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Martedì 16 Giugno 2026 22:06

Ruini: fedeltà ai pontefici e amore per la Chiesa



La biografia del cardinale: per 17 anni e mezzo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Il Sinodo diocesano, la Missione cittadina, la lettera di Benedetto XVI nel 25° di episcopato

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Sedici anni alla guida della Conferenza episcopale italiana e 17 anni e mezzo come vicario del Papa per la diocesi di Roma. Due incarichi importanti che il cardinale Camillo Ruini ha vissuto con spirito di servizio, fedeltà ai pontefici e amore per la Chiesa. Era nato a Sassuolo, in provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 19 febbraio 1931. Aveva compiuto gli studi filosofici e teologici a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, come alunno dell’Almo Collegio Capranica, conseguendo la licenza in filosofia e teologia.

Era stato ordinato sacerdote l’8 dicembre del 1954, anno mariano, da monsignor Luigi Traglia, all’epoca vicegerente della diocesi di Roma. Nel 1957 era rientrato in diocesi a Reggio Emilia. Aveva insegnato filosofia al Seminario diocesano dal 1957 al 1968 e da allora fino al 1986 teologia dogmatica allo Studio Teologico Interdiocesano di Modena-Reggio Emilia-Carpi-Guastalla, del quale dal 1968 al 1977 era stato anche preside. Dal 1977 al 1983 aveva insegnato inoltre teologia dogmatica allo Studio Teologico Accademico Bolognese.

Nella diocesi di Reggio Emilia, dal 1958 al 1966 aveva ricoperto la carica di assistente diocesano dei Laureati cattolici e dal 1966 al 1970 era stato delegato vescovile per l’Azione cattolica. Dal 1968 era stato vicario episcopale per l’apostolato dei laici e dal 1968 al 1986 presidente del Centro culturale diocesano Giovanni XXIII. Dal 1975 al 1986, aveva guidato la Consulta diocesana per la pastorale scolastica.

Il 16 maggio 1983 arrivò la nomina a vescovo ausiliare per le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Il 29 giugno dello stesso anno fu ordinato dal vescovo diocesano Gilberto Baroni. In qualità di vice presidente del Comitato preparatorio aveva contribuito in maniera notevole alla realizzazione del Convegno ecclesiale nazionale di Loreto (1985) che aveva costituito un punto di riferimento del dialogo tra la Chiesa e la società italiana, dopo le lacerazioni degli anni Sessanta-Settanta. Nel 1985 era stato eletto membro della Commissione episcopale per l’Educazione cattolica, la cultura e la scuola. Il 28 giugno 1986 Giovanni Paolo II lo aveva nominato segretario generale della Conferenza episcopale italiana. Membro del Comitato Centrale per l’Anno mariano 1987-1988, era stato, dal 1988, consultore della Congregazione per i vescovi. Nell’ottobre del 1990, durante i lavori dell’8ª Assemblea generale del Sinodo dei vescovi, era stato eletto membro del Consiglio della Segreteria generale.

Giovanni Paolo II il 17 gennaio 1991, accettando la rinuncia da vicario generale di Roma presentata dal cardinale Ugo Poletti, nominò Ruini arcivescovo e pro-vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. «Il mio pensiero è andato a Lei, come a persona particolarmente preparata per assumere l’importante e delicato incarico – si legge nella lettera di nomina -. La dispone a ciò il lungo tirocinio svolto nei vari campi dell’apostolato a cominciare da quello impegnativo ed esigente dell’insegnamento teologico, nel quale Ella ha saputo dare ampia prova delle sue doti di intelligenza e di cuore, associando la non comune preparazione culturale a costante e coraggiosa fedeltà nell’adesione alla parola di Dio e al magistero della Chiesa. Sono certo di trovare in Lei un collaboratore esperto, fidato, generoso, che saprà posporre ogni altro interesse alla cura assidua e affettuosa della Città». E Ruini iniziò subito a conoscere la comunità ecclesiale e la città, incontrando il clero, visitando le parrocchie e le altre realtà ecclesiali della diocesi.

