Lunedì 1 Giugno 2026 10:06
Baby gang semina il terrore nel centro di Roma: tre rapine in meno di un’ora, arrestati quattro giovani
Minacce con coltelli e pistole finte tra Trastevere e il centro storico. Decisivo il GPS...
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Minacce con coltelli e pistole finte tra Trastevere e il centro storico. Decisivo il GPS di uno smartphone rubato per rintracciare i responsabili.
Tre rapine messe a segno nell’arco di meno di un’ora, tra le strade del centro storico di Roma, ai danni di due turisti stranieri e di un lavoratore. Un’escalation di violenza che si è conclusa con l’arresto di quattro ragazzi romani, due maggiorenni e due minorenni, accusati di aver minacciato le vittime con coltelli e pistole finte per farsi consegnare denaro e telefoni cellulari.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma insieme ai militari della Stazione di Piazza Farnese. I due maggiorenni sono stati trasferiti in carcere, mentre i minorenni sono stati accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli, nel quartiere Portuense.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la banda avrebbe colpito in diverse zone del centro, tra cui via dei Fienaroli, prendendo di mira soprattutto persone sole e vulnerabili. Le vittime sarebbero state avvicinate e minacciate con armi che, pur non essendo tutte vere, apparivano perfettamente idonee a intimorire chi si trovava davanti ai rapinatori.
Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno recuperato l’intero arsenale utilizzato dal gruppo: coltelli, alcuni dei quali da collezione, e diverse pistole, comprese armi ad aria compressa e riproduzioni prive di capacità offensiva ma sufficienti a terrorizzare le vittime.
Determinante per le indagini è stato uno dei telefoni cellulari sottratti durante le rapine. Grazie al sistema di geolocalizzazione GPS attivo sul dispositivo, i militari sono riusciti a seguire gli spostamenti dei presunti responsabili fino a individuarli e bloccarli. Il bottino, che i giovani pensavano di poter rivendere facilmente, si è così trasformato nella prova che ha consentito agli investigatori di ricostruire la loro fuga e procedere con gli arresti.
Le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento dei quattro ragazzi in altri episodi analoghi avvenuti nelle ultime settimane nel centro della Capitale.
