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Venerdì 5 Giugno 2026 12:06

Marco Tirelli – sospesi tra gli spazi di Anni Luce a Palazzo Esposizioni

Non conoscevo Marco Tirelli prima di vedere i manifesti di questa sua mostra in giro...

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Non conoscevo Marco Tirelli prima di vedere i manifesti di questa sua mostra in giro per roma.

Non lo conoscevo e i suoi dipinti dai manifesti pubblicitari mi sembravano quasi fotografie. Perché le luci e le ombre, i bianco e neri con cui gioca Tirelli ricordano la chiarezza nitida di uno scatto in bianco e nero in grado di restituire le tante, infinite, sfumature di grigi e ombre.

Onirica e sospesa, concreta e geometrica la pittura di Tirelli mi ha colpito diretto nella parte più informe di me. L’inconscio.

Mi sono riconosciuto nei dipinti di Tirelli negli spazi, siano essi geometrici o quasi galattici, resi grazie ad una tecnica di puntinismo incredibile da ammirare a occhi nudi nelle grandi sale di Palazzo Esposizioni in via Nazionale. Spazi grandi e a loro volta composti di bianchi, di neri, di ombre e di geometrie. Come se l’esperienza si espandesse al di là delle opere o meglio al loro interno.

Si ha l’impressione di viaggiare dentro ai dipinti di Tirelli, sospesi o meglio in bilico, come un equilibrista. Dipinti che mi hanno rievocato contemporaneamente esperienze cinematografiche lontane ma ravvicinate dall’autorialità.

Ho ritrovato il Megalopolis di Francis Ford Coppola in alcune delle opere di Tirelli e come il suo protagonista ho camminato sulle geometrie sospese su spazi immensi immaginando in potenza ciò che vedevo rappresentato.

Ho respirato le atmosfere di David Lynch in altri dipinti, fluttuando con l’anima quasi fuori dal corpo, negli spazi materici e astratti insieme di alcune opere della mostra.

Un’esposizione che, come un sogno, ci fa immergere in un viaggio criptico, che sta a noi decifrare e in cui possiamo restare avvinghiati ripetendo il percorso espositivo per cogliere qualcosa di più o più semplicemente per ammirare un attimo ancora quella spiazzante magia, quell’incanto che le opere in mostra sono in grado di provocare.

L’esposizione si compone di 42 pezzi concepiti dall’artista romano appositamente come “un ciclo pittorico e mentale in cui ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, come un nastro ideale che percorre lo spazio espositivo” riporta direttamente la pagina della mostra online.

Potete visitare la mostra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo; Ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo con il supporto della Fondazione Silvano Toti, in via Nazionale, presso il Palazzo delle Esposizioni fino al 12 luglio.

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