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Lunedì 8 Giugno 2026 13:06

Il dl su migrazione e asilo: preoccupazione del Tavolo

palazzo chigi, governo, consiglio dei ministri
palazzo chigi, governo, consiglio dei ministri
Il coordinamento esprime «sconcerto» per l'adozione del provvedimento, all'ordine del giorno del Cdm del 4 giugno, mentre è in corso l'esame parlamentare del disegno di legge già approvato

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palazzo chigi, governo, consiglio dei ministri
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«Forte preoccupazione e sconcerto», da parte del Tavolo Asilo e Immigrazione, per l’adozione di un nuovo decreto-legge in materia di migrazione e asilo, inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri del 4 giugno, mentre è ancora in corso l’esame parlamentare del disegno di legge relativo già approvato dal Consiglio dei ministri nei mesi scorsi. «Ancora una volta – denunciano -, e nonostante ci siano stati due anni di tempo per il recepimento delle normative europee, il governo, che ha tenuto nascosti i Piani di implementazione, sceglie la strada della decretazione d’urgenza e dell’intervento emergenziale, comprimendo il dibattito democratico e svuotando il ruolo del Parlamento. Il ricorso a un decreto legge per l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo conferma una prassi ormai consolidata di intervenire su diritti fondamentali attraverso strumenti normativi che limitano il confronto pubblico e la possibilità di incidere sui contenuti delle riforme».

Un’accelerazione che, per le organizzazioni del Tavolo, «appare ancora più grave alla luce delle criticità già emerse nel processo di recepimento del Patto. I testi finora circolati  – spiegano – mostrano il rischio concreto di un ampliamento degli spazi di discrezionalità amministrativa che possono riguardare pericolosi automatismi incompatibili con il principio di valutazione individuale, imposto dal Patto Ue, relativo alle richieste d’asilo e riduzioni delle garanzie giurisdizionali effettive. In gioco vi è il rispetto di principi fondamentali: il diritto d’asilo, la libertà personale, la tutela della salute, la dignità delle persone e il divieto di refoulement, tutelati dalla Costituzione italiana, dal diritto dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali».

Queste criticità si sommano «all’assenza, pressoché totale nel percorso di implementazione del Patto, di un adeguato processo di consultazione pubblica. Le organizzazioni della società civile, gli enti territoriali e gli attori direttamente coinvolti nei sistemi di accoglienza e tutela dei diritti non sono stati messi nelle condizioni di potersi confrontare sui testi preparatori del Piano, documento essenziale per comprendere le scelte organizzative, le tempistiche e gli impatti concreti delle misure previste, rimasto ad oggi nascosto – riferiscono -. L’assenza di trasparenza impedisce un confronto informato e limita la possibilità di valutare preventivamente le conseguenze delle nuove disposizioni».

Di qui il richiamo al Parlamento a esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo e controllo. «Il recepimento del Patto non deve tradursi in un abbassamento delle garanzie costituzionali e convenzionali. È necessario ricondurre ogni intervento normativo entro un quadro di trasparenza e partecipazione, assicurando che le politiche migratorie siano costruite nel rispetto dei diritti fondamentali e non piegate a logiche emergenziali e propagandistiche. Il rispetto dello Stato di diritto non può essere considerato un ostacolo, ma è la condizione imprescindibile per la legittimità e l’efficacia delle politiche pubbliche», è la conclusione del Tavolo.

8 giugno 2026

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