Venerdì 5 Giugno 2026 14:06
Ruijun Li incanta Roma: un viaggio musicale tra Oriente e Occidente
Ci sono concerti che lasciano il segno non per la spettacolarità della messa in scena, ma per l’intensità dell’esperienza artistica. È il caso del recital della pianista e soprano Ruijun Li, andato in scena il 29 maggio all’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con AIMART, che ha conquistato il pubblico con un raffinato dialogo tra [...]
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È il caso del recital della pianista e soprano Ruijun Li, andato in scena il 29 maggio all’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con AIMART, che ha conquistato il pubblico con un raffinato dialogo tra la tradizione musicale europea e quella cinese.
Giovane artista dalla formazione internazionale, Ruijun Li ha proposto un programma capace di attraversare epoche e culture, accostando autori come Mozart, Händel, Puccini, Bach, Haydn e Chopin a celebri pagine del repertorio classico cinese.
La serata si è aperta con l’energia dell’Exsultate Jubilate di Mozart, affrontato con sicurezza tecnica e luminosità vocale. Apprezzate anche le interpretazioni di Batti, batti dal Don Giovanni, Lascia ch’io pianga di Händel e O mio babbino caro di Puccini, eseguite con eleganza, sensibilità e una notevole cura del fraseggio.
Particolarmente significativo il passaggio alla musica cinese con Yang Guan San Die di Wang Zhengya, uno dei brani più amati della tradizione musicale del Paese. Un momento che ha evidenziato la capacità dell’artista di muoversi con naturalezza tra linguaggi musicali differenti, creando un ponte autentico tra culture lontane.
Nella seconda parte del concerto, Ruijun Li si è dedicata al pianoforte, affrontando il Preludio e Fuga n.11 dal Clavicembalo ben temperato di Bach, la Sonata in Mi minore Hob. XVI di Haydn e le Quattro Mazurke op. 68 di Chopin.
La conclusione della sezione europea è stata affidata alla celebre Fantaisie-Impromptu op. 66, eseguita con controllo tecnico, musicalità e brillantezza interpretativa.
A chiudere il recital è stata Cai Yun Zhui Yue di Wang Jianzhong, pagina molto amata del repertorio pianistico cinese moderno. Ispirato a una melodia tradizionale del Guangdong, il brano ha regalato al pubblico un finale luminoso e suggestivo, tra atmosfere poetiche e colori sonori evocativi.
Il concerto di Ruijun Li si è trasformato così in un vero incontro tra Oriente e Occidente, confermando il talento di un’artista capace di unire tecnica, sensibilità e profondità espressiva. Una serata di grande musica che ha lasciato nella sala il segno delle emozioni autentiche e la sensazione di aver assistito alla crescita di una personalità artistica da seguire con attenzione.
Foto By Jonathan Scozzafava
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