Domenica 7 Giugno 2026 22:06
Le pillole di Polly: recensione di “Le signore in nero” di Madeleine St John
Lisa è una ragazzina giudiziosa ed educata, e sua madre la adora. Le cuce personalmente...
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Lisa è una ragazzina giudiziosa ed educata, e sua madre la adora. Le cuce personalmente dei vestiti che, a suo dire, sono perfetti per la sua età; e poi, quanto è orgogliosa di lei, quando torna a casa con un bel voto!
Il rapporto di Lisa con il padre, invece, è un po’ più complicato. Lui non fa altro che ripeterle che una brava ragazza non dovrebbe mai dare noie alla sua famiglia mettendosi in testa strane idee come prendersi una laurea. Piuttosto, dovrebbe pensare a ubbidire ai genitori, così, un giorno, molto più tardi, potrà trovare marito e diventare madre come si conviene a una donna per bene.
Eppure, Lisa qualche grillo per la testa ce l’ha. Non vorrebbe mai contraddire suo padre, ma sono già gli anni Cinquanta e a Sydney, la sua città, ci sono tante ragazze che si iscrivono all’università. Quanto vorrebbe essere una studentessa universitaria anche lei, tanto più che colleziona successi scolastici e i professori la incoraggiano a proseguire gli studi!
Certo, tutto dipenderà dall’esito degli esami che ha appena sostenuto, e per il momento Lisa non può fare altro che aspettare.
La ragazzina è in ansia e, per ingannare l’attesa, decide di trovarsi un lavoretto. Ai grandi magazzini Goode’s assumono aiutanti per il periodo natalizio, e Lisa si candida per quel posto, presentandosi come Lesley. Ma cambiare nome non basta: quando la direttrice si trova davanti quello scricciolo, magra da fare impressione, con addosso degli occhiali enormi e un vestito da bambina piccola, sta quasi per rimandarla a casa. Ma un aiuto le serve, e decide di darle un’occasione. E chissà che Lisa, con il supporto delle commesse che lavorano con lei, non riesca a sfruttarla, e a trasformarsi lentamente in Lesley.
Madeleine St John è una scrittrice australiana scomparsa nel 2006.
“Le signore in nero” è il romanzo con cui ha esordito all’età di cinquant’anni, ed è l’unica delle sue opere ambientata in Australia; non a caso, l’autrice aveva lasciato il suo paese e da decenni risedieva in un modesto appartamento a Notting Hill, a Londra.
Il romanzo è davvero una chicca, anche se oggi sembra ingiustamente finito nel dimenticatoio. È scritto con uno stile brioso ed ironico che ricorda un po’ quello di Jane Austen; e, come alla grande scrittrice inglese, a St John interessa soprattutto l’universo femminile. I quattro personaggi principali del romanzo, infatti, sono in rosa: oltre a Lisa/Lesley, c’è Magda, un’affascinante commessa europea che prende la ragazzina sotto la sua ala protettrice, Fay, una trentenne alla disperata ricerca di marito, e Patty, che un marito ce l’ha, ma non la rende certo felice.
La scrittrice descrive i loro problemi con leggerezza: desiderava mettere in scena una storia divertente e brillante, e ci è riuscita benissimo. E tuttavia, il suo romanzo affronta anche i gravissimi ostacoli che, nel corso degli anni Cinquanta, una donna si trovava ad incontrare lungo il percorso per la sua realizzazione. Sognare di diventare qualcos’altro oltre che moglie e madre, a quei tempi, sembrava un’utopia.
Eppure, con la sua vita e con il suo “Le signore in nero”, St John ha dimostrato alle donne che si può aspirare anche a qualcos’altro, e così ha fornito il suo contributo al miglioramento della loro condizione.
E per questo, oltre che per aver scritto un romanzo delizioso, la ringraziamo.
Federica Focà
