Mercoledì 10 Giugno 2026 11:06
Gli anziani, «testimoni di un’esistenza che si misura in base all’amore»


Il Papa scrive al cardinale Farrell (Laici, famiglia e vita) in occasione dell'incontro sulla pastorale della terza età, a Palazzo San Calisto. No alla «logica della prestazione e della competizione»
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“Un ponte verso il cielo. Il magistero della fragilità nel tempo della forza”. Palazzo San Calisto ospita oggi, 10 giugno, l’incontro sulla pastorale degli anziani organizzato dal dicastero per i Laici, la famiglia e la vita. Una riflessione alla quale fa giungere il suo contributo Papa Leone XIV, in una lettera inviata al cardinale prefetto Kevin J. Farrell. «Oggi, in molte regioni del mondo, le persone in età avanzata hanno spesso ancora molte energie da spendere a servizio della comunità. Lo testimoniano le svariate forme di volontariato, fondamentali in tanti settori della vita ecclesiale», scrive il pontefice, osservando che «l’innalzamento della vita media delle persone comporta un prolungamento dell’età fragile della vecchiaia, e ciò pone la sfida di una riflessione sul senso di questa stagione dell’esistenza. Quale valore dare ai tanti anni che un uomo o una donna possono vivere in uno stato di debolezza fisica o mentale? Qual è la prospettiva cristiana con cui abitare questo tempo? Come annunciare che la vita umana conserva sempre, in tutte le sue fasi, la sua dignità infinita?», sono le domande da porsi.
Nell’analisi del Papa, «la società in cui viviamo è dominata dalla logica della prestazione e della competizione, per cui la forza è concepita come esibizione di potenza e tende a degenerare nella prevaricazione. Lo vediamo negli scenari internazionali, dove, tragicamente, la guerra è tornata ad essere uno strumento strategico diffuso – rimarca -. Ma ce ne accorgiamo anche osservando tra le pieghe ordinarie del vissuto, nel modo in cui ci rapportiamo gli uni agli altri. Sempre più, infatti, nella vita quotidiana, si riscontrano segni di una mentalità che confonde la forza con la prepotenza e la mitezza con la debolezza».
Anche in questo scenario, «la Chiesa continua a proporre il messaggio evangelico: quello che dice beati i miti e gli umili di cuore, e che promuove una pace disarmata e disarmante, riconoscendo in Dio il Padre di tutti e negli altri non dei nemici ma dei fratelli». Gli anziani, infatti, «nell’accettazione serena dei limiti legati al passare degli anni, senza nasconderli né vergognarsene, possono essere maestri di vita, capaci di mostrare a tutti – e specialmente ai giovani – che il valore di un’esistenza non si misura col metro dell’efficienza o dell’autosufficienza, ma in base alla capacità di amare e di lasciarsi amare, di donare e di ricevere».
10 giugno 2026
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