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Mercoledì 3 Giugno 2026 18:06

Degrado al Giro d’Italia cartina di tornasole della sciatteria di un capitale

Il confronto con le immagini di due anni fa mostra una città per nulla migliorata tra cartelloni, erbacce e scritte. Le foto della corsa in Ungheria con tanta cura dei dettagli

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#decoro #in primo piano #temi
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Ieri abbiamo celebrato i successi del Giro d’Italia che si è concluso a Roma, per il quarto anno consecutivo. Un legame che l’amministrazione comunale punta a confermare: “Siamo impegnati a continuare. Ci sembra la conclusione degna di un Giro che costruisce un rapporto di amore e passione con i romani (…) Questa corsa fa conoscere Roma in tutta la sua ampiezza e diversità: dalle meraviglie del centro e dei monumenti, ma anche il mare, Ostia”.  Uno dei punti salienti che abbiamo apprezzato delle parole del sindaco Roberto Gualtieri in linea con il programma “Parco del Mare”, guidato dagli assessori Maurizio Veloccia (Urbanistica) e Tobia Zevi (Patrimonio), e ne siamo certi, con l’appoggio della Regione Lazio presieduta da Francesco Rocca, “per rilanciare Ostia sia economicamente che in termini di sostenibilità ambientale.” (cit.)

Per il gran finale del Giro d’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato all’AGI. “Questa corsa rappresenta uno straordinario veicolo per attrarre turismo e far conoscere le nostre bellezze nel mondo. È un concreto strumento di crescita, che sosteniamo con il ministero e con l’Ice. Può dare uno straordinario contributo alla nostra politica estera e al nostro export”.

E il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “Il Giro è una tradizione per me come per tutti gli italiani, anche per la sua capacità di promuovere non solo lo sport, ma anche la sana alimentazione: due aspetti che devono viaggiare insieme”

Ci permettiamo solo di aggiungere un terzo aspetto, una mobilità ciclabile sicura e integrata con il trasporto pubblico e NON in conflitto con le auto, NON contro gli automobilisti (e alludiamo a certi settori dell’integralismo ecologico che non fanno bene alla causa) ma a favore della sicurezza e della CONVIVENZA TRA TUTTI GLI UTENTI DELLA STRADA. Fossimo nel ministro Lollobrigida, partiremmo con un ripensamento della linea del suo partito. Il dibattito sulla mobilità vede spesso esponenti del centrodestra arroccati su posizioni critiche e di retroguardia sulle ciclabilità concentrandosi sulla difesa dell’uso dell’auto privata e opponendosi alle nuove infrastrutture ciclabili cittadine. Piccolo consiglio non richiesto ma ben accetto da una minoranza illuminata della destra romana, ora in mano alla maggioranza “cafonal” dell’organizzatore della contestata “sfilata” in auto (sic!) CONTRO LE CICLABILI nel giorno in cui ricorreva la Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada. Una macchia per il centrodestra cittadino che merita ben altra rappresentanza!

Chiusa parentesi, torniamo al Gran Finale del Giro. La tappa conclusiva ha visto i ciclisti partire dal quartiere EUR, raggiungere il litorale di Ostia e rientrare verso il cuore della Capitale percorrendo l’intero tracciato della via Cristoforo Colombo, per poi concludersi con uno spettacolare circuito cittadino e l’arrivo al Circo Massimo. Ieri vi abbiamo mostrato la Grande Bellezza della città vista dall’alto, la visione ideale, la storia e l’armonia dell’architettura. Tuttavia, quando si scende a livello strada, ci si scontra con il degrado reale: incuria,  erbacce cresciute ovunque, muri pieni di scritte e cartelloni pubblicitari installati in spregio al Codice della Strada (e al regolamento comunale affissioni). Visto da vicino, allo stesso livello del piano stradale, l’ambiente urbano si scontra con la realtà quotidiana. Questo si traduce in strade dissestate, facciate imbrattate e cartelloni selvaggi.

Sappiamo a cosa state pensando (non tanto i lettori affezionati quanto gli avventori casuali) dell’aspetto decoro: è solo un vezzo estetico. I PROBBLEMI SO’ ALTRI (scritto così) direbbe qualcuno…

…No, il decoro urbano non è un mero vezzo estetico, ma un’espressione diretta della qualità della vita, della sicurezza e del senso di appartenenza di una comunità. Sbagliato, inoltre, contrapporlo a scuola, sanità e trasporti: le amministrazioni possono e devono gestire tutte queste priorità in un’ottica di pianificazione integrata.

