Venerdì 5 Giugno 2026 12:06
World Press Photo – Exhibition 2026 – torna come ogni anno al Palazzo delle Esposizioni
Dal 7 maggio è tornata, puntuale, la mostra del World Press Photo in via Nazionale....
#eventi #cultura spettacolo
leggi la notizia su RomaDailyNews

Farīsāt: Gunpowder’s Daughters © Chantal Pinzi
Dal 7 maggio è tornata, puntuale, la mostra del World Press Photo in via Nazionale.
World Press Photo è un’organizzazione no profit con sede ad Amsterdam che organizza ogni anno il più prestigioso concorso di fotogiornalismo del mondo.
Oltre alla “Photo of the year” vengono premiati progetti fotogiornalistici in dieci diverse categorie, dalla cronaca allo sport, dai ritratti all’intrattenimento, passando per la natura e arrivando all’attualità.
Quest’anno si è tenuta la 69° edizione del concorso. Le fotografie vincitrici sono state annunciate ad Amsterdam il 9 aprile mentre la “Photo of the year” e i finalisti che hanno concorso al premio sono stati resi pubblici il 23 di aprile. Dal giorno successivo Amsterdam ha inaugurato la mostra con tutte le fotografie vincitrici di questa 69° edizione che, come di consueto, ha avviato quello che è un vero e proprio tour internazionale della mostra, che farà tappa a Roma fino al 29 giugno.
Una mostra che ogni anno è un viaggio toccante, terribile e sensibilizzante su quello che è il mondo in cui viviamo e la realtà che, nelle news, può rischiare di sembrarci sempre troppo lontana da noi.
Non è così invece e ce lo ricorda sempre con un duro pugno in faccia la mostra del World Press Photo anche in questa edizione 2026, portando storie diverse e molto variegate.
Ma sia la storia più personale e intima sia quella più grande e ahinoi ben conosciuta come le violenze dell’ICE in America o la condizione di Gaza ci vengono narrate dallo sguardo di fotografi sul campo, permettendoci di aprire una finestra nel tempo e nello spazio per viaggiare con loro e provare quantomeno a comprendere le storie che ci raccontano.
La Photo of the Year 2026 è Separati dall’ICE di Carol Guzy (ZUMA Press, iWitness per il Miami Herald), premiata per la capacità di raccontare l’effetto disumano delle politiche migratorie statunitensi.
Tra i finalisti c’è anche una giovane fotografa italiana, Chantal Pinzi che ha partecipato con una serie fotografie intitolate «Gunpowder’s Daughters» raccontando della lotta delle donne in Marocco per poter partecipare alla tradizionale Tbourida, spettacolo e rito marocchino che rievoca le tecniche di guerra arabe e al quale da pochi anni finalmente le donne (seppur con solo 7 gruppi su 300) possono partecipare.
La mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, ideata da World Press Photo Foundation e organizzata con la collaborazione di 10b Photography, sarà visitabile fino al 29 giugno ed è un appuntamento che consiglierei sempre.