Il 7 marzo 1991 la nomina a presidente della Conferenza episcopale italiana, segno della fiducia che Giovanni Paolo II nutriva per lui. In qualità di presidente, aveva guidato per la prima volta i lavori nell’assemblea generale di maggio. «Siamo felici di averla con noi in questa Aula sinodale che è sua – aveva detto al Papa durante l’incontro con tutti i vescovi italiani nell’Aula del Sinodo – ma che è anche di tutti i vescovi perché qui in modo speciale si esercita e si esprime la collegialità episcopale. Siamo felici di averla anche in un’altra casa non visibile che è la casa del nostro affetto per Lei che è grande e che è comune a tutti noi. Abbiamo molti motivi di gratitudine per la Sua persona. Ricordiamo il suo magistero e il suo ministero, per la diffusione della fede, per l’edificazione della Chiesa e per i destini del mondo».

Nel Concistoro del 28 giugno 1991 Ruini venne creato cardinale e gli venne assegnato il titolo di Sant’Agnese fuori le mura, la basilica sulla via Nomentana. Il 1° luglio 1991 la nomina a vicario generale per la diocesi di Roma e arciprete della basilica Lateranense, e ancora a gran cancelliere della Pontificia Università Lateranense. Quindi, l’elezione a presidente della Conferenza episcopale laziale.

Ruini è stato relatore alla prima Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi (28 novembre – 14 dicembre 1991) e presidente della Peregrinatio ad Petri Sedem (incarico ricoperto dal 29 dicembre 1992 al 2 maggio 1996). Il 7 marzo 1996 Giovanni Paolo II lo aveva confermato alla guida dell’episcopato italiano per il successivo quinquennio, e il 6 marzo 2001 per il terzo quinquennio. Il 14 febbraio 2006, Benedetto XVI lo aveva confermato presidente della Cei, donec aliter provideatur, incarico mantenuto fino al 7 marzo 2007, quando il Papa ne aveva accolto le dimissioni per raggiunti limiti di età.

Come vicario di Roma, portò innanzitutto a termine il Sinodo pastorale diocesano, con un deciso coinvolgimento delle parrocchie e del laicato cattolico attraverso le Assemblee pre-sinodali di prefettura, con un dialogo serrato sui temi centrali della vita cittadina grazie al “Confronto con la città” che coinvolse relatori di alto livello, con il lavoro per la redazione del Libro del Sinodo. Intenso l’impegno per una fede incarnata nella cultura, come testimonia l’iniziativa dei “Dialoghi in cattedrale”, che videro personalità della Chiesa e della cultura confrontarsi su temi di grande attualità nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Parallelamente, il porporato sottolineò l’importanza della nuova evangelizzazione della città portando avanti l’iniziativa della Missione cittadina voluta da Giovanni Paolo II in preparazione al Giubileo del 2000, che vide il convolgimento di oltre 15mila laici romani con la consegna del Vangelo e degli Atti degli Apostoli alle famiglie romane. Ruini volle fortemente la promozione di una solidarietà concreta per le nuove chiese da costruire nelle periferie romane, consapevole del ruolo che le parrocchie svolgono nel tessuto sociale e culturale della città.

Fu anche membro del Comitato del Grande Giubileo dell’Anno 2000 e istituì in diocesi un Comitato romano per consentire una adeguata organizzazione degli eventi giubilari in collaborazione con quello promosso dalla Santa Sede. Centrale l’evento di Tor Vergata per la Giornata mondiale della gioventù che vide il commovente incontro di Giovanni Paolo II con i giovani di tutto il mondo, in cui fu notevole il contributo della diocesi di Roma. Nel 2005 partecipò al conclave che elesse Papa Benedetto XVI.

