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Venerdì 5 Giugno 2026 11:06

Via libera della Camera alla legge delega sul nuclare



Con 155 voti favorevoli, il provvedimento passa ora al Senato. L'obiettivo del governo: l'approvazione prima della pausa estiva, per emanare i decreti attuativi entro Natale. Il ministro Pichetto: «I primi reattori operativi nel 2034-2035»

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Con 155 sì, la Camera dei deputati ha approvato il ddl Pichetto – la legge delega sul nucleare -, che passa ora al Senato. I voti favorevoli sono arrivati dalle fila della maggioranza di governo e da Azione. Astenuta Italia viva. Ferma sul no la posizione del centrosinistra. L’obiettivo del governo è arrivare al via libera definitivo prima dell’estate, in modo da emanare i decreti attuativi entro Natale, ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Ridare al Paese una normativa sul nucleare. Questo lo scopo del disegno di legge, che dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia e definisce i campi d’intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo. Nelle parole del ministro, «il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza. In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro». In ogni caso, ha precisato, la legge «riguarda solo il nucleare civile. Condivido il non utilizzo per il militare».

L’esecutivo ha rivendicato la scelta di puntare sui piccoli reattori modulari: una tecnologia più moderna, rispetto a quelle delle grandi centrali nucleari che c’erano in Italia fino al 1987, sicura ed economica, che però al momento è solo alla fase di prototipo. I primi potrebbero essere operativi «nel 2034-2035», è la stima di Pichetto.

Al dài l degli schieramenti politici, il presidente dell’Associazione italiana nucleare Stefano Monti parla di «primo passo positivo». Più distaccata al posizione di Roberto Tasca, presidente della società energetica A2a: «Non ho nessuna preclusione», afferma, ma in Italia «non avremo possibilità di avere energia da nucleare almeno per 10 anni, e io credo che ce ne vorranno di più, non solo per problemi tecnici, ma per problemi culturali».

Dal Wwf Italia definiscono il ddl «una perdita di tempo e di soldi, al solo scopo di favorire l’attuale dipendenza dal gas fossile». Per il governo, riflettono dal think tank sul clima Ecco, «è molto più semplice fare promesse a lunghissimo termine (il cui fallimento coinvolgerà altri governi) che realizzare il piano energia-clima su cui ha responsabilità attuale».

5 giugno 2026

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