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Lunedì 8 Giugno 2026 11:06

Dal 5 all’11/6/26 “Stefan Velund – Solo Exhibit” al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 giugno 2026 MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6 Stefan Velund – Solo Exhibit Nella poetica di Stefan Velund, la pittura si presenta come un territorio di soglie tra forma e dissoluzione, superficie e profondità, luce e ombra.Le sue opere delineano un linguaggio astratto e simbolico, in cui il colore …
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Dal 5 all’11 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Nella poetica di Stefan Velund, la pittura si presenta come un territorio di soglie tra forma e dissoluzione, superficie e profondità, luce e ombra.

Le sue opere delineano un linguaggio astratto e simbolico, in cui il colore – spesso vibrante, talvolta più contenuto – diventa strumento di costruzione emotiva e percettiva. Il materiale pittorico, affidato principalmente all'acrilico su tela materica, non si limita a descrivere immagini, ma emerge come presenza viva, quasi tattile.

In opere come Asse, Sfera, Monolite, Sia fatta luce ed Eternità echi di dimensioni ancestrali e archetipiche focalizzano i dipinti sulle forme primarie dell'esistenza: centro, equilibrio, stabilità, persistenza, essenzialità. Questa serie presenta una geografia emotiva di paesaggi interiori, un luogo metafisico e sospeso, mai completamente svelato: rigenerato a ogni sguardo.


Tra figurativo e astratto, tutto sembra attraversato da una luce che non solo illumina, ma rivela: fa emergere presenze, tensioni, memorie e simboli che abitano la superficie come tracce di un tempo ormai scomparso.

Accanto a questa tensione strutturale…
visibile nell'uso consapevole di elementi surreali, emerge una componente più lirica ma altrettanto visionaria, che si ritrova nella serie dedicata alle danzatrici: Aurielle, Aniara, Ivorielle… giovani spiriti che fluttuano nell'aria, seguendo il ritmo di una danza silenziosa, quasi più aggraziate dei loro stessi abiti, proiettandosi verso una dimensione metafisica ed evanescente.

Poi arrivano i ritratti in cui la dimensione evocativa si intensifica: i volti non impongono un'unica lettura, ma aprono spazi all'interpretazione: angeli, demoni, donne sognate o persino immaginate. Creature di un mondo lontano che, in qualche modo, grazie al pittore stesso, entrano in contatto con la nostra realtà per rivelarci qualcosa. Attraverso luci, ombre, lampi dorati, improvvisi bagliori rossi, elementi simbolici ricorrenti che caratterizzano la poetica di Stefan Velund, animati da contrasti cromatici e risonanze che si materializzano sulla tela, veri e propri campi magnetici di energia visiva e interiore.

I volti, i paesaggi di Stefan Velund non narrano, ma evocano. Non definiscono, ma suggeriscono. Ogni opera appare come un frammento di una visione che chiede di essere abitata e assaporata lentamente, permettendo l'emergere di risonanze intime e individuali.

Questa mostra personale presenta una serie di opere che dialogano tra loro come le molteplici corde della stessa canzone, in cui i visitatori sono invitati a fermarsi, ad ascoltare e a soffermarsi in questo spazio delicato e intenso, dove la pittura non si limita a mostrarsi, ma accade.

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