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Lunedì 1 Giugno 2026 10:06

Fuga dei cavalli a Roma, si allargano le indagini: sotto esame video e responsabilità dei vigili presenti

Proseguono le indagini sulla fuga dei 35 cavalli avvenuta venerdì notte durante le prove generali...

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Proseguono le indagini sulla fuga dei 35 cavalli avvenuta venerdì notte durante le prove generali della parata del 2 Giugno nell’area delle Terme di Caracalla. Mentre i carabinieri e la Procura lavorano per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, emergono nuovi dettagli sul vigile urbano che ha ammesso di aver acceso la batteria di fuochi d’artificio che ha provocato il panico tra gli animali.

L’uomo, 51 anni, sposato e padre di tre figli, presta servizio dal 2025 nella Polizia Locale di Roma Capitale ed è assegnato al Gruppo Pronto Intervento Traffico (GPIT), il reparto motociclisti del Corpo. La sera dell’incidente non era impegnato in attività operative sulla strada, ma svolgeva mansioni logistiche legate al trasporto del materiale utilizzato dai reparti della Municipale impegnati nelle prove della sfilata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato lui ad accendere la miccia della batteria di razzi che ha innescato la fuga incontrollata degli animali. Una decisione che lo stesso agente avrebbe definito una sorta di gesto goliardico per celebrare la partecipazione alle prove della parata.

Davanti ai carabinieri della Compagnia Roma Centro, il 51enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di essere profondamente dispiaciuto per quanto accaduto e di non aver immaginato le conseguenze che il suo gesto avrebbe provocato.

Nel frattempo il Comando Generale della Polizia Locale ha deciso di escludere dalla sfilata del 2 Giugno non solo l’agente coinvolto, ma anche alcuni colleghi che potrebbero aver avuto un ruolo nella vicenda o che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero assistito all’episodio senza impedirlo.

L’informativa dei carabinieri è già stata trasmessa alla Procura di Roma e nelle prossime ore il vigile potrebbe essere formalmente iscritto nel registro degli indagati. Saranno i magistrati a valutare le eventuali contestazioni penali e le responsabilità individuali legate all’accaduto.

L’esplosione dei fuochi d’artificio ha provocato la fuga di 35 cavalli impiegati nei reparti ippomontati di Esercito, Carabinieri e Polizia. Quindici animali sono rimasti feriti, mentre una poliziotta e tre militari hanno riportato lesioni durante il tentativo di contenere la fuga. Due di loro risultano ancora ricoverati in ospedale.

Tra gli aspetti che gli investigatori intendono chiarire vi sono anche la provenienza dei fuochi d’artificio e il possibile coinvolgimento di altri agenti presenti quella sera. Secondo alcune testimonianze raccolte nell’ambiente della Polizia Locale, il vigile non sarebbe stato solo al momento dell’accensione dei razzi e alcuni colleghi potrebbero aver assistito o incoraggiato l’iniziativa.

Per questo motivo il Comando Generale ha avviato un’indagine interna parallela a quella della magistratura. Almeno dieci agenti sono già stati ascoltati e altri potrebbero essere convocati nei prossimi giorni.

Fondamentale sarà inoltre l’analisi dei numerosi video diventati virali sui social network. Le immagini mostrano sia il momento in cui viene acceso il materiale pirotecnico sia le fasi successive della fuga degli animali lungo via Cristoforo Colombo. Filmati che saranno acquisiti agli atti e confrontati con le testimonianze raccolte dagli investigatori.

Nei prossimi giorni il vigile potrebbe essere nuovamente interrogato, questa volta assistito da un legale. Saranno inoltre sentiti i funzionari responsabili del servizio e gli altri presenti alle prove generali, nel tentativo di ricostruire ogni passaggio di una vicenda che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia e che continua a sollevare interrogativi sulle misure di sicurezza adottate durante l’evento.

 

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