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Lunedì 8 Giugno 2026 14:06

Sanita’: patologie oncologiche nelle persone con Hiv, domani congresso alla Cattolica

Il congresso "Hiv and cancer in 2026" a Roma affronterà le sfide oncologiche per le persone con Hiv, promuovendo equità e innovazione.

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Oggi, le persone con Hiv che seguono regolarmente e correttamente la terapia antiretrovirale possono contare su un’aspettativa di vita che si avvicina notevolmente a quella della popolazione generale. Tuttavia, con l’invecchiamento, anche queste persone si trovano ad affrontare un aumento del rischio di sviluppare malattie cronico-degenerative e tumori. Questa nuova realtà porta alla luce esigenze emergenti, che includono la necessità di screening oncologici adeguati, la prevenzione attraverso vaccinazioni e stili di vita sani, e l’accesso a trattamenti oncologici innovativi. Tali argomenti di grande rilevanza saranno discussi durante il congresso “Hiv and cancer in 2026: equity, innovation and care networks”, previsto a Roma domani, martedì 9 giugno, presso il Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“L’Hiv oggi, grazie alle terapie antiretrovirali, è diventata una patologia cronica – afferma la dottoressa Antonella Cingolani, ricercatrice in malattie infettive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile della Uos diagnosi e cura delle malattie infettive da immuno-deficit e nosocomiali di Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs – e, all’interno delle comorbilità correlate all’invecchiamento, le patologie oncologiche rivestono un ruolo fondamentale.”

I dati provenienti dalla coorte Icona evidenziano che, in Italia, l’incidenza complessiva di tumore nelle persone che vivono con Hiv (PWH) è superiore del 60% rispetto alla popolazione generale. Questo aumento è particolarmente significativo per il sarcoma di Kaposi, il carcinoma anale, il linfoma di Hodgkin, il carcinoma della cervice uterina e i linfomi non-Hodgkin. Inoltre, si è assistito a un cambiamento nel profilo oncologico, con un incremento di neoplasie non correlate ai virus, come il tumore del polmone e del colon.

“Non si tratta solo di un problema di incidenza, ma anche di mortalità – continua la dottoressa Cingolani. Nella coorte Icona, è stato registrato un tasso grezzo di mortalità oncologica di 2,63 per 1.000 anni-persona nelle PWH, un valore più che doppio rispetto a quello atteso nella popolazione generale. Questo eccesso di mortalità è principalmente attribuito alle neoplasie virus-correlate. Anche se l’eccesso di mortalità per tutti i tumori si è ridotto nel tempo, rimane comunque superiore alle aspettative anche nel periodo 2019-2024.”

Un problema cruciale nella gestione della patologia oncologica nelle persone con Hiv è il ritardo diagnostico rispetto alla popolazione generale. “Questo è legato al fatto che le persone con Hiv accedono a meno della metà degli screening oncologici rispetto alla popolazione generale e ricevono meno vaccinazioni che potrebbero prevenire alcune patologie oncologiche, come quella contro l’Hbv, che protegge dal tumore del fegato, o quella contro il papillomavirus (Hpv), che protegge dal carcinoma della cervice e dal carcinoma penieno e anale”, spiega la dottoressa Cingolani.

Un altro aspetto penalizzante è che, anche quando il tumore viene diagnosticato precocemente, le persone con Hiv hanno spesso un accesso limitato alle terapie oncologiche standard e innovative. “È fondamentale superare qualsiasi pregiudizio culturale, sia da parte degli oncologi che degli infettivologi, che ritengono che queste persone abbiano un rischio maggiore di tossicità dalle terapie e una risposta terapeutica inferiore agli standard di cura – afferma il professor Carlo Torti, Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC di Malattie Infettive di Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs. Questa è una fake news da sfatare. I pazienti con Hiv, infatti, rispondono molto bene alle terapie oncologiche, a condizione che l’infezione da Hiv sia ben controllata viro-immunologicamente. È essenziale creare una rete e sensibilizzare l’opinione pubblica affinché le persone che vivono con Hiv possano avere accesso alle stesse opportunità di trattamento della popolazione generale.”

Se l’infezione da Hiv è ben controllata, queste persone possono beneficiare di terapie innovative, come i trattamenti immunoterapici, compresi i trattamenti con Car-T. “In collaborazione con colleghi onco-ematologi italiani, stiamo raccogliendo dati sui primi pazienti con Hiv e linfoma non Hodgkin recidivante o refrattario trattati con Car-T in Italia – rivela la dottoressa Cingolani – con l’obiettivo di dimostrare a livello nazionale che tali terapie sono sicure e fattibili per le persone con Hiv.”

Proprio per aumentare la consapevolezza tra specialisti di diverse discipline, è stato organizzato l’evento ‘HIV and cancer in 2026: equity, innovation and care networks’, che si terrà presso il Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il 9 giugno prossimo. “Si tratta di un evento multidisciplinare che riunirà infettivologi, oncologi, onco-ematologi, radioterapisti e la comunità delle persone con Hiv. È il primo congresso di questo genere organizzato in Italia – afferma il professor Torti. Dopo un focus sulle comorbilità in Hiv e sull’importanza del carico oncologico in questa popolazione (Lene Ryom, Copenaghen Hiv Program), si parlerà di nuove terapie legate al sistema immunitario (Michele Maio, Siena), dell’accesso dei pazienti con Hiv alle terapie innovative e dell’esperienza della Gran Bretagna (Alessia Della Pria, Londra).”

Durante il congresso, verranno trattati vari aspetti della terapia oncologica, sia attraverso casi clinici e revisioni di esperti, sia in riferimento agli screening, alle terapie specifiche e all’immuno-modulazione indotta dalla radioterapia. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda che coinvolgerà centri clinici, Aifa, e società scientifiche (Simit, Aiom, Airo, Fil), Airc, Lila. “Al termine dell’evento – conclude la dottoressa Cingolani – i partecipanti redigeranno una Call to Action condivisa, mirata a promuovere l’equità nell’assistenza oncologica per le persone che vivono con l’HIV. Questo documento sintetizzerà le principali lacune, priorità e soluzioni emerse durante la giornata, tra cui l’accesso tempestivo alla diagnosi e alle cure, il rafforzamento delle reti cliniche, l’integrazione dei percorsi HIV-oncologia e il coinvolgimento attivo della comunità. L’obiettivo è definire impegni concreti e misurabili per garantire che tutte le persone che vivono con HIV possano ottenere esiti oncologici ottimali, non inferiori a quelli della popolazione generale.”

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