Mercoledì 10 Giugno 2026 19:06
Roma, Fondazione Einaudi: contro abuso social musica e scrittura
Roma, Fondazione Einaudi: contro abuso social musica e scrittura In Campidoglio il convegno “Suonare la
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L’uso prolungato dei dispositivi digitali e dei social sta modificando il modo in cui il cervello
si organizza e funziona. A farne le spese, soprattutto nei più giovani, sono la memoria, la soglia dell’attenzione e la capacità di elaborare un ragionamento critico e di saperlo esporre.
si organizza e funziona. A farne le spese, soprattutto nei più giovani, sono la memoria, la soglia dell’attenzione e la capacità di elaborare un ragionamento critico e di saperlo esporre.
Imparare a suonare strumenti musicali e non perdere l’abitudine di scrivere a mano in corsivo rappresentano vere e proprie terapie per bambini e ragazzi perché permettono loro di
sviluppare a pieno le proprie capacità. Su questi temi si è svolto oggi a Roma il convegno “Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale”, promosso dall’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi e dall’Associazione Amici del Campus delle Arti, un progetto di formazione che si svolge ogni estate a Bassano del Grappa e che, attraverso lezioni di strumento, coro e orchestra persegue l’idea che la musica sia un veicolo per lo sviluppo e la crescita della persona.
sviluppare a pieno le proprie capacità. Su questi temi si è svolto oggi a Roma il convegno “Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale”, promosso dall’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi e dall’Associazione Amici del Campus delle Arti, un progetto di formazione che si svolge ogni estate a Bassano del Grappa e che, attraverso lezioni di strumento, coro e orchestra persegue l’idea che la musica sia un veicolo per lo sviluppo e la crescita della persona.
Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio sono intervenuti il direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale, Andrea Cangini, il direttore artistico dell’Associazione Amici del Campus delle Arti, Angela Chiofalo, la presidente della commissione Scuola in Assemblea Capitolina, Carla Consuelo Fermariello, la presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti del
Ministero dell’Istruzione, Annalisa Spadolini, il critico musicale Guido Barbieri, lo psichiatra e professore di
Psicopatologia clinica all’Università Federico II di Napoli, Nelson Mauro Maldonato, la flautista e docente di tecniche di consapevolezza corporea al Conservatorio di Cesena e Rimini, Maria Teresa Palermo, e il professore d’orchestra emerito dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, Francesco Storino.
Ministero dell’Istruzione, Annalisa Spadolini, il critico musicale Guido Barbieri, lo psichiatra e professore di
Psicopatologia clinica all’Università Federico II di Napoli, Nelson Mauro Maldonato, la flautista e docente di tecniche di consapevolezza corporea al Conservatorio di Cesena e Rimini, Maria Teresa Palermo, e il professore d’orchestra emerito dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, Francesco Storino.
“Sono molte le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo”, ha detto Cangini, “entrambe le attività sollecitano il pieno sviluppo del cervello umano e della mobilità fine. Scrivendo su carta e suonando i giovani potenziano e strutturano la propria intelligenza, il proprio carattere e la propria creatività, contenendo di conseguenza i danni da abuso di smartphone.
Per queste ragioni è quantomai opportuno che il sistema scolastico rivaluti e rilanci l’uso della carta e della penna e valorizzi l’educazione musicale”. Angela Chiofalo, che insegna pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha presentato nel suo intervento le nuove tecniche di apprendimento del pianoforte, basate sulle “più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze”. È il metodo delle cosiddette 3C: cuore, cervello e corpo. “Le tre componenti che entrano in gioco durante l’esecuzione musicale”, ha spiegato. “È un’indagine che sfiora la neuroestetica, dove l’identificazione dei circuiti cerebrali
diviene la base per una conoscenza più profonda del movimento e del pensiero musicale, che esalta l’interpretazione e trasforma il rigore tecnico in forza espressiva”.
diviene la base per una conoscenza più profonda del movimento e del pensiero musicale, che esalta l’interpretazione e trasforma il rigore tecnico in forza espressiva”.
Nel corso della iniziativa i giovani talenti provenienti dai percorsi formativi del Campus delle Arti, accompagnando i diversi momenti di riflessione, si sono esibiti interpretando celebri composizioni musicali: da Debussy (Arabesque) a Gulda (Ouverture da Concerto per violoncello e fiati) a Bizet/Borne (Fantasia brillante sulla Carmen) e tante altre.
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