Senza contare che la cura quotidiana degli spazi pubblici (NON SOLO DEL CENTRO STORICO) contribuisce “ad affinare i propri saperi estetici, acquisendo consapevolezza sugli elementi che compongono il patrimonio culturale e naturalistico del loro territorio, per promuovere proposte concrete – anche nel loro piccolo – di miglioramento dei loro luoghi di vita.” (cfr. Programma FAI per l’anno scolastico 2025-26)

Basta con la divisione tra centro bello e periferia/palazzi brutti (“e quindi coloriamoli con gli scarabocchi dei graffitari”: manco per sogno, nun ce provate! Solo street art condivisa (e non imposta dai prepotenti)

Va valorizzata l’edilizia diffusa per il recupero sostenibile del patrimonio esistente. E della bellezza invisibile dei nostri quartieri periferici e semicentrali.

Quella bellezza offesa da cartelloni pubblicitari selvaggi e scritte vandaliche, soffoca il potenziale estetico di Roma. Questa invasione riduce la percezione del patrimonio edilizio diffuso e trasforma le strade in spazi caotici. Siamo tra i pochi a Roma a denunciare il degrado causato da incuria e disorganizzazione non casuale, ma intenzionale! La disorganizzazione intenzionale si manifesta quando la mancata cura di spazi pubblici è “pilotata” da una gestione deficitaria calcolata (v. assenza di un piano anti graffiti e disapplicazione del P.R.I.P., Piano Regolatore Impianti Pubblicitari). E questo si traduce in un abbandono “programmato” del territorio per non allinearsi l’elettorato garantito dal “sistema”: simpatizzanti dei graffitari e cartellonari. E l’elemento tragico sta nel fatto che politici e stampa dovrebbero intercettare il malcontento di quella parte di cittadini che non sopporta questo degrado invece…stampa assente e politica dormiente.

Basta ripercorrere il percorso del Giro a Roma per cogliere dettagli, orrori e incuria che nel pieno dell’azione erano invisibili. E che le riprese dall’alto parzialmente mascherano…solo in parte! Ma le riprese della “moto cronaca” svelano non solo le bellezze paesaggistiche, ma anche le ferite del territorio.

Le inquadrature mostrano chiaramente l’abbandono di edifici coperti di graffiti, vegetazione incolta negli spartitraffico e distese di cartelloni di dubbia regolarità.

 



Vi avevamo mostrato questa foto di Tadej Pogacar festante con lo sfondo “avvolto” da decine di cartelloni pubblicitari invadenti e pericolosi, in mezzo alla boscaglia.

 



 



 

Le foto si riferiscono a due anni fa. Ma visionando attentamente le immagini della diretta di quest’anno, ci siamo resi conto di quanto la situazione non sia migliorata ma, se possibile, peggiorata!




Una sfilza di cartelloni pubblicitari stradali (alcuni vuoti) piantati come alberi a bordo strada. Tutta via Cristoforo Colombo è così: migliaia di cartelli pubblicitari sporchi, vecchi e spesso arrugginiti con design disomogeneo che rischia di creare un effetto caotico e brutto. Cartelli usurati, obsoleti e pericolosi.
Capitolo verde pubblico. Il Giro d’Italia 2026 preso il via dall’Ungheria e ha risalito lo stivale da sud a nord: durante la corsa abbiamo notato ai lati della strada rotatorie, aiuole e spartitraffico curati. In vista del passaggio della corsa, i comuni attraversati attuano operazioni di pulizia, sfalcio e riqualificazione del verde urbano per garantire il decoro e mostrare al meglio i territori. Qui di seguito alcuni esempi di Burgas (Ungheria), Napoli e Milano (notate la qualità dell’arredo urbano, il disegno stradale anti-sosta selvaggia, le aiuole perfettamente curate e sui palazzi tetti e terrazze libere dalla giungla di antenne che offuscano il panorama di Roma. Ma allora si può fare: a quando le antenne centralizzate anche da noi? Ultimi in Europa, anche su questo.





Quelle appena viste erano Burgas (Ungheria), Napoli e Milano. Ecco, ora vi mostriamo le immagini di Roma riprese in moto: 


NOTATE QUALCOSA DI DIVERSO? ERBA SECCA, ROVI E PIANTE SELVATICHE NEGLI SPARTITRAFFICO!

Lungo la Cristoforo Colombo rami e frasche spuntano pericolosamente dal ciglio della strada, invadendo in alcuni casi parte della carreggiata. Erba e vegetazione altissime e fitte ai lati delle strade.







Ma concentriamoci su un elemento: le aiuole spartitraffico ai lati della Cristoforo Colombo, “Quelli che fino a poche settimane fa erano semplici spartitraffico adesso sono diventati terreno fertile per foreste di forasacchi e cespugli” la denuncia del quotidiano La Repubblica nel tour del verde incolto di qualche settimana fa (
lo trovate online
).
Chi si occupa di erba ed erbacce su strade e spartitraffico? questione dibattuta. In un
articolo di sei anni fa
, Vigna Clara Blog dava conto che l’AMA non si sarebbe più occupata dello sfalcio delle erbacce su marciapiedi, strade e spartitraffico nel territorio del XV municipio” annunciando un  tavolo-tecnico “per definire le modalità del servizio e chi resterà col cerino in mano: servizio giardini? municipi? affidamento a privati?”

