza: non c’è nessuno talmente povero che non possa fare qualcosa per gli altri.
L’appello è quello a mettere a disposizione luoghi, spazi per le 114mila persone in grave emergenza abitativa a Roma. Un appello che riguarda gli enti pubblici, i privati – basti pensare che in città esistono 160mila appartamenti vuoti -, la stessa Chiesa. Servono luoghi da riempire di vita. E, collegato al primo, il secondo appello è a coltivare la speranza: non c’è nessuno talmente povero che non possa fare qualcosa per gli altri.
29 maggio 2026
L'articolo
Trincia: «Firma dell’8xmille, un valore straordinario»
proviene da RomaSette
.