Giovedì 4 Giugno 2026 12:06
“Pax et Bonum”: il secondo convegno “nel segno di san Francesco”


Il 7 giugno nel Salone di presidenza dell'Azione cattolica italiana, in via della Conciliazione. In serata la preghiera nei Giardini Vaticani, davanti all'Ulivo della Pace, con il vescovo Giuliodori
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Si colloca nel solco dell’eredità spirituale, culturale e civile di Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla sua morte, il convegno internazionale “Pax et Bonum 2026. Nel segno di San Francesco. Diritto internazionale e fraternità”, promosso dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, dall’Azione cattolica italiana e dal Forum Internazionale di Azione cattolica (Fiac). L’appuntamento è per domenica 7 giugno 2026 dalle 16 alle 19 nel Salone di presidenza dell’Azione cattolica italiana, in via della Conciliazione 1.
Il convegno, spiegano dall’associazione, rappresenta «il secondo appuntamento dell’esperienza “Pax et Bonum”, nata lo scorso anno nel contesto del Giubileo delle associazioni e strettamente legata all’iniziativa internazionale “Un minuto per la pace”, promossa dal Fiac ogni 8 giugno». Un’iniziativa, quest’ultima, che custodisce e rinnova la memoria dello storico incontro avvenuto nei Giardini Vaticani nel 2014, quando Papa Francesco accolse l’allora presidente israeliano Shimon Peres e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, insieme al patriarca ecumenico Bartolomeo e ai rappresentanti di cristiani, ebrei e musulmani della Terra Santa per un momento di invocazione comune della pace, durante il quale fu piantato un ulivo come simbolo e auspicio di pace. «Un gesto dal forte valore spirituale e politico, che indicò al mondo la possibilità di un dialogo capace di superare divisioni religiose, culturali e geopolitiche attraverso la forza della preghiera, dell’ascolto reciproco e della fraternità», rimarcano dall’Ac.
Si pone in questa prospettiva la scelta di dare continuità a “Pax et Bonum”. «In un contesto internazionale attraversato da conflitti armati, nuove polarizzazioni, fragilità economiche e crisi umanitarie globali, il richiamo alla fraternità appare non come un semplice ideale etico ma come una vera categoria politica e giuridica capace di orientare il futuro della comunità internazionale», è la tesi degli organizzatori. Nel segno del Poverello d’Assisi, allora, «il Convegno intende rilanciare una visione delle relazioni tra i popoli fondata sul dialogo, sulla dignità della persona, sulla cooperazione e sulla custodia del bene comune. La fraternità viene così proposta come criterio interpretativo del diritto internazionale contemporaneo e come principio generativo di una convivenza più giusta, inclusiva e pacifica, capace di contrastare la cultura dello scontro e dell’indifferenza».
La relazione introduttiva sarà affidata al rettore della Pontificia Università Urbaniana Vincenzo Buonomo. Il tema: “Nel segno di san Francesco. Diritto internazionale e fraternità”. Il confronto scientifico si svilupperà quindi lungo tre direttrici: la riflessione filosofico-giuridica, il dialogo interreligioso e l’impatto della fraternità sulle relazioni internazionali contemporanee. A seguire gli interventi di Francesco Viola, docente emerito di Filosofia del diritto all’Università degli studi di Palermo, su “La fraternità come valore necessario alla democrazia”; Shahrzad Houshmand Zadeh, lettrice di Lingua e Letteratura persiana alla Sapienza di Roma, su “Il dialogo come prassi di fraternità: prospettive islamiche per una convivenza globale”; Isabel Trujillo, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo, su “La fraternità come criterio interpretativo nella tutela della dignità della persona nel diritto internazionale contemporaneo”; Sandro Calvani, presidente del Consiglio scientifico Istituto “Giuseppe Toniolo”, su “La riforma delle Organizzazioni Internazionali alla luce del principio di sussidiarietà e fraternità”; Riccardo Moro, docente di Development policies all’Università degli Studi di Milano, su “Verso una nuova governance economica e sociale. La fraternità come motore di sviluppo sostenibile e giustizia sociale”. A tirare le conclusioni, il presidente nazionale dell’Azione cattolica Giuseppe Notarstefano, membro del segretariato Fiac. Modera l’incontro la giornalista Giuseppina Paterniti.
Al termine dei lavori, è in programma alle 20.30 un momento di preghiera nei Giardini Vaticani, presieduto dal vescovo Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Ac. Nell’occasione, davanti all’Ulivo della Pace piantato l’8 giugno 2014, divenuto nel tempo segno concreto di dialogo, riconciliazione e speranza tra i popoli, sarà riletta l’invocazione per la pace pronunciata allora, in un contesto internazionale che oggi come allora è segnato da guerre, violenze e profonde divisioni. Per custodire la memoria di quell’evento profetico e, al tempo stesso, «rilanciare un appello condiviso alla pace “disarmata e disarmante”, capace di nascere dall’incontro, dall’ascolto reciproco e dal riconoscimento della comune fraternità umana – sono ancora le parole degli organizzatori -. In continuità con l’iniziativa internazionale “Un Minuto per la Pace”, il gesto assumerà anche il valore di una testimonianza pubblica, semplice ma fortemente simbolica, affidando ancora una volta alla preghiera e alla responsabilità comune il desiderio di pace dei popoli del mondo».
Per partecipare è possibile scrivere a
istituto.toniolo@azionecattolica.it
. Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming su Zoom per quanti necessitano di interpretazione simultanea in inglese, francese e spagnolo. È prevista la diretta streaming dei lavori sul canale YouTube
dell’Azione cattolica italiana.4 giugno 2026
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