La risposta è arrivata poche settimane fa: “Verde infestante, Ama gestirà gli sfalci di banchine e rotatorie” (7 aprile, Il Messaggero). Leggiamo che fino a poco tempo fa le ditte in appalto che puliscono e sfalciano rami e arbusti in una zona, non potevano raccogliere l’immondizia lasciata nelle aiuole lasciando così il lavoro a metà, per colpa dei “franchi stradali” che non erano equiparati alla viabilità principale. Così l’Assessorato all’Ambiente guidato da S.A. ha deciso di consegnare ad Ama il “servizio di diserbo e dello sfalcio del verde orizzontale per le aree di arredo stradale e di sosta e di sollevare da questo incarico i Municipi. Parliamo delle aree dove prolifera il verde infestante con rampicanti e altro..obiettivo: un decoro uniforme su tutto il territorio comunale”. La delibera starebbe girando nei Municipi per “raccogliere i pareri su questo specifico problema e riordinare le competenze di chi se ne occupa.”

 



 

Fin qui l’articolo pubblicato dal Messaggero (la notizia è stata anche ripresa da
La Repubblica:
“Ambiente, Lavori pubblici, Ama e Anas coordinano gli interventi di sfalcio e diserbo per evitare il solito rimpallo di competenze. Alla municipalizzata affidati anche spartitraffico, rotatorie e verde stradale non di pregio”)

ASPETTIAMO CHE IL COMUNE INTERVENGA SULLO SPARTITRAFFICO DELLA COLOMBO dove le erbacce quasi intralciavano il passaggio dei ciclisti!

Belli i tempi in cui la giunta 5stelle
piantava fiori nello spartitraffico (2018)
installando un
nuovo impianto di irrigazione…
Capitolo graffiti: qui, inutile che ve lo diciamo, siamo all’anno zero. Da tanti anni portiamo avanti una battaglia senza quartiere per arginare il fenomeno del graffitismo, assieme a Roma fa schifo e Retake Roma con azioni sul campo e pressione politica. Diarioromano monitora e denuncia costantemente l’assenza di un piano strutturato per contrastare il vandalismo grafico, evidenziando i costi del degrado, spingendo per un’azione istituzionale concreta, come l’istituzione di una task force dedicata e di un database per identificare i vandali e, soprattutto, una campagna di distinzione tra arte e vandalismo.
Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato il murale del Giro d’Italia circondato da sporcizia e graffiti alla stazione Marconi


Dal Giro d’Italia una straordinaria cartolina del nostro territorio ma, inevitabilmente, le telecamere hanno finito per mostrare i muri imbrattati. In zona Colombo per esempio abbiamo notato l’angolo dell’ex Fiera di Roma dove una volta campeggiava lo striscione (opportunamente rimosso) dell’ufficio decoro accerchiato da cartelloni e graffiti…




 

Roma è l’unica città senza un piano colore facciate e squadre antidegrado. Conoscete già le nostre proposte:

CAMPAGNA DI DISTINZIONE TRA ARTE E VANDALISMO
● NO ALL’EQUIVALENZA GRAFFITI/SIMBOLI POLITICI = STREET ART)
● ampliare e rinforzare le squadre decoro di AMA Cancellazioni
● predisporre un database che associ le tags ai vandali grafici
● apertura di un indirizzo e-mail per segnalare al Comune e al municipio tag/graffiti o adesivi/volantini/manifesti abusivi, simboli e slogan di simpatizzanti politici e/o tifosi sportivi

Chiudiamo il nostro reportage sul Giro d’Italia in bellezza, anzi in bruttezza..Graffiti sul palazzo rinascimentale di Lungotevere Tebaldi. Il video di domenica scorsa mostra lo sfregio sulla facciata del palazzo, non distante dal completamente deturpato liceo Virgilio.

 



 



 

 



 



 

I corridori del Giro d’Italia sfrecciano rapidamente davanti al palazzo: le immagini che pubblichiamo oggi – catturate su google maps – documentano graffiti presenti da diverso tempo sul muro, Sono almeno 3 anni – ma siamo pronti a scommettere sia passato molto più tempo di così – che le scritte campeggiano su un palazzo neorinascimentale senza che nessuno, proprietari e amministrazioni, si sia degnato di rimuoverli.

Vantarsi della bellezza di Roma, come fanno sindaco e assessori, senza un vero impegno per la sua tutela genera un “effetto cartolina”, dove la retorica serve solo a fini di marketing turistico. Per trasformare l’apprezzamento in una cura reale, è fondamentale passare dalle parole ai fatti con un piano strutturato per garantire un maggiore controllo del territorio e cercare di limitare il degrado nei punti più problematici, Speriamo vivamente che la politica se ne accorga. Noi più di denunciare e proporre alternative, non possiamo. Sempre convinti che lo sport e le riprese cinematografiche siano potenti motori di rigenerazione urbana e coesione sociale.

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