Servizi > Feed-O-Matic > 728656 🔗

Martedì 16 Giugno 2026 13:06

Romanelli (Gaza): «Accordo Usa‑Iran è una speranza, ma qui la vita resta una croce quotidiana»



Il parroco della Sacra Famiglia commenta in un messaggio diffuso sui social la possibile svolta sul piano internazionale. L'auspicio che «cessino tutti i fronti di guerra» e anche nella Striscia «si possa tornare a respirare»

L'articolo
Romanelli (Gaza): «Accordo Usa‑Iran è una speranza, ma qui la vita resta una croce quotidiana»
proviene da
RomaSette
.

#dal mondo #accordo di pace #accordo usa iran #focus #gabriel romanelli #guerra usa israele iran #striscia di gaza
leggi la notizia su RomaSette





Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza, affida a un messaggio diffuso sui social il commento alla notizia dell’accordo tra Stati Uniti e Iran: una possibile svolta sul piano internazionale, in una quotidianità che continua a «pesare come una croce». I due Paesi, scrive, «sarebbero arrivati a un accordo per porre fine alla guerra». I dettagli restano «contraddittori», ma «il fatto che si fermi il conflitto è già un bene».

L’auspicio è che «cessino tutti i fronti di guerra» e che anche a Gaza «si possa tornare a respirare un po’, affinché la gente possa ricominciare a vivere e a sperimentare che esiste una speranza, che esiste un futuro». Una cauta apertura, quella del religioso, che comunque descrive con realismo una quotidianità «dura, monotona, segnata da sofferenza diffusa. Lo vediamo nei bambini, nei giovani, negli adulti e negli anziani: persone che hanno perso qualcuno, persone malate, persone che sono o si sentono abbandonate».

In questa dimensione quotidiana il parroco colloca il senso più profondo dell’esperienza umana e cristiana. «La quotidianità è una croce – spiega – per il semplice scorrere del tempo. Come esistono stagioni diverse nell’anno, così ci sono stagioni diverse nell’animo delle persone, emotive e spirituali. Ed è proprio nella vita quotidiana che ci si gioca la santità». E la croce, rimarca, non è priva di significato. «La croce e la benedizione sono una realtà unica: se è una croce, può diventare anche una benedizione». Però «si può portare male la propria croce. Per questo bisogna cercare di portarla bene, soprattutto in momenti come questo».

Da qui l’invito rivolto a tutti: «Dobbiamo cercare di fare in modo che la croce della vita quotidiana diventi una benedizione, che ogni giorno sia un gradino per salire la scala verso il cielo». Intanto a Gaza, «tra caldo intenso e attività quotidiane portate avanti grazie a Dio, la popolazione attende segnali concreti di pace».

16 giugno 2026

L'articolo
Romanelli (Gaza): «Accordo Usa‑Iran è una speranza, ma qui la vita resta una croce quotidiana»
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI