Mercoledì 3 Giugno 2026 08:06
Reina: firma per l’8xmille, senso di appartenenza


L’annuale Meeting diocesano del Sovvenire dedicato alle opere sostenute da questi fondi per la Chiesa cattolica. Gli interventi di Di Tolve, Albanese, Caserio, Compagnoni, Manfré, Pagliaro, Rosini, Trincia
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File sempre più lunghe davanti alle mense. Famiglie sotto pressione per i rincari. Giovani alle prese con varie forme di disagio e anziani sempre più soli. Molteplici emergenze, un prezioso canale da cui attingere: i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, grazie a una sola firma che fa la differenza. Se n’è parlato sabato 30 maggio nel IV Meeting Sovvenire della Diocesi di Roma, svoltosi al Pontificio Seminario Romano Maggiore.
Incentrato su “La forza della firma”, l’incontro, moderato dal giornalista di TV2000 Enrico Selleri, ha permesso di comprendere come quella firma si traduce in progetti: assistenza odontoiatrica ai migranti fornita dall’associazione comboniana Acse, accoglienza dei ragazzi nelle parrocchie curata dal Cor, supporto ai giovani svantaggiati promosso dalla Comunità “San Filippo Neri E poi?”. E ancora, ospitalità di ex detenute offerta dall’Opera Ronconi-Pennesi, supporto psicologico fornito dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) a familiari e vittime coinvolte in situazioni di dipendenza o manipolazione da parte di sette. Migliaia di persone aiutate grazie alla corresponsabilità dei fedeli.
Su questo si è soffermato il cardinale vicario Baldo Reina che ha sottolineato la bellezza di «una comunità che sente la responsabilità del sostegno ai sacerdoti e alle opere della Chiesa». Firmare per l’8xmille, ha proseguito il porporato, significa avere «voglia di mettersi in gioco e avvertire un forte senso di appartenenza. Viviamo tempi difficili, nei bilanci il segno meno è evidente. Però siamo fiduciosi – ha concluso il vicario -. Innanzitutto nella Provvidenza di Dio e poi nell’affetto di chi, nelle parrocchie, collabora alla vita della Chiesa».
Gli ha fatto eco il vescovo ausiliare Michele Di Tolve che ha ringraziato gli incaricati di Sovvenire perché «sono fondamentali per aiutare a comprendere il valore della corresponsabilità e del sostentamento in un tempo in cui si vuole scoraggiare la bellezza dell’azione della Chiesa».
Padre Giulio Albanese, direttore degli Uffici diocesani per le comunicazioni sociali e la cooperazione missionaria tra le Chiese, ha allargato lo sguardo sui progetti di cooperazione allo sviluppo avviati «nelle periferie del mondo, aree di crisi profonda» come Mali, Burkina Faso, Niger, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana. «Il mondo missionario e il volontariato internazionale devono moltissimo alla Conferenza episcopale italiana», ha detto parlando dei «progetti straordinari per il recupero dei bambini soldato in Sierra Leone e nel nord Uganda. Attraverso l’8xmille, i missionari hanno ridato un futuro a questa gioventù bruciata, offrendo percorsi di formazione e di reinserimento». In qualità di presidente della giuria del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, rivolto alle parrocchie della diocesi, padre Giulio ha premiato la parrocchia di San Romano Martire che si è aggiudicata il primo premio e il contributo di duemila euro.
Lisa Manfrè, incaricata diocesana di Sovvenire, ha ringraziato i «sessanta referenti del Servizio che ogni giorno si spendono nelle parrocchie per la promozione dell’8xmille operando in stretta sinergia con i parroci». Incaricati che devono «combattere una vera e propria emorragia di firme che la Chiesa Cattolica sta subendo», ha detto in un videomessaggio Massimo Monzio Compagnoni, responsabile nazionale del Servizio Cei, spiegando che negli ultimi vent’anni le firme a favore della Chiesa cattolica sono scese dal 90% a meno del 70%.
Incaricati che operano in una città «con molte fragilità – ha osservato il direttore della Caritas Giustino Trincia -. C’è solitudine, desertificazione di alcuni servizi come la carenza di operatori nei servizi per la salute mentale». I progetti realizzati grazie ai fondi Cei hanno riguardato la povertà economica ed alimentare, «purtroppo in crescita», quella abitativa, quella educativa e quella relazionale. Ha quindi ricordato Officina delle Opportunità, «non un’agenzia del lavoro ma possibilità di formazione e di inserimento lavorativo»; l’accoglienza diffusa «sostenuta anche dai sacerdoti della diocesi»; lo Spazio Gioco Ohana nato per «permettere a 15 famiglie di poter lavorare perché sanno dove lasciare i bambini da 6 mesi a 3 anni in lista di attesa per gli asili» e Quartieri solidali per «contrastare le solitudini».
Tanti servizi erogati per sovvenire alle necessità dei più fragili sui quali don Fabio Rosini ha offerto una riflessione teologica partendo dalla Seconda Lettera ai Corinzi. «L’unico modo per continuare a fare il bene è sentirsi sempre e solo molto più oggetto di doni che non elargitore di doni – ha affermato -. Chi ha incontrato Gesù avverte sempre come insufficiente quello che fa. Vorrebbe poter fare, consolare e sostenere di più».
Il giornalista Paolo Pagliaro ha presentato un’analisi sullo stato sociale spiegando che «chi sceglie di destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica contribuisce a un sistema di welfare ombra che vale molto più di quanto riceve, con una rete capillare che raggiunge le periferie sociali dove lo Stato fatica ad arrivare». Con un videomessaggio don Alessandro Caserio, direttore dell’Ufficio amministrativo del Vicariato di Roma, ha precisato che l’8xmille non si riduce a gestione di denaro, ma è «uno strumento trasparente per dare forma a progetti, sogni e risposte a bisogni reali. Quella firma che apposta sulla dichiarazione dei redditi ha il potere di fare del bene a tantissime persone».
3 giugno 2026
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