Lunedì 8 Giugno 2026 12:06
Da “declino eterno” a esempio mondiale, la remuntada di Roma
Un cumulo di spazzatura accatastata per una via del centro storico come foto e il titolo, inequivocabile “The eternal city’s decline” , il declino della città eterna. Erano questi i toni del reportage con cui il NY Times dipingeva Roma nel luglio 2015, una città abbandonata all’incuria e al degrado, destinata ai malfunzionamenti, all’inefficienza dei […]
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Un cumulo di spazzatura accatastata per una via del centro storico come foto e il titolo, inequivocabile “The eternal city’s decline” , il declino della città eterna. Erano questi i toni del reportage con cui il NY Times dipingeva Roma nel luglio 2015, una città abbandonata all’incuria e al degrado, destinata ai malfunzionamenti, all’inefficienza dei mezzi di trasporto. Oggi, ad oltre 10 anni di distanza, la situazione si è radicalmente trasformata.
Ci sono i numeri a raccontarlo, certo, ma la prima cartina tornasole viene dalla sensazione interna del romano, oggi diremmo il POV, quello autentico e privilegiato di chi la città la vive e la respira ogni giorno. Sembrano lontani i tempi in cui Roma era sinonimo di buche e crateri, di mezzi di trasporto fantasma, una città eternamente bella ed eternamente afflitta, in quanto ad efficienza, da un malcelato complesso di inferiorità rispetto a Milano.
Non solo POV, a raccontare di un cambio di marcia ci sono soprattutto i numeri, facciamo alcuni esempi: nel 2015 Milano vantava circa 96 km di metro contro gli appena 37 di Roma. Due lustri dopo, la città imbruttita comanda ancora la classifica ma il gap (come direbbero lì) si è ridotto parecchio: oggi Milano conta 105 km di metro e Roma è arrivata a 60. Il parziale nel set, se fosse un match di pallavolo racconta che per km nuovi, nell’ultimo parziale Roma batte Milano 23 a 9.
E lo stesso tipo di progressione si può osservare anche per le piste ciclabili con un dato ancora più clamoroso. Se nel 2015 la rete di ciclovie nella capitale era ferma a 150 km oggi si superano i 300 km, con una crescita superiore al 100%. Un dato clamoroso se si pensa che Milano, al netto degli investimenti post Expo del 2015, ha registrato una crescita del 40%. E sarà contento Woody Allen, icona di Manhattan e innamorato di Roma (To Rome with Love) del fatto che qualche giorno fa il sindaco di New York, Zoran Mamdani, aveva pubblicamente ufficializzato il gemellaggio tra il I municipio della capitale e Manhattan con quel già iconico “dear major Gualtieri…”
Inoltre la scorsa settimana, a Villa Pamphilj, è venuta “a prendere appunti” dal nostro modello una delegazione del sindaco di Chicago, composta, tra gli altri, dal commissario del Dipartimento Ambiente. Significativa questa figura così come il luogo scelto per l’incontro: Villa Pamphilj è infatti il più grande parco pubblico di Roma e non a caso la sostenibilità ambientale è stata il tema centrale dell’incontro. Dopotutto non è che ti vengo a parlare dei benefici della dieta vegana ad una sagra della porchetta.
Ed è questo l’aspetto interessante, l’elemento di novità che inorgoglisce, il cambio di paradigma, Roma non più solo come icona di bellezza antica, ma anche come benchmark, punto di riferimento di un nuovo modo di vivere la città. Ci sono due osservazioni importanti da fare, semiserie: Roma come Rocky dopo l’incontro con Ivan Drago, se io posso cambiare, allora tutto il mondo può cambiare. La seconda è che, ci dispiace per gli altri regà, ma se iniziamo anche ad essere una città che funziona, com’è che era quella bruttissima espressione? Ciaone proprio.
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