Significativi i saggi e le ricerche pubblicate a partire dal 1971, nelle quali si fondevano teologia, ecclesiologia, impegno pastorale e riflessione sui grandi temi dell’umano. Numerose le pubblicazioni che hanno segnato il suo ministero episcopale. Solo per citarne alcune: La trascendenza della grazia nella teologia di San Tommaso d’Aquino, Università Gregoriana 1971; Il Vangelo nella nostra storia. Chiesa cultura e società in Italia, Città Nuova 1989; Le ragioni della fede. Indicazioni di percorso, Paoline 1993; Chiesa del nostro tempo, Piemme, volume I 1996, volume II 2001, volume III 2007; Nuovi segni dei tempi. Le sorti della fede nell’età dei mutamenti, Mondadori 2005. Verità è libertà. Il ruolo della Chiesa in una società aperta, Mondadori 2006; Verità di Dio e verità dell’uomo. Benedetto XVI e le grandi domande del nostro tempo, Cantagalli 2007; Alla sequela di Cristo. Giovanni Paolo II il Servo dei Servi di Dio, Cantagalli 2007; Chiesa contestata. 10 testi a sostegno del cattolicesimo, Piemme 2007; Rieducarsi al Cristianesimo. Il tempo che stiamo vivendo, Mondadori 2008; Confini. Dialogo sul cristianesimo e il mondo contemporaneo (con Ernesto Galli della Loggia), Mondadori 2009; Il caso serio di Dio. Priorità di Dio, laicità, educazione, Cantagalli 2009; Intervista su Dio. Le parole della fede, il cammino della ragione (con Andrea Galli), Mondadori 2012.

Il 19 giugno 2008, in occasione del 25° di ordinazione episcopale, Benedetto XVI indirizzava a Ruini una lettera nella quale, riguardo ai suoi lunghi anni come vicario per la diocesi di Roma, ricordava «la Sua grande capacità di lavoro, la Sua fede semplice e schietta, la Sua intelligente creatività pastorale, la Sua fedeltà all’identità viva dell’Istituzione attraverso l’unione con il Papa anche in mezzo alle difficoltà, il Suo fiducioso e sorridente ottimismo. Nel corso degli anni, Ella ha accompagnato all’ordinazione 484 presbiteri diocesani e ha favorito con varie iniziative la realizzazione di ben 57 nuove chiese parrocchiali, di due luoghi sussidiari di culto e della chiesa del Collegio dei Santi Martiri Coreani». Benedetto XVI esprimeva a Ruini anche la sua riconoscenza «per la dedizione con cui, in questi anni», lo aveva introdotto «nella complessa realtà di questa amata Chiesa, accompagnandomi nelle visite alle parrocchie, negli incontri col clero, con i poveri, con gli ammalati, con i giovani. Grazie per aver sostenuto il mio invito ad un serio impegno per l’educazione e per aver convocato più volte in piazza San Pietro tanti fedeli per ascoltare, sostenere e incoraggiare il ministero del Romano Pontefice».

Pochi giorni dopo, il 27 giugno 2008, Benedetto XVI ne accolse la rinuncia, per raggiunti limiti di età, agli incarichi di vicario generale per la diocesi di Roma e di arciprete della basilica Lateranense. Il cardinale Vallini subentrò nell’incarico a Ruini, che così per 17 anni e mezzo era stato il primo collaboratore di due pontefici nella diocesi di Roma.

Non pochi gli incarichi di rilievo per Ruini anche dopo il congedo dalla diocesi e dalla Cei. Dal gennaio 2008 al gennaio 2013, nell’ambito della Conferenza episcopale italiana, era stato infatti presidente del Comitato per il progetto culturale, iniziativa fortemente voluta che aveva coinvolto numerosi studiosi di varie discipline. Era stato lui a proporla al Consiglio permanente della Cei, riunito a Montecassino nel settembre 1994.

È stato anche presidente della Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje costituita presso la Congregazione per la Dottrina della fede (17 marzo 2010 – 17 gennaio 2014) e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.

16 giugno 2026

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