Martedì 9 Giugno 2026 09:06
Roma: “maratona telefonica” di oltre 12 ore per svuotare conto ad anziano, 2 arresti
Un anziano costretto a una maratona telefonica da truffatori è stato salvato grazie all'intervento della Polizia e a una trappola da lui stesso orchestrata.
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Un anziano è stato costretto a trascorrere una notte insonne a causa di una “maratona telefonica” che ha avuto luogo per oltre 12 ore, durante la quale i truffatori hanno monitorato ogni sua mossa con l’intento di prosciugargli il conto. Tuttavia, il loro piano è stato interrotto grazie a una “trappola” messa in atto dalla vittima stessa, un uomo di ottantadue anni, e dalla Polizia di Stato, che è intervenuta grazie alla segnalazione tempestiva di un dipendente di una banca. I due complici, un sessantatreenne catanese e un trentaquattrenne napoletano, sono stati arrestati e sono ora gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto nella zona di Tor Tre Teste.
Il finto militare, che ha contattato l’anziano, ha messo in atto una strategia psicologica ben studiata, informando la vittima che due persone erano state arrestate per un tentativo di furto ai suoi danni. Per verificare che il denaro custodito sul conto dell’anziano non fosse in alcun modo collegato con l’attività criminale di cui si parlava, avrebbe dovuto sottoporsi a una verifica. Da quel momento, l’anziano ha subito una sorta di “sequestro psicologico” a distanza, con il truffatore che lo ha costantemente tenuto in linea, assicurandosi che non avesse altri telefoni a disposizione e monitorando ogni sua iniziativa.
Costretto a uscire di notte, l’anziano si è recato allo sportello Atm più vicino per prelevare la somma necessaria a “sbrogliare” il presunto coinvolgimento giudiziario. Tuttavia, dopo aver effettuato due distinti prelievi di 2.000 euro ciascuno, non è riuscito a raccogliere la cifra totale richiesta a causa del plafond giornaliero. La maratona telefonica è proseguita fino al mattino seguente, quando, dopo una notte insonne, si è recato nuovamente in banca. È stato l’operatore allo sportello, insospettito dall’entità dell’ulteriore prelievo, a dare una svolta decisiva alla vicenda. Le sue domande, seguite da quelle del direttore della filiale, hanno incrinato la narrazione costruita dai truffatori, aiutando l’anziano a rendersi conto di essere vittima di un raggiro.
In quel momento, è scattata una controffensiva investigativa, organizzata con l’assistenza della Polizia di Stato e con la collaborazione della vittima, che ha accettato di assecondare le richieste dei malviventi per consentire agli agenti di coglierli sul fatto al momento della consegna del denaro. Insieme agli agenti del V Distretto Prenestino, che l’hanno accompagnato a casa, l’anziano ha costretto il suo interlocutore a elaborare un “piano B”, optando per una consegna diretta del denaro prelevato invece della richiesta iniziale di caricarlo su una carta prepagata.
Seguendo le istruzioni, l’anziano ha raccolto 8.000 euro in contanti, suddivisi in due mazzette, insieme a tutti i monili in oro custoditi in casa e al proprio bancomat completo di pin. Quando un altro sedicente militare si è presentato all’abitazione per ritirare il pacco, è stato immediatamente arrestato. L’altro complice è stato intercettato a bordo di un veicolo a noleggio parcheggiato nelle vicinanze. Le chat recuperate dai cellulari sequestrati hanno confermato il suo ruolo di interlocutore principale nella maratona telefonica. Nonostante il tentativo di resistenza attiva da parte di entrambi, i due complici sono stati arrestati, convalidati dall’Autorità giudiziaria, e sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria nei rispettivi comuni di residenza.
