Martedì 16 Giugno 2026 12:06
Raid russo sul monastero delle Grotte di Kiev, «crimine contro l’umanità»


La denuncia del Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, all'indomani dell'attacco che ha colpito anche la cattedrale della Dormizione. La conta dei danni nel complesso
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Raid russo sul monastero delle Grotte di Kiev, «crimine contro l’umanità»
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«Ennesimo crimine contro l’umanità, contro il cristianesimo, contro il patrimonio spirituale, storico e culturale dell’Ucraina». Dal Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose descrivono con queste parole l’
attacco russo sul complesso del monastero delle Grotte di Kiev
, conosciuto anche come Pečerska Lavra, avvenuto nella notte tra 14 e 15 giugno. «Ricordiamo che, in tutto, dall’inizio della guerra su vasta scala, circa 800 edifici religiosi di cristiani, musulmani ed ebrei in Ucraina hanno subìto distruzioni e danni, totali o parziali, a causa degli attacchi russi», scrivono in una dichiarazione diffusa ieri, 15 giugno, in lingua italiana dal Segretariato della chiesa greco-cattolica ucraina.Nel documento, spazio anche alla conta dei danni subiti nel complesso del monastero, dove durante il bombardamento massiccio di Kiev sono stati danneggiati anche lo Studio Cinematografico Nazionale Oleksandr Dovzhenko e il Complesso nazionale culturale, artistico e museale “Mystetskyi Arsenal”; è stato distrutto un grande terminal postale; in più, vi sono stati impatti su palazzi ed edifici privati e sono state colpite i sistemi di fornitura di energia elettrica e acqua nella Capitale ucraina.
«Piangiamo i morti e preghiamo per la più rapida guarigione dei feriti a seguito dell’attacco terroristico russo – si legge nella dichiarazione del Consiglio -. Tutti questi crimini sono perpetrati dalla Federazione russa, che ha obblighi di un membro delle Nazioni Unite, che è membro dell’Unesco e che, approfittando della mancanza di volontà politica nelle istituzioni internazionali e dell’insufficiente determinazione dei Paesi democratici, continua cinicamente a sferrare attacchi terroristici contro le città ucraine, compiendo sistematicamente nuovi atti di genocidio del popolo ucraino».
I firmatari lanciano quindi un appello «ai governi dei Paesi democratici affinché intensifichino la pressione sanzionatoria sulla Federazione russa, sui politici, gli uomini d’affari, i giornalisti e i leader religiosi russi, che sono complici dei crimini contro l’umanità in corso in Ucraina. Preghiamo per le persone vittime di terrore russo – concludono -. Che Dio le rafforzi e le consoli! Esortiamo le Chiese, le comunità religiose e tutte le persone di buona volontà a unirsi nella preghiera e a continuare a pregare per la fine dell’aggressione russa e per l’istituzione di una pace giusta per l’Ucraina! Ringraziamo ogni persona solidale dei vari Paesi, che non si è stancata di stare, insieme agli ucraini, dalla parte del bene e che continua a manifestare solidarietà con il popolo ucraino».
16 giugno 2026
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